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Voto: 4.6

Gruppo: Battlelore

Album: Where the Shadows Lie

Anno: 2002

Genere: Gothic / Melodic Metal

Durata: 46:58
Etichetta:
Napalm Records

Sito Ufficiale: www.battlelore.net

Tracklist: 1. Swordmaster
                2. The Grey Wizard
                3. Raging Goblin
                4. Journey to Undying Lands
                5. Shadowgate
                6. Fangorn
                7. The Green Maid
                8. Khazad-dûm pt.1 (Ages of Mithril)
                9. Ride With the Dragons 

 

 

 

 

Stavo spulciando uno di quei siti dove si possono trovare le foto di parecchie band e mi ritrovo sott’occhio quella dei Battlelore… Wow- dico - guarda questi come sono simpatici, tutti vestiti da elfi, orchi e troll! Al che mi precipito sul loro sito e do un po’ un occhiata alle generalità del gruppo: si definiscono Fantasy Metal! Ed infatti controllando i testi delle loro canzoni, senza neppure scomodare i contenuti, ma andando semplicemente a leggere i titoli abbiamo: The Grey Wizard, Fangorn, Journey to Undying Lands etc.. Insomma penso di dire una ovvietà dicendo che questi ragazzi si ispirano a J.R.R. Tolkien. 


Incuriosito quindi da queste referenze di tutto rispetto mi affretto a comprare il cd, aspettandomi un po’ di sano Epic/Power metal alla Rhapsody…ebbene mi sbagliavo!
Avete presente l’espressione “tutto fumo e niente arrosto” ? Chi l’ ha inventata doveva aver sentito i Battlelore!


Innanzitutto, in barba ha costumi, testi e dichiarazioni, questi ragazzi fanno una specie di gothic/melodic metal che di epico ha solo la copertina del cd! Già questa sorta di incoerenza di fondo condiziona tutto il mio giudizio. Una incoerenza che si può evincere anche semplicemente andando ad ascoltare Raging Goblin e Journey to Undying Lands , due canzoni che nel cd si susseguono, ma che non hanno veramente nulla a che fare l’una con l’altra!
Per di più aggiungiamoci fatto che Where the Shadows Lie non è affatto un disco innovativo, basti ascoltare un qualsiasi album di In Estremo oppure i primi lavori dei Crematory.


Altro aspetto assolutamente negativo è il fatto che le canzoni perdono di mordente con una facilità disarmante. Non c’è una sola canzone, e dico una, che io riesca a sentire senza mettermi a pensare ad altro dopo i primi minuti ( e detto da uno che si mette lì ad ascoltarle proprio perché deve fare una recensione è alquanto grave!)


Unico aspetto positivo è la voce dell’incantevole Kaisa Jouhki, che allieta alcuni frangenti di certe canzoni , inoltre bisogna ammettere che certe parti strumentali sono abbastanza interessanti. 
Insomma, per farla breve…cercate di spendere bene i vostri soldi e tenetevi a distanza di sicurezza da Where the Shadows Lie!

 

 

[Varhamir]

 

 

 

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