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Voto: 8.5

Gruppo: Necrophagist

Album: Epitaph

Anno: 2004

Genere: Death Metal Tecnico

Durata: 32:56
Etichetta
: Relapse Records

Sito Ufficiale: www.necrophagist.de

Tracklist:  1. Stabwound (02:48)
                 2. The Stillborn One (04:24)
                 3. Ignominious & Pale (04:01)
                 4. Diminished To be (04:59)
                 5. Epitaph (04:15)
                 6. Only Ash Remains (04:11)
                 7. Seven (03:42)
                 8. Symbiotic in Theory (04:36)

 

 

 

 

 

Ed ecco a quasi 5 anni di distanza da Onset of Putrefaction si torna a parlare dei Necrophagist, e si può dire che è valsa proprio la pena di aspettarli così a lungo!
C’è poco da dire, mi sono innamorato di questo disco fin dal primo ascolto!
Velocità, potenza, tecnica ed una capacità compositiva di una finezza a dir poco ineccepibile sono le caratteristiche principali di Epitaph!


Una scarica di puro e sano Death Metal Tecnico con sfumature black e gore ( più che altro nei testi) che, a seconda del tipo di metallaro che siete, potrà farvi balzare dalle vostre sedie e scatenare in un Head-Banging indiavolato oppure costringervi ad esaminare ogni singolo riff, per apprezzare un album che da un punto di vista tecnico, come già detto, ha veramente tanto da dire!


Ogni membro della band si esprime infatti su livelli veramente superlativi, con un Christian Münzner (ex-Defeated Sanity) e un Muhammed Suiçmez in stato di grazia, che ci regalano assoli indiavolati, spesso sweeppati, e ritmiche frenetiche, senza dimenticare Stefan Fimmers (ex-Human Bloodfeast) al basso ( davvero eccezionale), e un Hannes Grossmann, alla batteria, che oltre ad essere sempre puntali e precisi si levano anche parecchi sfizi solistici. 
Anche la produzione è di altissimo livello, con un suono pulito e un mixaggio quasi perfetto.
Tra le tracce migliori, oltre l’opener Stabwound, che già ci fa capire il prodotto, che abbiamo tra le mani, si distinguono Diminished To Be ( con dei riff davvero molto riusciti), Epitaph e Only Ash Remains, dove posso solo prostrarmi di fronte ad un bassista di cui sentiremo ancora parlare! Tutto il resto solo potenza, tenica e talento puro!
Uniche note negative sono un cantato a volte un po’ piatto e una certa ripetitività nella struttura dei riff.


Nonostante tutto con quest’album i Necrophagist si impongono, a mio parere, come una delle band Death Metal più ispirate sulla scena europea e mondiale.
Davvero imperdibili!

[Varhamir]

 

 

 

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