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Voto:
8.0
Gruppo: Dissection
Album:
Storm of the Light's Bane
Anno:
1995
Genere:
Black
Metal
Durata:
43:16
Etichetta: Nuclear Blast
Sito
Ufficiale: www.dissection.nu
Tracklist: 1.
At The Fathomless Depths
2. Night's Blood
3. Unhallowed
4. Where Dead Angels Lie
5. Retribution - Storm Of The Light's Bane
6. Thorns Of Crimson Death
7. Soulreaper
8. No Dreams Breed In Breathless Sleep
Correva l’anno… 1995 e i leggendari Dissection, capitanati dal cantante e
chitarrista Jon Nödveidt, dopo aver dato alle stampe un concreto debut album,
quale The somberlain (1993), ritornarono con ciò che è, soprattutto in termini
di fiorente originalità, uno dei più grandi capolavori del genere, un metallico
concentrato suonato con una tecnica invidiabile e un gusto per la composizione
raramente sentito prima in un qualsiasi altro disco, dove le canzoni sono lunghe
e varie, le parti melodiche e quelle più furiose mescolate in un alchimia che
rende il suono di questa band unico e riconoscibile tra mille, il tutto
accompagnato da una produzione ottima ottenuta presso gli Unisound studio di Dan
Swano. Accasatisi sotto la Nuclear Blast che ha consentito loro di avere un
certo tipo di produzione, curata come non mai, e di supporto tecnico, i
Dissection sono riusciti ad edificare una “grande opera” contraddistinta da
aggressività, atmosfere oscure, riffs pesanti come macigni, continui cambi di
tempo, dovuti anche alla lunga durata di ogni corposa singola traccia, tragici
canti dal sapore leggermente gotico, riflessi in stupendi arpeggi acustici che
sfociano poi in un unico impatto sonoro, sino ai poetici testi, a dir poco
stupendi, intrisi di una malinconia unica. Al di là dell'importanza che può
avere avuto all'interno della scena scandinava, questo lavoro è di una bellezza
mostruosa e, a tutt'oggi non esiste un gruppo (Prophanity, In Aeternum) che sia
riuscito nel vano tentativo di imitarli. Il motivo? La loro unicità
“scolastica”. Nei Dissection la fredda Svezia ha potuto osservare la massima
espressione possibile del suonare tanto death metal quanto black metal in
maniera melodica. Del primo genere raccoglie in sé molte malefiche
caratteristiche tecniche, del secondo alcune crude “estremità”. Una discussione
sui generi, comunque, sparisce davanti alla bellezza del lavoro. La sensazionale
particolarità di Storm of the light’s bane è l’impatto al momento dell’ascolto,
proprio come la splendida e raggelante copertina. La tempesta sonora è
inaugurata dall'introduttiva e guerreggiante At The Fathomless Depths,
il giusto lento ritmo per riscaldarsi in vista della tenebrosa Night's blood:
quasi sette minuti di “tirata” musica, a dir poco frenetica, e allo stesso tempo
rilassante e melodica, con momenti molto diversi tra di loro che trionfalmente
si alternano fondendosi alla perfezione. Caratteristiche queste che emergono di
continuo, già a partire dalla rabbiosa Unhallowed,
la vera forza della natura. Così carica di atmosfera da far venire i brividi ad
ogni ascolto e culminante in un assolo dalla bellezza disarmante pur nella sua
incredibile semplicità. Nel complesso e se analizzato con distacco, il sound
stesso non è assolutamente nulla di particolare: da qui proviene l’assoluta
grandezza della band. Pur non inserendo tastiere nei loro brani, ma affidandosi
interamente ai classici strumenti di una qualsiasi band, i Dissection
“partoriscono” qualcosa al di là dell’umana concezione. Da cieli neri a notti
stellate. L’unica ballata di Storm of the light’s bane è la glaciale quarta
traccia. Paradosso. Dagli stacchi acustici a quelli più in tensione, tutto
sembra rimandare ad una concezione melodica della musica, ma non per questo
“easy”. Qui i Dissection dimostrano tutta la loro forza, prendendo tutto ciò che
avevano precedentemente realizzato, lo esaltano all'ennesima potenza
compattandolo nella nostalgica Where Dead Angels Lie,
attraverso con uno strapotere di gusto, tecnica, velocità, padronanza delle arie
e dell'ormai "loro" genere, sfruttando a pieno l'esperienza maturata nella
capacità compositiva e quella vena creativa sempre più ricca. Lenta e
soffocante, Where dead angels lie diviene così una traccia sensazionale,
cadenzata e da un feeling assolutamente incantevole. Spazio poi alla violenta
title-track, Retribution - Storm Of The Light's Bane,
dai chiari influssi thrash, che stordisce più del dovuto, ma, non a caso, è
affiancata dall’evocativa Thorns Of Crimson Death,
culmine della velocità raggiungibile con tempi davvero riusciti e sostenuti
ritornelli. Il vorticoso ritmo, a cui è impossibile sfuggire, genera l’ultimo
uragano con Soulreaper,
rilevante suggello finale prima della quiete dell’outro, validamente eseguito al
pianoforte, quale No Dreams Breed In Breathless Sleep.
In conclusione, l’impeccabile Storm of the light’s bane resta una vera e propria
“icona” del mondo musicale, ma, purtroppo, a seguito dell’arresto – causa
omicidio di un omosessuale algerino – del principale compositore della band,
cioè il già menzionato Jon Nödveidt, dei Dissection non è restato granché. Il
nulla ed il disastro, peccato.
[Nekrophiliac]
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