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Voto: 8.0

Gruppo: Arch Enemy

Album: Doomsday Machine

Anno: 2005

Genere: Gothenborg, Melodic death metal

Durata: 49:02
Etichetta:
Century media records

Sito Ufficiale: www.archenemy.net

Tracklist:   1. Enter The Machine (02:02)

                  2. Taking Back My Soul (04:36)

                  3. Nemesis (04:12)

                  4. My Apocalypse (05:26)

                  5. Carry The Cross (04:12)

                  6. I Am Legend / Out For Blood (04:59)

                  7. Skeleton Dance (04:34)

                  8. Hybrids Of Steel (03:49)

                  9. Mechanic God Creation (06:00)

                 10. Machtkampf (04:16)

                 11. Saves of Yesterday (05:01)

 

 

 

La cara vecchia Gothenborg, fiorente cittadina svedese, è da un po' di tempo a questa parte, il mio sogno proibito. Distese verdeggianti, rigogliose di chitarristi capelloni, donne dall'ugola metallica, bambini in fasce con biberon borchiati e strumenti musicali a basso costo, popolano l'immagine che possiedo dell'ameno paesino scandinavo.

 

Ma se da un lato, le mie allucinazioni, dovute probabilmente al rilevante consumo di caffè, sono frutto di follia, le undici tracce di Doomsday machine, ultimo lavoro degli eclettici Arch enemy, appartengono ad una realtà tangibile.

 

Il quintetto, ormai quartetto,  per la decisione di Christopher Amott di tornare agli studi, raggiunge la piena maturità sfornando un disco di tutto rispetto.

Lo stile, ampiamente revisionato, sorregge le suggestioni di melodiche e ritmiche con tecnica e padronanza dello strumento: chitarre millimetriche e tappeti di cassa ineccepibili strutturano le tracce senza banalizzare l'ascolto.

 

Angela  Nathalie Gossow, rude vocalist, abbandona la sua femminilità per regalarci l'ennesima dimostrazione di potere; dotata di corde vocali di puro acciaio inox 18/10, con fondo alto 1 cm , spaventa e semina il panico tra  i giovani metallari in erba (...non in quel senso).

Scherzi a parte, Doomsday machine, rappresenta per la formazione nordica, un sospiro di sollievo dopo il mediocre Anthems of rebellion, ed un degno seguito per lo straordinario Wages of sin.

 

Michael Amott, ex ascia dei Carcass, offre spunti solistici incredibili e ritmiche serratissime, specie nell'ottava traccia strumentale: più che discreta I am legend/Out for blood, tra le più riuscite Nemesis, titolare di un intro eccentrico e galvanizzante.

Il bassista, Sharlee D'Angelo, musicista di grande esperienza (ex-Dismember, ex-Sinergy, ex-Spiritual beggars), riesce a tener testa alla rapidità di esecuzione, dell'eccellente (e sottolineo eccellente) Daniel Erlandsson, uno dei batteristi che maggiormente apprezzo.

Insomma tutto concorre a raggiungere una magnificenza esecutiva imponente, appoggiata, pertanto, ad una registrazione succosa ed un mixaggio altrettanto valido.

Nessuna pecca. L'opera matura, datata 2005 e  targata Arch enemy coglie nel segno, sotto tutti gli aspetti, entrando di diritto nell'eden metallico, a lungo bramato e finalmente raggiunto.

 

 

[ccmm]

 

 

 

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