IL GHETTO EBRAICO DI VENEZIA
Nell'ambito del progetto sulla comunicazione, una delle classi prime dell'I.T.C. "Luzzatti" di Treviso, lo scorso 11 febbraio si � recata a Venezia per
una visita didattica finalizzata all'appprofondimento di alcuni dei temi trattati: linguaggio religioso, linguaggio simbolico, linguaggio delle arti figurative.
Un'importante tappa � stata:IL GHETTO EBRAICO
Per meglio capire cosa � successo quel giorno chiediamo ai diretti interessati:
"Cosa avete visto al Ghetto Ebraico?"
"Abbiamo visitato il museo allestito all'interno di una ex-sinagoga; una sinagoga tuttora adibita alle funzioni religiose e gli altorilievi rappresentanti lo sterminio ebraico
durante la seconda guerra mondiale"
"Cos'� conservato all'interno del museo?"
"La maggior parte degli oggetti � di uso religioso. C'� un armadio contenente la Torah, alcuni ornamenti, ad esempio il candelabro a sette braccia, ed altri oggetti utilizzati nelle
cerimonie religiose e familiari"
"E per quanto riguarda la sinagoga?"
"Nella sinagoga maggiore ci� che ci ha colpito maggiormente - ci dice uno dei ragazzi - � stato che, pur professando un'altra religione, abbiamo dovuto indossare una papalina.
All'interno, invece ci ha colpito il matroneo e il fatto che i posti sono assegnati ad ognuno. Alle due estremit� della sinagoga si trovano il pulpito e l'armadio della Torah (questo
� rivolto sempre verso Gerusalemme).
"In conclusione cosa vi ha colpito di questa visita al Ghetto?"
"Il fatto che la religione ebraica � molto rigorosa, ricca di simboli ed oggetti propri. Tale rigorosit� si individua anche nelle abitudini di ogni singolo praticante."
Articolo di:
- SANDRO MANTOVANI
- ELENA MENEGAZZI
- LINDA PANDOLFO
- MORENA SOZZA