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Voto:
6.9
Gruppo: Eternal Tears of Sorrow
Album:
A Virgin and a Whore
Anno:
2001
Genere: Melodic
death metal
Durata:
43:01
Etichetta: Spinefarm
Sito
Ufficiale: www.eternaltears.info
Tracklist: 1.
Aurora Borealis (05:04)
2. Heart Of Wilderness (03:40)
3. Prophetian (05:23)
4. Fall Of Man (04:55)
5. The River Flows Frozen (05:47)
6. The Last One For Life (04:58)
7. Sick, Dirty And Mean
(04:16)
8. Blood Of Hatred (03:12)
9. Aeon (05:46)
Ed ecco dalla
Finlandia l’ultima fatica degli Eternal Tears Of Sorrow! La band, che
suona un buon death metal melodico, con forti influenze ghotic e trash, si
ripete dopo Chaotic Beauty sfoderando, con questo album, un sound, più
morbido e liftato.
Il lavoro appare
sicuramente di buona qualità, ottimamente registrato e arrangiato. Bella
la copertina del cd.
Apre
l’eccellente Aurora Borealis, con uno stupendo intro, meditativo e
coinvolgente, e una tastiera che lavora davvero bene. Notevole anche Prophetian
con sonorità per lo più gothic, ma un ritornello in cui i fratelli
Antti e Pekka Kokko ci ricordano che con la chitarra ci sanno fare vagamente! Le
influenze trash invece si vedono molto bene soprattutto in Fall Of Man e Sick
Dirty And Mean. Riuscita la prima (dove si sente l’influenza degli Arch
Enemy) con un interludio riflessivo e malinconico, assolutamente fuori dal
contesto dell’album la seconda. Un discorso a parte merita il singolo The
River Flows Frozen, che forse farà storcere il naso agli amanti del
metallo pesante. Secondo me invece questa ballad è bellissima, struggente
e romantica: un esempio perfetto di melodia pura mischiata a death. Gran bel uso
di voce pulita alternata a screma, delle chitarre acustiche, per non parlare del
solo incrociato di tastiera e chitarra!
Quali sono allora i
difetti che hanno portato questa mente bacata a dargli un voto non proprio alto?
Semplice, A
Virgin And A Whore è un disco non troppo longevo, a volte
ripetitivo. L’egocentrismo del tastierista( Janne Tolsa ), che in molte
parti del disco è un punto di forza, alla fine diventa un limite enorme,
relegando le chitarre ad un ruolo di comprimari. Ne risulta che le ritmiche sono
spesso poco convincenti (molte volte sono dei semplicissimi giri di accordi
palmutati) e quindi il povero Antti Kokko è costretto a sfogarsi negli
assoli ( sempre molto buoni).
Un esempio di
quanto detto si può trovare in Blood Of Hatred, in cui un forzatissimo
solo di keyboard si evolve in un ottimo solo di chitarra.
Una parola, infine,
per la versione giapponese del disco, che contiene due tracce in più: As
I Die e The River Flows Frozen (versione acustica e con la sola voce pulita).
Insomma, A
Virgin And A Whore non è privo di difetti, e tuttavia presenta
ottimi spunti che speriamo la band possa riprendere nel loro prossimo lavoro. Da
ascoltare.
[Varhamir]
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