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Voto:
9.0
Gruppo: Bloodbath
Album:
Nightmares Made Flesh
Anno:
2004
Genere: Death
Metal
Durata:
45:17
Etichetta: Century
Media
Sito
Ufficiale: www.bloodbath.biz
Tracklist:
1. Cancer of The Soul (03:33)
2. Brave New Hell (04:03)
3. Soul Evisceration (03:38)
4. Outnumbering The Day (03:15)
5. Feeding The Undead (04:04)
6. Eaten (04:19)
7. Bastard Son of God (02:51)
8. Year of The Cadaver Race (04:33)
9. The Ascension (03:52)
10. Draped In Disease (03:59)
11. Stillborn Saviour (03:39)
12. Blood Vortex (03:31)
I Bloodbath, gruppo famigerato e musicalmente indiscutibile, vedono la luce nel lontano 1999.
Parto del geniale Mikael Akerfeldt, frontman degli Opeth, il gruppo svedese si propone di riadottare la vecchia maniera death metal; la vecchia scuola estrema, con chitarre grezze e vocalità ruvide era l'aspirazione compositiva della loro prima uscita discografica: “Resurrection Through Carnage”, edito nel 2002.
L'album in questione riscosse un notevole successo, proprio per la capacità del musicista svedese di restituire alla musica estrema una rappresentazione d'impatto ed assolutamente distruttiva del caro ma mai obsoleto death metal.
Rimasti nell'ombra per un periodo di due anni, i Bloodbath, orfani di Akerfeldt, impegnato a tempo pieno al progetto Opeth, tornano alla carica nel 2004 con un cd imponente e maturo: “Nightmare made flesh”.
Peter Tatgren, degnissimo sostituto dell'amico Mikael, è il brutale vocalist in questo lavoro; coadiuvato da musicisti importanti e noti per le performance in gruppi rinomati, eleva la composizione fino a livelli stratosferici. Impostando il songwriting sotto una luce più moderna, che contraddice il fine iniziale della band, i Bloodbath suonano un massiccio death metal: veloce, drammatico, ampio e longevo all'ennesima potenza.
Tutte le tracce esprimono una forte rabbia interna, facendo si che l'ascoltatore rimanga pietrificato davanti alle invalicabili mura del loro stile sonoro.
Senza preamboli o intro d'atmosfera, Cancer of the soul, prima traccia, ci scarica una gragnuola di note sovrapposte in ritmiche dure e pure.
Degna di nota, Brave new Hell, con la prevedibile-eccellente opera del cantante degli Hypocrisy.
Outnumbering the day, con un apertura affrescata di “black” si propone con una strofa accattivante e claustrofobica: chiaro l'intervento nelle composizioni del front-man degli Hypocrisy, per le evidenti somiglianze con la controparte più “atmosferica”.
Nightmares made flesh è un album da ascoltare con passione, consapevoli del fatto di affrontare un capolavoro. Una “summa” di sapienza “estrema”. Il death metal veste i panni dell'innovazione, senza dimenticare le precedenti conquiste.
Feeding the undead e Eaten, pezzi più rappresentativi, basterebbero per raccomandare vivamente l'acquisto di un pezzo di storia metal contemporanea. Una parentesi riuscita di musica. Un ottimo lavoro, un must!
[ccmm]
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