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Voto: 6.0

Gruppo: Children of Bodom

Album: Are You Dead Yet?

Anno: 2005

Genere: Thrash / Death Metal

Durata: 37:24
Etichetta:
Spinefarm Records

Sito Ufficiale: www.childrenofbodom.com

Tracklist:  1. Living Dead Beat
                 2. Are You Dead Yet?
                 3. If You Want Peace… Prepare For War
                 4. Punch Me I Bleed
                 5. In Your Face
                 6. Next Line
                 7. Bastards Of Bodom
                 8. Trashed, Lost & Strungout
                 9. We’re Not Gonna Fall

 

 

 

A due anni di distanza dall'ultimo full-lenght ("Hate Crew Deathroll"), tornano i Children of Bodom, con questo nuovo "Are You Dead Yet?". E mai domanda fu più azzeccata (passatemi il termine un po' grezzo); effettivamente alla fine di queste 9 tracce verrebbe proprio da chiedersi se "Wildchild" e soci non siano davvero già morti. 

 

Può suonare un po' forte, lo ammetto, ma questo CD è tutto tranne un album dei Children of Bodom: tempi dilatati, ritmiche thrash a tratti nu, asfissia delle tastiere (che erano uno dei punti di forza dei CoB), assoli di chitarra senza feeling e decisamente poco ispirati. Proprio quest'ultimo punto mi è risultato particolarmente ostico da assimilare: sono passati soli tre anni da quando [Varhamir] entrò nella mia macchina con una musicassetta (si, lo so...), contenente le 9 tracce di un album color verde elettrico rilasciato nel 1999... la prima canzone si chiamava "Warearth"... Non c'è bisogno di aggiungere altro.

 

Chi ascolta questo "Are You Dead Yet?" con in mente uno qualsiasi dei primi tre CD del quintetto, non può che restare profondamente deluso e sconcertato: il vecchio power/speed metal intessuto di sublimi venature death non esiste più; lo stile classicheggiante delle chitarre (in particolare di Alexi Lahio) non è minimamente presente, se non in rari scampoli sonori. Thrash e Nu-metal spadroneggiano ovunque: nelle ritmiche, nell'aggressività, nel sound grezzo, nella voce. 

 

Mi sembra giusto precisare che non odio il thrash metal, ma quello proposto dai 5 ragazzi di Espoo (Finlandia) è decisamente poco ispirato e piatto; d'altro canto, il thrash metal non si presta alle caratteristiche tecnico-compositive di Alexi Lahio e le influenze nu non fanno che peggiorare il tutto.

 

Tutto questo per le prime 5 canzoni, che scorrono via senza mai attirare l'attenzione, senza mai coinvolgere, compreso il singolo apripista "In Your Face". La produzione (questa volta affidata a Mikko Karmila) è comunque precisa e relativamente cristallina, ma la differenza con i precedenti album si palesa nell'ottava traccia: "Trashed, Lost & Strungout" è stata curata dal solito Anssi Kippo e scritta molti mesi prima di tutto il resto dell'album. Qui finalmente si sente riaffiorare un po' dei vecchi Children of Bodom, anche se il tutto riecheggia di un monolitico "già sentito"; ed è così tutta la seconda metà del disco: banale, ovvia e per nulla innovativa.

 

Sintetizzando, abbiamo della cattiva innovazione e della noiosa tradizione: il punto più basso di una sfavillante carriera. La sufficienza è stata ottenuta per la tecnica (tutte le tracce sono suonate magistralmente), per la produzione (all'altezza in tutto l'album) e per qualche spunto interessante (come i led nel ritornello della titletrack "Are You Dead Yet?", oppure il piacevole intro della già citata "Trashed, Lost & Strungout").

 

In conclusione, mi resta solo una domanda per Alexi "Wildchild" Lahio: <Are You Dead Yet?>

 

 

 

[~xYz~]

 

 

 

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