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Voto:
7.5
Gruppo: Dream Evil
Album:
Evilized
Anno:
2003
Genere:
Power
Metal Melodico
Durata:
47:17
Etichetta: Century
Media Records
Sito
Ufficiale: www.dreamevil.se
Tracklist: 1.
Break The Chains (3:32)
2. By My Side (3:37)
3. Fight You 'Till The End (3:52)
4. Evilized (4:43)
5. Invisible (2:53)
6. Bad Dreams (3:08)
7. Forevermore (5:08)
8. Children Of The Night (4:44)
9. Live A Lie (3:26)
10. Fear The Night (3:47)
11. Made Of Metal (3:51)
12. The End (4:23)
I Dream Evil La giovane band
confermano in tale secondo capitolo, dopo il debut album DragonSlayer (2002),
ottimo esempio di power metal suonato con verve e convinzione, la stratosferica
line-up del disco precedente e precisamente: alla chitarra il talentuoso
chitarrista greco Gus G. (Mystic Prophecy, Firewind); dietro le pelli, lo
straordinario Snowy Shaw (ex King Diamond, Mercyful Fate); alle tastiere e
seconda chitarra Fredrik Nordstöm (si è anche occupato della produzione di Dimmu
Borgir, Hammerfall, In Flames, Arch Enemy, in quanto proprietario del
prestigioso Studio Fredman); alla voce Niklas Isfeldt, backing vocals per gli
Hammerfall e Peter Stålfors al basso. Musicisti di questo calibro non possono di
certo sfornare un disco deforme ed, infatti, Evilized pur non esprimendo
particolari novità nell'ambito del melodic power metal, è un album davvero
riuscito, con un guitar – work molto in primo piano, metallico e tagliente. In
questi casi ci si deve aspettare per forza di cose un lavoro egregio, cosa che,
a mio parere, Evilized rappresenta a tutti gli effetti. La produzione è potente
e nitida, praticamente stratosferica: i maestosi ed orecchiabili refrain, più o
meno potenti ed incisivi a seconda delle situazioni, rappresentano la punta di
diamante di canzoni pianificate alle perfezione, costruite per catturare
l'attenzione anche dei più distratti, saturati dalla miriade di gruppi similari
in circolazione. 4/5 di Svezia ed 1/5 di Grecia: la strana composizione
geografica non è che una delle prime caratteristiche che balzano all’occhio
leggendo la biografia del quintetto. La seconda è come la band, grazie anche
alla presenza al suo interno di musicisti con una notevole esperienza alle
spalle (Frederick Nordstöm e Snowy Shaw su tutti), abbia bruciato molte tappe:
formatasi nel 1999, al termine del 2005 si trovi già con tre solidi album alle
spalle ed un contratto per una label come la Century Media, che per giunta
sembra attribuire loro una notevole priorità. Impeccabili, come si addice ad un
gruppo con un contratto così importante, produzione ed artwork. Evilized è meno
immediato di DragonSlayer, ma ascolto dopo ascolto cresce e questo è un segnale
positivo. Chitarre aggressive, toni epici, cori coinvolgenti e ritmi serrati, up
tempo a go-go, un paio di “raffinate” ballads: nient’altro che il primo
“accenno” all’enciclopedia dell'heavy – metal (leggi, The Book Of Heavy Metal
del 2004). La deflagrante apertura è affidata a quella marcia in più di Break
The Chains, che rompe gli indugi, risultando esser quadrata, potente e
soprattutto persiste in testa subito, privilegio solo dei grandi pezzi.
Tuttavia, Break The Chains è la punta di un tellurico tridente, poiché non da
meno sono la granitica By My Side e Fight You 'Till The End, dove
riecheggiano sintomaticamente i Judas Priest più duri. Brani aggressivi e
coinvolgenti sembrerebbero spianare la strada a un mostruoso crescendo.
Paradossalmente, è con la title-track, Evilized, che i Dream Evil
mostrano il loro lato più melodico e lirico in un coriaceo cadenzato che mette
in risalto il lavoro ritmico della chitarra e l'ugola diligente del vocalist. La
quinta traccia, Invisible, presenta nuovamente un taglio alquanto heavy -
grazie al favoloso drumming di Snowy Shaw e ai duetti chitarristici – risultando
essere, nel contempo, decisa e piacevole. Devastante, ancora una volta, per i
suoni di batteria e di chitarra, il mid-tempo di Bad Dreams, la song che
ho apprezzato di più dell'intero album. Si arriva così alla prima stucchevole
ballad: Forevermore, che annovera pianoforte e partiture orchestrali. I
Dream Evil esprimono qui tutto il loro gusto per la melodia di classe. Se è
possibile, procuratevi il testo. Children Of The Night infiamma
l’ascoltatore, profumando, mentre, di Scorpions. Davvero niente male. Di tutt'altro
spessore le seguenti tracce Live A Lie e Fear The Night: meno
scontate e con un songrwriting più articolato, coinvolgente e accattivante. Un
cenno ora al momento epico dell'album, costituito dall'undicesima traccia, la
simpatica ma sin troppo stereotipata Made Of Metal (il titolo è già tutto
un programma), caratterizzata da un refrain ossessivo e corale che è diventato
un quanto mai “pacchiano” inno dal vivo. Di chiara ispirazione Manowar, Made Of
Metal con i suoi cori austeri ed il suo incedere guerrafondaio, ha lasciato il
segno. Nel bene e nel male. La lenta conclusione è affidata a The End,
scritta da Snowy Shaw in persona in un momento di estro musicale, che mette in
evidenza la penetrante ed intensa voce di Niklas Isfeldt, proprio come le
semplici linee melodiche, efficaci al punto giusto, senza dimenticare un onesto
assolo di chitarra. Ciliegina sulla torta. Da assaggiare.
[Nekrophiliac]
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