L'AMORE RITROVATO

Carlo Mazzacurati è un bravo regista dall'occhio acuto e dall'animo sincero. Nelle sue opere migliori, dal film d'esordio Notte Italiana fino alla commedia amara La lingua del Santo, c'è un calarsi partecipe nella realtà, un bel gusto per l'intreccio e per i caratteri, un'eleganza formale mai ostentata. Purtroppo in L'amore ritrovato, Mazzacurati riconferma il suo rigore formale, ma non riesce a trovare il film che probabilmente aveva in mente, per il rapporto ambivalente che instaura con Carlo Cossola e col romanzo Una Relazione che ha scelto di adattare. Deciso a riscattare lo scrittore dalla (ingiusta) cattiva fama di "Liala al femminile" che gli appiccicò il Gruppo 63, non riesce a tradirlo veramente nè a restargli realmente fedele. Del romanzo mantiene grosso modo la trama - l'amore clandestino fra un piccolo borghese maritato e una ragazza proletaria - e l'ambientazione fra gli anni '30 e '40, ma attenua, fino a farlo quasi scomparire, il contesto storico e modernizza la psicologia dei protagonisti, rendendo lui meno machista e più sensibile e lei meno disperata e più consapevole. Il risultato è uno scollamento fra Storia e personaggi, che finisce per lasciare i due amanti in un limbo temporale, che non permette nè riflessione storico-sociologica nè identificazione contemporanea. Inevitabilmente anche la prova degli attori ne risente: se infatti Maya Sansa se la cava grazie alla sua naturale solarità, Stefano Accorsi cancella dietro un eccesso di simpatia l'ambiguità del suo personaggio.

Stefano Lusardi da Ciak

GIUDIZIO:  (Debole)

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