Il vampiro illuminato

 

Questa è la storia di un piccolo vampiro, basso tarchiato ed anche un po' pelato. Ma convinto di essere illuminato, di aver capito tutto. Non sapeva di esser brutto , perché non si guardava allo specchio. Non sapeva neppure di esser vecchio.  Così, una mattina buia e tempestosa, si recò a Torino, vicino a Porta Susa. Tra tanta gente in attesa, scelse un operaio, che aveva finito il turno notte, stanco, insonnolito e con le ossa rotte, dal lavoro. Si avvicinò a lui per morderlo sul collo, con aria gentile, l'occhio a mollo, il sorriso più dolce che aveva: erano i suoi trucchi, per non allarmare le vittime, per non farle scappare, per succhiargli il sangue, senza farle spaventare. Ma l'operaio, stanco e scaglionato, non aveva voglia di starsene tranquillo e beato, a farsi succhiare: guardò il vampiro in viso, pensò: "ma questo è un grugno" e gli sferrò di botto un gran pugno.

Il vampiro illuminato, piccolo tarchiato e sdentato, se ne andò per la campagna, a meditar sulla vita grama, che tocca a chi non sa vedere quand'è ora di stare a tacere….

 

 

Il vampiro piccolo e sdentato, non era proprio sparito, dalla circolazione: si era solo  ritirato, , un po' stanco un po' offeso, un po' deluso un po' incavolato. -E nel buio della sua stanza, pardon, della sua cripta, aveva meditato. Sulla vita, sul mondo, su se stesso, su quel che gli stava succedendo adesso. Si sentiva un altro, si sentiva trasformato.  E ricco di un  magnifico sorriso,  andava di casa in casa, di porta in porta, ad offrire un po' di paradiso, o almeno il modo per arrivarci.  Finchè un mattino, grigio di nebbia e ricco di umidità, andando in giro per la città, capitò in un quartiere popolare, e bussò: riconobbe subito chi l'aveva reso sdentato, l'operaio del turno notte, a cui s'era avvicinato, per fame, prima del ritiro.

Forte della sua convinzione, cercò di spiegare la sua proposta, gli espose la sua situazione, ma non funzionò: il viso dell'operaio man mano si trasformava, diventava sempre più paonazzo, gli sembrava quella di un pazzo.

"Stanotte ho lavorato alla catena, di montaggio: finito il turno, mi hanno detto che verrà fatto un riciclaggio, di noi lavoratori, e verremo tutti trasformati in pulitori, di vetri. Non ho neppure visto mio figlio, perché il tram era in ritardo, il cane aveva creato un grosso scompiglio, mia moglie ha lasciato bruciare il latte, e mia suocera è arrivata a cose fatte, quando tutti erano già usciti Mi hanno aumentato l'affitto, ed  aumenteranno le tasse, avrò meno servizi, mi toglieranno soldi a man basse, non mi manderanno più in pensione, dovrò rinunciare ai miei vizi. E tu, con un sorriso, mi dici di cercare il paradiso: ma io ti spacco il grugno!

Intanto, era già partito il pugno..

Al vampiro, ieratico e sdentato, ed anche un po' sfigato, scappò di mano la situazione…E mentre scendeva le scale, sentendosi le ossa rotte, voleva solo scappare, lontano da tutte quelle botte: "qui succede troppo spesso, ne becco troppe, forse è una questione di sesso, non ne posso più! Adesso mi trasformo in una cornacchia, e scendo giù, a rubar gli anelli luccicanti…" E volò giù, insieme a quelli come lui, che eran tanti

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