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Voto: 7.6

Gruppo: Korpiklaani

Album: Voice of the Wilderness

Anno: 2005

Genere: Folk Metal

Durata: 41:03
Etichetta: Napalm Records

Sito Ufficiale: www.korpiklaani.com

Tracklist:  1. Cottages & Saunas

                 2. Journey Man

                 3. Fields in flames

                 4. Pine Woods

                 5. Spirit of the Forest

                 6. Native Land

                 7. Hunting Song

                 8. Ryyppäjäiset

                 9. Beer Beer

                 10. Old Tale

                 11. Kädet Siipinä (Hands As Their Wings)


 

I Korpiklaani ( letteralmente “clan della foresta”) sono una band finlandese nata nei dintorni di Lahti, in Finlandia ( che novità eh?).

 In realtà il gruppo già esisteva dal lontano 1996, con il nome di Shaman e suonavano musica integralmente acustica con testi in lingua Sami. Nel 2003 la rinascita: si danno al folk metal e nel

giro di un paio di anni eccoli al loro secondo full-leght sotto la Napalm Records.

Davvero suggestiva la copertina e discreta la produzione.

La proposta dei Korpiklaani consiste in un valido folk-metal figlio di Moonsorrow ed Ensiferum, ma soprattutto di Finntroll e Skyclad ( basti pensare a  Cottages & Saunas).  Il sestetto finnico sembra più legato al power-heavy che al black dei Finntroll o al viking metal dei Moonsorrow, anche se la maggiore attenzione è data alla componente folk. Violini, flauti, fisarmoniche, percussioni, tutto sembra contribuire a farci calare in un clima di festa di paese!!!

 Il loro quindi, è un sound abbastanza particolare  e sicuramente orecchiabile, che unisce strumenti della tradizione folk locale finnica, come il jouhilkko. Il gruppo è lo stesso di 2 anni fa, ai tempi di Spirit Of The Forest, ma migliore, più esperto, più melodico e più maturo.

I testi narrano antiche leggende oppure esprimono l’amore dei nostri per la birra, tuttavia c’è anche una canzone, Hunting Song, che parla di come cacciare non per divertimento, ma per bisogno.

 

Cottages & Saunas, davvero eccezionale, è la sintesi di quanto detto finora, con un intro di violini che ci immerge immediatamente nel mondo di cui vi ho parlato: feste, balli di paese attorno ad un focolare e baldoria allo stato puro (il chorus poi è divertentissimo). Si distinguono inoltre e Journey Man ( a mia preferita ) e Hunting Song, di cui è uscito anche il videoclip.

Ecco, fossero tutte come queste tre staremmo parlando di un capolavoro assoluto, purtroppo però le atre, pur essendo buone tracce non rasentano l’eccellenza di queste. Tra le canzoni meglio riuscite si segnalano anche gli episodi strumentali: Pine Woods e l’impronunciabile Ryyppäjäiset.

 

Insomma, non fraintendetemi, il disco è davvero bello e consiglio a tutti di ascoltarlo, ma dopo le prime due tracce mi aspettavo di più. Uffa, non vedo l’ora di ascoltare il loro prossimo lavoro ( e di sentirli dal vivo)!

Da seguire….

 

 

[Varhamir]

 

 

 

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