Da noi si producono rubinetti di qualit�, conformi a costosissimi standard europei, mentre in Cina si fabbricano e si esportano in Italia rubinetti fatti anche con materiali di risulta. Se da noi il costo � cento e in Cina � meno di dieci, puoi fare riforme fiscali estreme, aliquota zero sugli utili, ma se gli utili non ci sono pi� a che serve?"

 

 

 

Concordo pienamente con il Ministro: l'Europa dovrebbe fare ci� che l'America, patria del liberismo, sta facendo da tempo con successo. Ovvero proteggere il mercato interno e la sua produzione nazionale non solo con i dazi doganali, ma anche con strumenti indiretti, come i controlli alimentari, sanitari, ambientali e di tutela sociale sui prodotti in arrivo dall'Estremo Oriente.
Ma credo che, oltre alle sinergie comunitarie si dovrebbe anche
(ri)cominciare a prestare attenzione principalmente al proprio orticello e pensare con la propria testa di italiani, oltrech� di europei.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti in un'intervista a Panorama ha affermato che: "per le imprese italiane la competizione diventa impossibile, il declino inevitabile".
Ma questo, sostiene il Ministro, non � solo
un problema economico, bens� politico.
"Ci sono due illusioni destinate a cadere.
La prima � che la Cina (ed il Far East in generale) possa diventare un
grande mercato per i prodotti europei. La seconda illusione � che l'Europa conservi il monopolio della tecnologia, riservando alla Cina produzioni di massa a bassa intensit� tecnologica. La realt� � che la potenza scientifica della Cina sta salendo vertiginosamente.
La competizione � impossibile. L'imprenditore italiano ha l'articolo 18, mentre il suo competitore cinese non ha vincoli. Le nostre imprese devono rispettare la legge 626 sull'ambiente, mentre quelle del Far East inquinano senza limiti.

 

Certo, abbiamo perso la Seconda Guerra Mondiale e l'amor patrio ne � rimasto intaccato ma bisogna insegnare ai cittadini ed alle Istituzioni italiane a prediligere, quando possibile, il prodotto italiano. Non i tratta di nostalgica autarchia fascista ma semplicemente della necessit� di insegnare all'italiano medio che non � pragmaticamente possibile pretendere di lavorare (quindi produrre) in Italia e poi comprare beni prodotti all'estero.

Al Ministro Tremonti vorrei proporre qualche esempio anch'io: la fetta di mercato automobilistico italiano del gruppo FIAT, che ha rappresentato negli ultimi 5 anni tra il 4,5 ed il 5,3 % del PIL italiano, � miseramente al 27-33%.
Con una penetrazione di auto italiane nel nostro mercato intorno all'80% cos� come accade negli altri Paesi europei con grandi tradizioni automobilistiche (penso ad esempio a Francia e Germania), non si dovrebbero fronteggiare i drastici tagli nell'occupazione e probabilmente potremmo permetterci di pagare davvero meno tasse.
In altre parole, cercare di diminuire le aliquote fiscali per rilanciare i consumi quando gli acquisti si concentrano poi su prodotti d'importazione significa rilanciare l'economia degli altri, non la propria! Per questo motivo anche gli
investimenti pubblici dovrebbero tenere in considerazione questa ottica di difesa del mercato interno.

Liberismo non significa diventare terra di conquista di aziende straniere e lo sanno bene nazioni che del libero mercato ne hanno fatto una ragione nazionale (USA in testa ma anche Giappone, Francia, Germania)

Solo un'azienda radicata nel territorio e con un FORTE MERCATO INTERNO genera occupazione stabile e altamente qualificata (progettazione, ricerca, sviluppo, produzione ecc.). Le altre si limiteranno a stabilire attivit� commerciali. Non si speri di attirare nuovi poli produttivi solo acquistando merci straniere. Quanta occupazione hanno generato Mercedes, Renault o Toyota in Italia a fronte di quante vetture vendute?

La continua contrazione dei costi dello Stato Sociale e l'estrema flessibilizzazione del Mercato del Lavoro sono quindi i sistemi inevitabili per cercare di rendere il nostro Sistema Paese pi� competitivo su scala mondiale. Ma non � diminuendo i costi sociali o attuando la Riforma Biagi che si arrester� il declino della nostra economia a meno di non raggiungere i costi della manodopera cinese. L'alternativa � ricominciare a proteggere il mercato interno con dazi e controlli, quando possibile, ma principalmente convincendo gli italiani a comprare italiano. Perch� � patriottico; perch� � bello; perch� � autarchico; ma innanzitutto perch� conviene.

Signor Ministro, secondo lei sono fascista?

 

 

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