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Voto:
8.0
Gruppo: Darkane
Album:
Layers of Lies
Anno:
2005
Genere:
Thrash / Death
Metal
Durata:
42:58
Etichetta: Nuclear
Blast / Audioglobe
Sito
Ufficiale: www.darkane.com
Tracklist: 1. Amnesia of the Wildoerian Apocalypse
2. Secondary Effects
3. Organic Canvas
4. Fading Dimensions
5. Layers of Lies
6. Godforsaken Universe
7. Klastrophobic Hibernation
8. Vision of Degradation
9. Contaminated
10. Maelstrom Crisis
11. Decadent Messiah
12. The Creation Insane
L'apocalisse
è tornata! E questa volta "l'Angelo Arrugginito" si è
ricoperto di "Strati di Menzogne"...
Anno 2005;
trentasei lunghi mesi di silenzio; Malmstrom, Ideberg, Wildoer, Sydow, Lofberg...
I Darkane sono tornati con questo quarto annichilente capitolo della loro
incredibile storia discografica. Potente, rabbioso, ipnotico, claustrofobico,
questo "Layers of Lies" ci porta alla totale maturità del
quintetto svedese di Helsingborg: senza mezzi termini, siamo di fronte ad un
album completo! Dentro questi 43 minuti circa di musica d'alto livello c'è
tutto: riff apocalittici, ritornelli contagiosi, tecnica sopraffina, ritmiche
imbottite di steroidi e, ultimo ma non per importanza, un cantato graffiante e
allucinato di un Andreas Sydow decisamente sopra le righe.
Se ancora non vi
avessi convinto a comprarlo, non temete: c'è di più!
I nevrastenici
ritmi evocati da questi superbi musicisti sono intessuti anche di strazianti
melodie e refrain ipnotici, mirati ad aumentare - in modo esponenziale - la già
permeante nictofobia che avvolge e imprigiona l'ascoltatore fin dai primi
movimenti di "Amnesia of the Wildoerian Apocalypse". L'overture
di questa piccola gemma è, infatti, affidata ad una breve composizione
sinfonica di stampo cinematografico (dall'ironico titolo sopra citato), subito
seguita da una combo devastante: "Secondary Effects" e "Organic
Canavas". Chitarre chirurgiche e un oltremodo ispirato Peter Wildoer
sono inequivocabili in questi due granitici assalti sonori; naturale conseguenza
di un "song-writing" avviato dall'indiscusso capolavoro "Rusted
Angel", e idealmente ampliato con le ulteriori sperimentazioni melodiche
del precedente "Expanding Sense", lo stile dei nostri si è
ormai concretizzato in una nuova forma del tutto originale e devastante.
L'acme di tutto il
disco si raggiunge con la title-track, "Layers of Lies", in cui
si fondono tutti gli stilemi compositivi dei Darkane: intro di chitarre
toccante, riff granitici, brevi stacchi, ripartenze veloci, vocals filtrate
(eccezionali) e assolo di chitarra inconfondibile (Malmstrom e Ideberg si
dimostrano ancora una volta musicisti di un altro pianeta).
La seconda parte
dell'album si attesta su questi tracciati, sia pur presentando una longevità
di tutto rispetto, grazie a inaspettate atmosfere strumentali ("Maelstrom
Crisis") e sempre nuove soluzioni del tutto imprevedibili (si segnala,
a tal proposito la nona traccia "Contaminated").
I Darkane sfornano,
quindi, un full-lenght di tutto rispetto, segno della maturità espressiva
di una band che ha tanto, forse troppo, da dire in una scena thrash-death di
stampo europeo dove abbondano band parodia di se stessi (chi ha detto Soilwork?)...
Sicuramente questo
"Layers of Lies" non sarà "Rusted Angel" (anche perché
di capolavori di quel calibro è difficile ripeterne a soli sei anni di
distanza), ma porca miseria se è un gran disco! E chi non corre a
procurarselo può solo sperare che io non lo venga mai a sapere...
[~xYz~]
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