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Voto:
8.0
Gruppo: Mors Principium Est
Album:
The Unborn
Anno:
2005
Genere:
Melodic Death Metal
Durata:
45:24
Etichetta:
Listenable Records
Sito
Ufficiale:
www.morsprincipiumest.com
Tracklist: 1.
Pure
2. The Harmony Remains
3. Parasites of Paradise
4. Two Steps Away
5. Altered State of Consciousness
6. Spirit-Conception
7. The Unborn
8. Fragile Flesh
9. Pressure
10. The Glass Womb
Di acqua sotto i ponti ne è passata
in abbondanza dalla prima release del latineggiante sestetto finnico. Inhumanity,
edito nel 2003, aveva suscitato grande interesse verso le prodezze solistiche
degli straordinari chitarristi, pur non emancipandosi completamente dalla
cerchia dei cloni di stampo melodic death, “made in Scandinavia”. Le ritmiche
monotone e prive di mordente, la voce piatta e inespressiva danneggiavano una
produzione professionale e di qualità.
“The Unborn” tenta nel 2005 di ovviare alle problematiche lacune dell'album
d'esordio proferendo parole di innovazione e risanamento tecnico-musicale.
Accantonando le dannose influenze di cui sopra, The Unborn si carica di
adrenaliniche ed elettroniche sonorità estreme, cogliendo la pura essenza del
parallelismo melodia-rabbia.
I Mors principium est modificano radicalmente le strutture compositive,
integrando canti femminili, tastiere sintetiche e allontanandosi
irrimediabilmente dal primordiale abito di inesperiente incoscienza stilistica.
Il melodic death ritorna a far parlare di sé, in termini entusiastici, con 10
tracce di riscossa.
Dall'atmosferica Pure, completa e rapida traccia d'introduzione, ci immergiamo
in un lavoro meritevole, da apprezzare per l'acuta longevità e la simbolica, mai
disprezzata presa di coscienza di una band, perla del metal contemporaneo.
Parasites of Paradise, cadenzata da precisi colpi di cassa è divertente,
imperdibile, assolutamente da ascoltare.
L'intero album fonda i propri pilastri compositivi su qualità tecniche
ineccepibili, frutto di anni di pratica e affiatamento corale.
Altered state of consciousness, così come Spirit Conception e Fragile flesh
racchiude un ritrovato stimolo alla ricerca sonora: l'armonia sposa gli
strumenti musicali diventandone parte integrante; il furioso vocalist sostiene
con capacità i reparti ritmici, senza prevalere.
Una ventata di sana freschezza per il melodic death, reso banalmente obsoleto
nell'ultimo periodo da scadenti realtà pseudo-musicali. Lo splendore del genere
melodico-drammatico risorge nei panni dei Mors principium est, attori della “non
nascita”(the unborn).
[ccmm]
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