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Voto: 5.5

Gruppo: Byzantine

Album: The Foundamental Component

Anno: 2004

Genere: Post-trash/Groove metal

Durata: 48:25
Etichetta:
Prosthetic records

Sito Ufficiale: www.byzantine1.com

Tracklist:  1. Hatfield 05:51

                 2. Stick Figure 04:49 

                 3. Stoning Judas 04:38 

                 4. My New Casket 06:16

                 5. Sin Remover 05:47 

                 6. Slipping on Noise 04:54

                 7. Kill Chain 05:19 

                 8. The Devil's Arithmetic 04:30

                 9. Brundlefly 04:38 

                10. The Filth of our Underlings 05:43

 

 

 

Mesi addietro, capitò tra le mie mani un cd, che sulla scia dei Meshuggah, proponeva un cervellotico post-trash di chiara matrice statunitense.

Il lavoro, presentatomi come successore delle sonorità anni 80, continuatore e sviluppatore delle teorie tecniche metal in un futuro buio e piatto, al primo ascolto si è rivelato assolutamente mediocre.

 

Se da un lato puramente compositivo, è indiscutibilmente povero, sul fronte tecnico, il gruppo stelle e strisce, opina scariche di tempi dispari composti e rabbiosi vocal patterns.

I byzantine, capeggiati dal versatile chitarrista Tony Rohbrough, falliscono miseramente, nonostante le udibili capacità pratiche; ma come amo ripetermi: “Tecnica non è necessariamente sinonimo di qualità”.

 

Carina la strutturazione della terza traccia, My new casket, che fonde in sé motivi di modern rock e death, stile Dismember; sterile l'interpretazione del vocalist Chris Ojeda, che stenta a decollare.

 

BrindleFly, nona traccia, con le sue inclinazioni core-death è indubbiamente la migliore parentesi del distorto lavoro statunitense; ugualmente valida The filth of our underlinings, ispirata a modelli Meshugghiani, tecnica e robusta nella composita ritmica irregolare.

Le capacità tecniche, sicuramente, non mancano: originalità, senso musicale e chiarezza sono, pertanto, completamente assenti.

 

Il voto riflette questa importante mancanza, e la boria che musicisti sedicenti progressivi dimostrano, rende troppo mentale e paradossalmente “standard” motivi altrimenti orecchiabili e giustifica la stringatezza della recensione scritta.

Buona la registrazione e l'opera di art-working, contemporanea, relativa, intelligibile, fetale.

 

 

[ccmm]

 

 

 

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