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Voto: 6.9

Gruppo: Heaven Shall Burn

Album: Antigone

Anno: 2004

Genere: Melodic Death Metal / Metalcore

Durata: 48:44
Etichetta:
Century Media

Sito Ufficiale: www.heavenshallburn.com

Tracklist:  1. Echoes (Intro)

                 2. The Weapon They Fear

                 3. The Only Truth

                 4. Architects of the Apocalypse

                 5. Voice of the Voiceless

                 6. Numbing the Pain

                 7. To Harvest the Storm

                 8. Risandi Von (Outro)

                 9. Bleeding to Death

                 10. Tree of Freedom

                 11. The Dream is Dead

                 12. Deyjandi Von (Outro)

 

La principale (e forse unica) difficoltà che ho incontrato nel recensire questo "Antigone", terzo full length dei teutonici Heaven Shall Burn, è stata quella di definire un genere per il loro potente sound. Conscio del fatto che, spesso e volentieri, sono stati etichettati come band Metalcore, l'ascolto di "Antigone" mi ha suggerito una via intermedia tra "Earth Crisis" e "At the Gates", come dire: "Melodic Death Metalcore"...

 

Già, perchè gli HSB presentano caratteri peculiari di entrambi questi due gruppi (e in generale dei generi che i due "mastodonti" vanno a rappresentare): se da un lato temi social-politici, testi letteralmente urlati, pesantezza e rigidità nei riff ricordano molto gli Earth Crisis, dall'altro lead melodici (piuttosto frequenti), intro e outro classicheggianti, passaggi in stile "dark" ci riportano subito alla mente un sound Swedish alla "At the Gates". Questa commistione tra due generi piuttosto diversi, potrebbe risultare ostica e infelice sia per gli amanti del death di stampo scandinavo, sia per i metalcore-oriented; fortunatamente, però, questi 5 ragazzi della Germania ci sanno fare e il tutto risulta piuttosto piacevole all'ascolto.

 

Finalmente inserisco il cd nel mio stereo, inforco le cuffie e premo il tasto play... vengo accolto da un fantastico Intro ("Echoes") di pianoforte e archi, scritto per la formazione da un ragazzino islandese di 17 anni (insieme ai 2 outro presenti nel disco), che tutto mi fa presagire tranne quello che realmente mi aspetta: "The Weapon They Fear" e "The Only Truth" sono due pezzi granitici, estremi e violenti in puro stile Metalcore; fortunatamente il tutto, oltre ad essere ben eseguito e magistralmente registrato (il passaggio alla Century Media si sente eccome), è condito da piacevoli inserti melodici e lead di chitarra di chiara matrice Death. Con "Architects of the Apocalypse" e le due tracce successive ("Voice of the Voiceless" e "Numbing the Pain"), l'influenza svedese risulta molto più marcata e il metalcore ci viene ricordato solo dal cantato, che - nel complesso - è ciò che convince meno: Marcus Bischoff risulta in tutto il disco piuttosto statico, manca di espressività e varietà, troppo concentrato su "urla sfrenate" anche nei momenti dove una maggiore melodia non avrebbe guastato.

 

La seconda parte del disco scorre piuttosto velocemente e si attesta su percorsi - a metà tra metalcore e death svedese - comunnque già tracciati dalle prime tracce. Le uniche variazioni sono i due Outro ("Risandi Von" e "Devjandi Von"), di grande atmosfera e di ispirazione nordica.

 

Una menzione particolare la meritano i testi e i temi degli Heaven Shall Burn, che si presentano come un manifesto di ribellione strutturato ed intelligente; già dal titolo (di chiara ispirazione sofoclea) è possibile una prima analisi di quanto proposto dal quintetto tedesco: Antigone come eroina svalutata, sfigurata e morta, metafora di chi è contro il sistema e a favore della "libertà contro ogni verità imposta". Argomento complesso e vastissimo, ma mai banalizzato dagli HSB per tutto l'album: ecco allora canzoni su Victor Jara (cantante e attore cileno ucciso durante il golpe del 1973) o su Nelson Mandela come esempi da seguire: esempi di coerenza e onestà con se stessi e con gli altri. E questi ragazzi ci credono davvero, a cominciare dal loro stile di vita vegetariano/straightedge a protezione della natura e del nostro pianeta.

 

Se devo essere sincero sono stato notevolmente colpito da questa band, e dal loro ultimo lavoro nonostante non sia un appassionato di Metalcore. Un disco che mi sento di consigliare a tutti soprattutto per l'intensità di tematiche e argomenti trattati. Se non l'unica, sicuramente una delle pochissime band Metalcore che hanno davvero qualcosa da dire...

 

 

[~xYz~]

 

 

 

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