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Voto: 7.5

Gruppo: Graveworm

Album: (N)Utopia

Anno: 2005

Genere: Melodic black/gothic metal

Durata: 38:51
Etichetta: Nuclear Blast Records

Sito Ufficiale: www.graveworm.de

Tracklist:  1. I - The Machine (04:39)

                 2. (N)Utopia (04:13)

                 3. Hateful Design (04:01)

                 4. Never Enough (04:13)

                 5. Timeless (04:37)

                 6. Which Way (05:32)

                 7. Deep Inside (02:17)

                 8. Outside Down (04:47)

                 9. MCMXCII (04:35)

 

 

 

Gruppo italiano, ennesima conferma. In barba ai ciechi sostenitori del metal straniero, con particolari accenni a quello scandinavo, (N) Utopia, lavoro dei Graveworm, si impone prepotentemente e con gran classe. Il fatto che siano sotto contratto con la cara, vecchia Nuclear Blast deve lasciarci riflettere: 9 tracce, più una spinta rappresentazione metal di Losing my religion dei R.E.M., estreme, fuori controllo sono il condimento di un'opera assai valida.

Black metal, dal gusto gothic, zeppo di atmosfere immaginifiche, realtà melodiche e vocalità magistrali.

 

Le chitarre si incontrano in ritmiche, non eccessivamente complesse ma dal peso elevato, specie nella terza canzone (Hateful design), ispirata a modelli di evidente matrice death.

Nota positiva per il lavoro tastieristico di Sabine Mair, finalizzato ad orizzontare il reparto armonico insieme al poliedrico Innerbichler, batterista straordinario.

Stefano Fiori, vocalist imponente, di grande esperienza, lavora sodo e sforna screaming & growling da far rizzare i capelli: splendida l'interpretazione in Outside down e mcmxci, in cui intravediamo motivi Hypocrisiani.

 

La band italiana, con una valida registrazione ed un mixaggio ben architettato sfonda timpani e tutte le nostre certezze; suonano sotto un unico e comune denominatore: Pura potenza!

I chitarristi, come accennavo, operano su frequenze piuttosto semplici, essenziali, per quanto ben contestualizzate; d'altronde il genere qui proposto non prevede cascate solistiche e peculiarità tecniche specifiche. Se permettete la rima, la risultante è disarmante.E' facile interiorizzare il disco, apprezzare le doti compositive di un vanto nazional-metallaro.

 

Accento su Timeless, indubbiamente il pezzo maggiormente rappresentativo, che riassume in 4 minuti l'intero mondo stilistico formale degli italiani.

 

Unica pecca, che giustifica il voto non eccellente, la discreta (non eccessiva) longevità del disco e la scarsa immediatezza all'orecchio immaturo. Carino l'artworking e la grafica del portale internet, ispirata ad immagini cupe e cimiteriali molto affascinanti.

 

 

[ccmm]

 

 

 

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