|
Voto:
7.0
Gruppo: Mastodon
Album:
Lifesblood
Anno:
2001
Genere:
Post-Core
Durata:
15:37
Etichetta:
Relapse Records
Sito
Ufficiale:
www.mastodonrocks.com
Tracklist: 1.
Shadows That Move (3:53)
2. Welcoming War (2:46)
3. We Built This Come Death (2:30)
4. Hail To Fire (2:12)
5. Battle At Sea (4:16)
Mastodonte, nome dato da Georges
Cuvier (1769-1832), padre del Catastrofismo, ad un possibile Mammifero, che
assomiglia all’elefante. Signore e Signori, lasciamo la biologia a chi ne
compete. Ciò nonostante, la scelta del moniker della band è sintomaticamente
perfetta. I Mastodon non sono la classica band sbucata fuori dal nulla. Due
quarti di loro facevano parte dei leggendari Lethargy, autori di un sublime
post-hardcore iper tecnico ispiratori di molte band del roster Relapse. Dopo lo
scioglimento dei Lethargy e la breve esperienza nei Today Is The Day, Brann
Dailor (batteria) e Bill Kelliher (chitarra) mettono i loro strumenti in un
furgone e si mettono in viaggio verso Atlanta in cerca di fortuna. Lì, durante
un concerto degli High On Fire, conoscono Troy Sanders (basso) e Brent Hinds
(chitarra). Nel giugno del 2000 registrano un demo di nove tracce e, grazie ad
esso, suonano nei locali della zona aprendo per Queens Of The Stone Age,
Cannibal Corpse e Morbid Angel. Nomi altisonanti. Le infuocate esibizioni live
attirano le attenzioni della Relapse per cui esordiscono con questo EP. La label
in questione pubblicizza la band come "A unique, hard-hitting, metallic hybrid".
Per farvi un'idea di come possano suonare, immaginatevi di prendere i Lethargy e
farli suonare più ordinari, in modo da ottenerne in impatto e potenza. Assoli
potenti ed incisivi, stacchi virtuosi, cantato graffiante e sporco ma,
soprattutto, una serie di ottime songs costruite con gusto cercando la via
tortuosa, più che quella di facile presa. Per chi si aspettava un'altra band
come i Lethargy rimarrà effettivamente deluso ma, ogni tanto, oltre che la
mascella spalancata è giusto pretendere le orecchie sanguinanti. E i Mastodon
sapranno farvi uscire il sangue a dovere. Lifesblood, dalla durata complessiva
di poco più di un quarto d’ora, contiene ben cinque canzoni non inquadrabili in
un genere ben preciso: denominatore comune sembrano essere la rabbia e il furore
che accompagnano le liriche e la musica. I Mastodon mescolano death metal e punk
ad elementi rock n' roll, ottenendo un risultato spiazzante. Sarebbe errato
bollarli semplicemente come una band death metal, poiché, anche se ad un primo
ascolto la batteria, la chitarra e la voce sono tipicamente death metal, ad un
ascolto più approfondito è possibile cogliere alcune sottigliezze, come passaggi
quasi blues, parti acustiche e variazioni prettamente rock n'roll. Disumane
anche le vocals, non gutturali, ma ugualmente impossibili da decifrare persino
coi testi alla mano, mentre la produzione calza, letteralmente, a pennello:
suoni secchi, definiti, crudi e pulitissimi. La struttura della canzone è quindi
piuttosto varia: le parti più lente non fanno perdere efficacia all'insieme, ma
anzi mettono maggiormente in luce la potenza e la brutalità della musica. L’opener
Shadows That Move e la successiva Welcoming War sono due inni
intrisi di rabbia, furore ed energia. We Built This Come Death presenta,
invece, un cantato più pulito e più sofferto: a parti più lente, melodiche e
sussurrate, quasi blues, si alternano feroci sfuriate di blast beats,
praticamente grind. I due estremi finiscono col congiungersi. E’ il pezzo più
imponente del lotto. La veloce Hail To Fire e una decisa Battle At Sea,
contraddistinta da un cantato growl demoniaco, chiudono l’EP, delineando le
premesse per la nascita di una vera band nella scena estrema mondiale. Il futuro
appartiene ai Mastodon.
[Nekrophiliac]
Back
to the Letter "M" Index
|