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Voto:
7.7
Gruppo: Equilibrium
Album:
Turis Fratyr
Anno:
2005
Genere: Epic
(Viking) Folk Metal
Durata:
44:47
Etichetta: Black
Attakk
Sito
Ufficiale: www.equilibrium-metal.de
Tracklist: 1.
Turis Fratyr 00:34
2. Wingthors Hammer 06:41
3.
Unter der Eiche 04:50
4. Der Sturm 03:45
5. Widars Hallen 08:16
6. Met 02:23
7. Heimdalls Ruf 01:51
8. Die Prophezeiung 05:18
9. Nordheim 05:11
10. Im Fackelschein 01:58
11. Tote Heldensagen 09:10
12. Wald der Freiheit 03:00
13. *Shingo Murata 05:29
*: Bonus track
presente nel Digipack
Ma che gran fortuna
ho avuto a scoprire questo gruppo! Mi aggiravo senza meta tra gli scaffali di un
negozio di cd ed ad un certo punto noto una copertina che sembra chiamarmi. Non
sono tipo da comprare un disco senza neppure sapere di che genere è,
quindi vado a casa e mi documento : Equilibrium - Turis Fratyr, fanno Viking
metal. Ancora più incuriosito dalle notizie che ho trovato su questo
gruppo mi reco di fretta e furia a comprare il cd! Vi assicuro che questi
ragazzi meritano, davvero una piacevole sorpresa. In realtà quello che mi
trovo ad ascoltare non è ha molto a che vedere con il viking vero e
proprio. E’ una sorta di Epic folk viking ( con l’Epic che la fa da
padrone!), che si ispira a Finntroll, Ensiferum, Moonsorrow, e che addirittura,
in certe ritmiche, all’inizio del disco ricorda, i Children Of Bodom! Il tutto
impreziosito da una produzione pulitissima, che fa risaltare al meglio le doti
melodiche del gruppo. Gli Equilibrium sono incisivi fin dalla prima traccia,
trascinandoci come un fiume in piena, nelle loro canzoni. Un drumming
martellante,delle ritmiche dirette ed efficaci, una sezione vocale che si
alterna tra growl, scream e voce femminile in chiaro, rendono il disco
apprezzabile fin dal primo ascolto.
Quello che
colpisce, più delle doti tecniche della band ( a parte quel assatanato
del batterista, Markus Perschke), è la capacità in sede di
adattamento e di struttura delle canzoni, in cui i teutonici dimostrano notevole
maturità, considerando che questo è il loro primo full leght.
Il risultato
è che gli Equilibrium riescono a creare un’atmosfera davvero epica,
grazie anche all’uso di flauti e tastiera ( Armin Dörfler ), si pensi alla
parte finale di Der Sturm ( che ricorda la colonna Sonora de L’ultimo Samurai)
o a Nordheim. Altre volte invece si passa su toni più prettamente folk,
si pensi a Met, dove sembra di ascoltare i Finntroll. Ci sono anche tracce
strumentali di grande atmosfera, citiamo Im Fackelschein
e Heimdalls Ruf, in cui vi è una chiara citazione alla colonna
sonora de Il Signore Degli Anelli.
Non vi aspettate
atmosfere tetre o aggressive, la stragrande maggioranza delle canzoni viaggia su
toni allegri e scanzonati.
Le tracce che
preferisco in assoluto sono Wingthors Hammer, Nordheim ( che è un piccolo
capolavoro) e Tote Heldensagen, anche se credo che la song più
rappresentativa del disco sia Wingthors Hammer.
Peccato che
l’unico episodio in cui si sente un assolo di chitarra sia Der Sturm, dove per
altro René Berthiaume fa un buon lavoro (un assolo alla Kalmah, se mi
consentite).
L’unico dubbio
che ho riguarda la longevità del lavoro, in quanto l’uso di ritmiche
così serrate forse, a lungo andare, può stancare l’ascoltatore.
Insomma, non troppo
originale, ma di sicuro un bel disco. Da un gruppo che esordisce così mi
aspetto grandi cose. Da sentire
[Varhamir]
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