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Voto:
8.0
Gruppo: Apocalyptica
Album:
Apocalyptica
Anno:
2005
Genere:
Symphonic
Heavy Metal
Durata:
51:40
Etichetta: Universal
Sito
Ufficiale: www.apocalyptica.com
Tracklist:
1. Life Burns (03:06)
2. Quutamo (03:28)
3. Distraction (03:56)
4. Bittersweet (04:26)
5. Misconstruction (03:56)
6. Fisheye (04:09)
7. Farewell (05:33)
8. Fatal Error (02:59)
9. Betrayal/Forgiveness (05:13)
10. Ruska (04:39)
11. Deathzone (10:15)
A volte bisogna
essere felici di essersi sbagliati…
Io amo
profondamente gli Apocalyptica, perché rappresentano la prova vivente che il
metal è uno dei generi più vicini alla musica classica. Plays
Metallica By Four Cellos rimarrà per sempre nel mio cuore, così
come Inquisition symphony, che io considero il loro lavoro più riuscito.
Tuttavia Cult non mi aveva certo entusiasmato e Reflections non mi era piaciuto
granché, tanto che si era fatta strada in me la convinzione che gli
Apocalyptica rendessero al meglio solo quando non erano costretti a comporre.
Questo album cancella totalmente questa mia convinzione!
I tre finlandesi dimostrano
di aver superato il loro momento poco ispirato, sfoderando un lavoro di
altissima qualità, vario e fruibile.
Questo omonimo
album è ricco di tante guest star del mondo metal e pseudo metal
mondiale.
Apre Life Burns!,
traccia piuttosto commerciale e abbastanza scontata, in puro stile The Rasmus,
con appunto il vocalist Lauri Ylönen alla voce. Questa canzone è,
secondo me, l’unica veramente sottotono di tutto il disco. Da qui in poi
solo musica d’autore!!!
Le tracce seguenti
sono infatti Quutamo e Distraction, in cui ritroviamo l’Apocalyptica-sound
che tanto amiamo. La prima è più riflessiva ed esalta le doti
melodiche del gruppo, la seconda è invece più aggressiva e ruvida,
ma allo stesso modo ben riuscita.
Un discorso a parte
merita Bittersweet, singolo uscito nel dicembre 2004, una ballata gotica e
romantica, che vede un duetto strepitoso tra Ville Valo (HIM) e Lauri Ylönen
(The Rasmus). Una canzone, questa, davvero affascinante, che riesce a
raggiungere picchi emozionali davvero notevoli.
Il disco prosegue
così, con Misconstruction, song con una ritmica molto bella e un refrein
di ampio respiro.
Con Fisheye,
Fatal Error (mamma mia che solo!) e Betrayal/Forgiveness poi, gli
Apocalyptica ci dimostrano che anche il metallo pesante è pane per loro.
Piccola nota per Betrayal/Forgiveness, in cui alla sessione ritmica abbiamo
niente poco di meno che Dave
Lombardo (si, proprio lui!!!) : un pezzo tecnico e cattivissimo, che nulla ha da
invidiare al miglior trash!Ma di sicuro la traccia che ho apprezzato di più
è Farewell, una di quelle canzoni che riescono a suggestionare
l’animo e a immergerti in un mondo ovattato intriso di malinconia, ricordi
passati ed una struggente tristezza. Una piccola bomboniera!
L’album si
chiude con Ruska ( davvero intensa) e Deathzone, dove si torna a motivi più
calmi e distensivi. Non sottovalutate l’incisività che gli archi
possono dare a questo genere di pezzi, perché prendereste una seria cantonata.
In realtà dopo Deathzone c’è una dodicesima traccia,
nascosta, che si intitola En Vie ( in realtà è una cover di
Quutamo), ed è cantata da
Manu.
Tirando le somme in
questo album gli Apocalyptica si rilanciano su ottimi livelli. Acquisto
consigliato per tutti gli amanti della buona musica!
Rinascita
[Varhamir]
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