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Voto: 8.7

Gruppo: Dark Lunacy

Album: Forget Me Not

Anno: 2003

Genere: Drammatic Gothic / Death Metal

Durata: 67:41
Etichetta:
Fuel Records

Sito Ufficiale: www.darklunacy.com

Tracklist:   1. The dirge
                  2. Lunacyrcus
                  3. Fragile caress
                  4. Through the non-time
                  5. Defaced
                  6. Serenity
                  7. My dying pathway
                  8. Fiamm
                  9. Lacryma
                  10. Die to reborn
                  11. Forget-me-not

 

 

Mi accosto a questa recensione con il cuore in gola. Il timore di restituire al pubblico un immagine errata dell'opera in questione è palpabile. La passione che ne deriva immensa.
Sembra quasi che la musica insegua l'inchiostro. Le note danzano, rincorrendosi con gioia tra le lettere oscure sulla carta.


“Forget me not” è un album completo, alla continua ricerca della purezza formale delle sonorità classiche in contrasto con la forza sprezzante di un profondo metal.
Gli strumenti diventano voci autonome, indipendenti ma cordinate nella struttura compositiva.
I Dark Lunacy con intenzioni innovative e ambiziose, finiscono per stravolgere il senso dell'armonia: l'accostamento e l'evoluzione della musica classica verso il metal è perfettamente compiuto. Violino, viola, pianoforte, oboe, accordion si abbattono leggiadri su rapidi tappeti di cassa e chitarre furiose, poesia e rabbia insieme.


Mike Lunacy, vocalist e principale compositore della band, coadiuvato nell'opera da eccellenti musicisti (Enomys, guitars & keyboards; Imer, bass; Baijkal, drums), sottolinea il muto e ghettizzato panorama italiano, esportandolo nel mondo intero.
Dalla prima traccia, “The dirge”, piovosa melodia da circo funge da anticipo per “Lunacyrcus”.
Sarà proprio Lunacyrcus a scaricare tutta la sua potenza con oppressive ritmiche estreme ed un cantato degno, dal carattere gotico, quasi decadente.
“Fragile caress” è invece pura emozione, con un introduzione da brivido ed un interludio straordinario. “Trough the non-time” dalle nere liriche, è un ferito grido d'angoscia.
Atmosfere cupe, solitudini intrappolate e sofferenti sono i temi senza tempo di “Defaced”.
“Serenity”: quale titolo potrebbe meglio descrivere questa canzone?!
Indubbiamente tra le più rappresentative, Serenity sussurra silenziosa parole di speranza e di preghiera.


“My dying pathway” e “Fiamm”, rilassanti ed eccitanti allo stesso tempo, tracciano nette le linee stilistiche del quartetto italiano.Bianca, female vocals, in “Lacryma” socchiude dolcemente i nostri occhi, lasciandone scivolare lievi gocce di sabbiosa indifferenza.
“Die to reborn”, unica parentesi mediocre, concede la conclusione alla splendida title-track “Forget me not”.
Forget me not, secondo una vasta accezione è un album importante, solido, riuscito e molto curato.


I Dark Lunacy creano un genere complesso, studiato e non proprio alla portata di tutti.
Raffinato ed estremo, caldo e classicheggiante, l'album sbaraglia ascoltatori e concorrenza tutta.
Un vanto nazionale, una risposta al metal estero. Un capolavoro.

[ccmm]

 

 

 

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