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Voto: 10.0

Gruppo: Blind Guardian

Album: Nightfall in Middle-Earth

Anno: 1998

Genere: Power Metal

Durata: 65:29
Etichetta: Nuclear Blast

Sito Ufficiale: www.blind-guardian.com

Tracklist: 1. War of Wrath (1:50)
                2. Into the Storm (4:24)
                3. Lammoth (0:28)
                4. Nightfall (5:34)
                5. The Minstrel (0:32)
                6. The Curse of Fëanor (5:41)
                7. Captured (0:26)
                8. Blood Tears (5:28)
                9. Mirror Mirror (5:07)
                10. Face The Truth (0:24)
                11. Noldor (Dead Winter Reigns) (6:51)
                12. Battle of Sudden Flame (0:44)
                                                                               13. Time Stands Still (At the Iron Mill)
                                                                               14. The Dark Elf (0:23)
                                                                               15. Thorn (6:18)
                                                                               16. The Eldar (3:39)
                                                                               17. Nom The Wise (0:33)
                                                                               18. When Sorrow Sang (4:25)
                                                                               19. Out on the Water (0:44)
                                                                               20. The Steadfast (0:21)
                                                                               21. A Dark Passage (6:01)
                                                                               22. Final Chapter (Thus Ends...) (0:48)

 

 

La crepuscolare poesia della parte più decadente del Silmarillion, una delle opere più complesse e, forse, sottovalutate di sempre, incontra le melodie arcane e maestose dei Blind Guardian in questo impareggiabile tributo al grande autore inglese J.R.R. Tolkien. Un crescente clamore di battaglia oscurerà le percezioni uditive e lascerà l’ascoltatore nuovamente invischiato in sognanti atmosfere.

 

La band aveva già mostrato in passato l'amore viscerale per i racconti dello scrittore fantasy, in particolar modo grazie a canzoni dedicate al Signore degli Anelli e allo Hobbit, ma il tributo completo avvenne solo qui, un intero concept album di eccezionale intensità che qualsiasi essere umano non può che rimanerne affascinato. Questo album sembrava perciò la sfida ideale per un gruppo come i Blind Guardian, infatti, furono così consacrati definitivamente nell'Olimpo del metal, perché “piazzare” tre dischi uno dietro l'altro, quali Somewhere far beyond (1992), Imaginations from the other side (1995) e, proprio, Nightfall in Middle-Earth (1998) non era certo impresa facile.

 

Il disco segnava altresì la completa evoluzione del loro sound, dall'iniziale e grezzo speed degli esordi a un power che riesce ad essere diretto e aggressivo, ma anche maestoso e soprattutto melodico. Complessivamente contenente ventidue tracce, ottimo bilanciamento fra i brani veri e propri ed i momenti di intermezzo o recitati, il disco risulta perfetto in tutte le sue forme, le canzoni sono una giusta via di mezzo tra l'epicità dei primi lavori e la pesantezza del precedente full lenght, le lyrics ricalcano perfettamente le vicende del libro e la produzione rende il tutto piacevole e intrigante per l'ascoltatore.

 

La storia scorre senza intoppi, l'opera si presenta maestosa e brillante, grazie all'appoggio di elementi sinfonici e dell'alto numero di guest musicians impiegati. Senza ombra di dubbio, più lento di tutti gli altri, infatti, le canzoni davvero “veloci” si contano sul palmo di una mano, vede, tuttavia, una maggiore attenzione nelle composizione. Le canzoni sono arrangiante in modo a dir poco spettacolare, poiché occorre destreggiarsi tra le orchestrazioni, i cori, le melodie i riffs di chitarra e tutte quelle particolari sfumature che fanno di questo un grande album. Ci sono canzoni lunghe più di sei minuti e canzoni che non raggiungono i trenta secondi di lunghezza, ma non una sola di queste e' sacrificabile, pena il minare irreparabilmente l'interezza e la compattezza di questo album. Proprio questa particolarità ha fatto storcere il naso a molti, unita a un certo cambio di stile per alcune canzoni da parte del gruppo e che l'obiettivo che il gruppo si era posto non era certo di facile realizzazione.

 

Malgrado ciò, il disco dei Blind Guardian non è certo di facile assimilazione, né tanto meno immediato come gli altri, occorre qualche ascolto in più per digerirlo e per entrare appieno nella sua mentalità onde apprezzarne tutte le sfumature, ma, tutto sommato, non è possibile non inchinarsi alla bravura di una band che ha saputo migliorarsi album dopo album arrivando a produrre un lavoro che rivela una capacità davvero unica nel comporre ottima musica.

 

Insomma, questo non è un album, è un trionfo dell’epica e dell’immaginazione!

 

 

 

[Nekrophiliac]

 

 

 

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