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                                      INTRODUZIONE

 

 Scopo di questo lavoro è quello di riuscire a raccogliere ed elaborare, tutto ciò che riguarda il passato e il presente di una razza equina dalle origini nobili e antiche come lo è l’Akhal-Tekè.

Pochi conoscono questa razza, non solo i non addetti ai lavori ma anche la gente del settore; ciò è dovuto alla loro scarsa diffusione ma soprattutto alla mancanza di documentazione attendibile: per molti anni la storia di questa razza è stata tramandata da padre in figlio e la maggior parte dei documenti sono scritti in cirillico.

Io stesso che da sempre sono un appassionato di cavalli, sono venuto a conoscenza dell’esistenza di questa razza una decina di anni fa, grazie all’acquisto di uno splendido esemplare da parte di un allevatore del mio paese.

Gradatamente ho imparato a conoscere questa razza, mediante documentazione e viaggi nell’ex Unione Sovietica.

Con il materiale raccolto e con le testimonianze di allevatori e tecnici, spero di riuscire ad elaborare un documento che possa contribuire alla conoscenza delle interessanti caratteristiche di questa razza.

Partiremo prendendo in considerazione le origini della razza, che risalgono a 2000 anni a.c., al perché di questo nome e all’importanza avuta nello sviluppo del popolo Turkmeno e all’importanza del popolo Turkmeno nell’evoluzione e nello sviluppo dell’Akhal-Tekè nella storia.

Molto interessante sarà scoprire le caratteristiche morfologiche e funzionali del cavallo dorato delle steppe, considerato agile ed elegante come un levriero, resistente come un lupo e dal caratteristico mantello ricco di riflessi metallici, dorati , argentei o bronzei.

Inconfondibile è l’aspetto morfologico: fisico estremamente asciutto, con muscolatura lunga e piatta, la schiena e il dorso sono lunghi, la groppa è leggermente obliqua e muscolosa.

 La testa è aggraziata con occhi grandi di taglio orientale, orecchie lunghe e mobili, narici grandi con profilo simile a quelle del cammello.

Anche il collo è lungo, portato alto e muscoloso, il collo di cervo non viene considerato un difetto dagli allevatori di questa razza.

Gli arti si presentano lunghi e resistenti con articolazioni ampie e robuste, i tendini ben delineati e solidi, zoccoli molto duri.

Anche se il numero di esemplari è ridotto, l’Akhal-Tekè ha un proprio STUD BOOK che viene tenuto registrato dall’Istituto Statale di Mosca, dove vengono iscritti solo i soggetti con tutti i requisiti richiesti dallo standard di razza e con i propri avi iscritti al libro genealogico.

Sono riconosciute ben diciassette linee di sangue, alcune più numerose nella quantità di soggetti, altre molto più sparute addirittura al limite dell’estinzione, ognuna possiede le proprie caratteristiche che si tramandano da generazione in generazione.

Anche l’Akha-Tekè come molte altre razze equine, selezionate un tempo per aiutare l’uomo nella conquista di nuovi territori e poi nel lavoro, non manca di annoverare ottimi risultati sportivi in diversi settori del mondo equestre, fino alla conquista di tre medaglie alle Olimpiadi nella specialità del dressage.

La diffusione di questa razza in Europa e in Italia è molto ridotta; ciò è dovuto alle difficoltà di importazione di animali vivi dai paesi del ex Unione Sovietica, altra causa di non poco rilievo è la difficoltà di separare i propri proprietari dai migliori esemplari.

Molti dei soggetti presenti in Europa importati negli anni passati, sono risultati poco tipici e molto spesso anche sprovvisti di una corretta documentazione in grado di attestare la purezza del  soggetto, di conseguenza non iscritti allo Stud Book.

Oggi, grazie alla formazione di alcune Associazioni Internazionali di Razza, diffuse in Germania, Francia, Gran Bretagna, Svezia, Svizzera, America e Italia che, con molta difficoltà, sono riuscite ad avere rapporti con Associazioni Russe e quella del Turkmenistan, è stato possibile importare alcuni esemplari in purezza delle migliori linee di sangue, fino ad ottenere piccoli allevamenti capaci di produrre ottimi esemplari.

 

 

 

 

          ORIGINE DELLA RAZZA ED EVOLUZIONE

 

Il cavallo Akhal-Tekè appartiene ad una delle razze equine più antiche, la cui origine risale a parecchi secoli prima di Cristo.

Dagli scavi archeologici condotti ad Anau presso Aschabad in Turkmenistan, si è potuto rinvenire alcune tombe di guerrieri di alto lignaggio, che contenevano i corpi mummificati di cavalli identici all’odierno Akhal-Tekè; gli archeologhi ritengono che i ritrovati risalgano a 2000 anni prima di Cristo.    (Giorgio Martinelli 1981)

Quando in Paesi che già vantavano una civiltà progredita il cavallo non era ancora presente, come in Egitto ed in Grecia, nell’Asia centrale veniva praticato in modo sistematico il suo allevamento.

Molte popolazioni legavano la loro stessa esistenza e sopravvivenza a questo animale, come dimostrano le testimonianze scritte giunte fino ai giorni nostri.

L’Akhal-Tekè è un cavallo di stirpe  orientale il cui nome deriva dal popolo dei Tekè e dall’importante oasi di Akhal, una delle più grandi che si estendeva fra i monti Kopet-Dag e le zone aride e sabbiose di Kara-Kum            (Deserto Nero),  dalla località di Mary a Bakharden, nel Turkmenistan (regione dell’ex Unione Sovietica al confine con l’Afghanistan e l’Iran).

 

                         

                                                    Zona di origine Akhal-Tekè

 

Popolava l’oasi la tribù dei Tekè, la cui vita ( compresa quella dei loro cavalli ) era condizionata non soltanto dall’aridità dei contrafforti montagnosi e dei deserti, ma dalle continue incursioni dei nomadi.

E difatti i Tekè avevano dovuto trasformarsi in guerrieri, da contadini e pastori che erano originariamente, per difendere le loro pur magre terre.

Anche loro però, una volta prese le armi, non si facevano pregare quando si trattava di catturare un ricco bottino: così, sovente aiutati da mercenari, attaccavano le ricche carovane che, partite da Bukhara e toccando  Samarcanda e Kharezm si recavano in Persia passando obbligatoriamente per l’oasi di Akhal.

Perciò, grazie alla cattura di tanti cavalli sottratti ai mercanti             (cavalli agili e insieme resistenti) accoppiati col già presente cavallo turkomanno, finì col crearsi una razza locale.

Come dice l’esperto Igor Bobilev, “i segreti dell’allevamento di questo tipo di cavallo vennero tramandati di generazioni in generazioni e per molti secoli l'Akhal-Tekè costituì il migliore compagno e l’indispensabile ausilio perché i Turkmeni riuscissero a conservare la loro indipendenza.

Portando sul suo dorso, oltre che al cavaliere, pesanti carichi, questo cavallo riusciva con incredibile facilità a superare lunghe distanze nel deserto ed accontentandosi di scarso nutrimento e pochissima acqua”. (Giorgio Martinelli 1990)

L’esistenza della razza è stata messa a repentaglio più volte negli anni passati, il momento di maggiore difficoltà si è avuto al termine della seconda guerra mondiale, quando si contavano trecento Akhal-Tekè in tutta l’ex Unione Sovietica, ciò fu dovuto oltre che alla guerra, anche allora ministro della difesa che non vedeva di buon occhio questa razza.

Ma grazie alla passione di alcune persone che credevano in questa razza, si sono riusciti a salvare questi splendidi esemplari.        

Ancora oggi molti di questi cavalli, vengono utilizzati dal popolo Turkmeno nel lavoro di tutti i giorni, nelle steppe sabbiose e ai margini del grande deserto del Kara-Kum, dedicandosi ad una agricoltura  “di passaggio” (si coltiva ad esempio il mais e l’orzo solo dove e se c’è l’acqua offerta dalla natura, di irrigazione neanche a parlarne) e alla pastorizia: cammelli, cavalli e ovini vagano da un pascolo all’altro, tra i rigori dell’inverno, con temperature di meno trenta gradi, e i caldi torridi dell’estate, quando il termometro sale anche oltre i quaranta gradi.

Quando il pascolo è esaurito si smontano le grandi tende di feltro, che fanno da casa e da scuderia per il pastore Turkmeno, e ci si sposta dove l’erba è nel frattempo ricresciuta.

La ricchezza maggiore è costituita dalle grandi greggi di ovini, anche tre, quattro mila capi, che spesso vengono assaliti da branchi di lupi affamati.

Così per condurre e gestire  gli armenti, fin dall’antichità i Turkmeni hanno avuto bisogno di soggetti agili, leggeri, sobri, resistenti, coraggiosi, che in collaborazione con i cani tenessero lontano i predatori.

Ancora oggi non solo nella tradizione locale ma anche nella vita quotidiana, gli elementi che un buon pastore tiene in considerazione sono, rigorosamente nell’ordine: il cavallo, il cane, il gregge, i figli infine la moglie.

L’Akhal-Tekè, selezionato per un lavoro duro e in condizioni difficili, ha un legame con il padrone molto forte e con lui fa veramente tutto.

Nel montare l’accampamento, ad esempio, il pastore lega la tenda alla sommità dei lunghi pali  infissi nel terreno girando intorno e stando in piedi sulla groppa del cavallo.

Il pastore ricambia questa assoluta fedeltà tenendo spesso il cavallo con sé, nella sua stessa tenda, dove la “scuderia” è divisa dalla zona in cui dorme la famiglia da una semplice e sottile striscia di cuoio. (Franco Faggiani 1999)

L’utilizzo di questa razza nella storia passata e in quella più recente, ci serve a capire l’importanza che questo cavallo ha avuto per il popolo Turkmeno e il legame che si instaurava fra uomo e cavallo, tutto ciò può spiegare una selezione, mirata e accurata verso i migliori esemplari che fornissero affidabilità, resistenza e non da meno l’eleganza.

La sua bellezza e l’eleganza dei movimenti ne hanno fatto anche un “oggetto-regalo” prezioso da parte delle autorità del Paese nei confronti di illustri personaggi; così ne ha uno Bill Clinton, uno Tony Blair, uno la regina Elisabetta.

Ne aveva uno anche Mitterand, che ha poi passato alla figlia, e uno anche il premier Komeini, ma un giorno il cavallo lo scaricò e il “ poco sportivo” Hajatollah decise di escluderlo dalle sue scuderie.

Andando indietro nel tempo, il primo protagonista della storia a riceverne uno “in omaggio” fu Alessandro Magno, detto il Macedone.

Il cavallo fu il mitico Bucefalo, regalatogli in occasione del suo matrimonio. (Franco Faggiani 1999)

Oggi gli allevamenti più importanti dell’Akhal-Tekè, sono a Komsomol nel Turkmenistan ma anche fuori da questa regione, a Lugovskj nel Kazakistan, a Stavropol nel Caucaso e in altre repubbliche  confinanti.

Un nucleo consistente di esemplari allevati in purezza si trovano a Pacrof nei pressi di Mosca; anche in Germania precisamente a Polling e a Grafendorf esiste un discreto numero di capi.

Nel Daghestan, nel Kirghistan e nell’Usbekistan è allevato ancora in modo tradizionale dalle popolazioni locali, che hanno fatto della razza un vero e proprio culto.

Alcuni esemplari delle migliori linee di sangue sono presenti anche in Italia, dove costituiscono dei piccoli allevamenti.

I dati più recenti riguardanti la consistenza di questa razza, risalgono al 1993 riportati nel IX libro genealogico degli Akal-Tekè, risultano iscritti 302 stalloni, 799 fattrici e 1812 puledri dei due sessi.

In totale 2913 soggetti puri al 100% , dopo che nel 1932 sono stati esclusi tutti i soggetti  che avevano più di 1/16° di sangue inglese nel loro pedigree. (Tatiana Rijabova 1993)

Tale meticciamento, operato al fine di migliorare le capacità velocistiche dell’Akhal-Tekè, fu un vero fallimento e portò all’esclusione di buona parte dei riproduttori non puri della razza.

Degli inscritti al libro genealogico, solo 116 Akhal-Tekè esistono al di fuori dell’ex Unione Sovietica, la maggior parte in Europa. (Tatiana Rijabova 1993)               

         

        CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE  

                             E   FUNZIONALI

 

Cercheremo ora di descrivere le caratteristiche morfologiche che contraddistinguono l’Akhal-Tekè, e riuscire a capire il motivo di tanto interesse verso questa razza da parte delle popolazioni dell’Eurasia al punto da dar loro l’appellativo di “ cavalli celesti “ in virtù della loro bellezza, grazia e robustezza. (Alberto Soccini 1995)

Morfologicamente risulta difficile racchiudere la razza all’interno di standard univoci, esistono infatti diciassette famiglie o linee di sangue  che si differenziano le une dalle altre, sia morfologicamente ma anche per attitudini diverse.

L’Akhal-Tekè viene classificato come cavallo di tipo decisamente dolicomorfo a sangue caldo, con un fisico estremamente asciutto e una muscolatura lunga e piatta.

Iniziamo ora la descrizione morfologica, prendendo in considerazione ogni regione del corpo e rispettive caratteristiche.

TESTA: è aggraziata, leggera e ben attaccata, con profilo generalmente rettilineo e, in alcuni esemplari, se presente, è apprezzata una leggera convessità a livello della regione del dorso del naso, ritenuta una protezione utile contro le insidie della sabbia trasportata dal vento.

La regione della fronte è ampia e spaziosa.

Le orecchie sono lunghe, mobili e in atteggiamento di costante attenzione, occhi grandi ed espressivi con tipico taglio orientale, che rendono la testa vivace ed espressiva dandole un aspetto intelligente.

Caratteristiche sono le narici,  si presentano grandi, mobili e di taglio sottile, molto simili a quelle del cammello.

COLLO: è lungo, muscoloso e ben conformato, si inserisce molto bene fra testa e tronco, portato alto.

Il collo di “cervo“ non viene considerato dagli allevatori di questa razza un difetto, ma fa parte delle caratteristiche morfologiche e di tipicità dell’Akhal-Tekè.

GARRESE: si presenta asciutto, largo e rilevato inserendosi con molta armonia nella linea dorsale dell’animale.

LINEA DORSO-LOMBARE: relativamente lunga, ma nello stesso tempo diritta e robusta, evidenziando un buon sviluppo muscolare.

GROPPA: larga, leggermente inclinata con masse muscolari ben sviluppate, la coda è attaccata bassa.

PETTO: non molto ampio.

SPALLA: ben conformata risulta lunga, larga e con una buona inclinazione, apprezzabile è lo sviluppo della muscolatura.

TORACE: risulta armonico anche se poco sviluppato, con una gabbia toracica che non si sviluppa molto in altezza, ma acquista un buon sviluppo in lunghezza.

VENTRE: retratto, simile a quello di un “ levriero” che gli rende un fisico asciutto e molto leggero.

COSCIA: si presenta con una muscolatura lunga e ben evidente, che gli permette di sviluppare ottime velocità.

ARTI: sono lunghi, con un avambraccio più sviluppato rispetto allo stinco, una pastoia solida e con una buona inclinazione.

Lo stinco, dall’ampia circonferenza, si presenta molto robusto.

La struttura ossea risulta particolarmente densa e compatta da dare agli arti grande resistenza, i tendini sono ben delineati, solidi e resistenti, le articolazioni hanno la caratteristica di essere grandi e robuste.

ZOCCOLO: di media dimensione e molto robusto, con unghia così dura che spesso non necessitano di ferratura ( nel loro paese d’origine terreni molto sabbiosi ).

MANTELLO: è una delle caratteristiche che contraddistinguono l’Akhal-Tekè, esso si presenta con magnifici riflessi metallici, che variano dai dorati, argentei o bronzei.

Questo non solo è dovuto alla pelle molto sottile e ai peli corti e morbidi come la seta, ma anche, sembra, alla costituzione del pelo stesso, che ha la punta simile a un microscopico tubicino cavo, quasi trasparente.

Questo aumenta la protezione contro il freddo e aiuta a riflettere la luce, dando appunto un bellissimo riflesso cromatico; sull’argomento sono in corso studi e ricerche. (Franco Faggiani 1999)

Tutti i colori del mantello sono ammessi, il più comune dei quali è il baio (40%), seguito dal falbo “sabbia” (20%) (tonalità del sauro), dal morello (14%), dal grigio (12%) e dal sauro (10%), gli altri, tra cui palomino  dorato, il golden black , l’isabella dorato, il pink-isabella (un rosa salmone accompagnato spesso da occhi azzurri) in percentuali minori. (Roberta Radice 1997)

La coda e la criniera sono spesso corti, radi e finissimi, il ciuffo spesso è assente; questa caratteristica si ritiene che sia stato un parametro di selezione fatto per impedire che vi si aggrovigliassero rovi aguzzi e semi spinosi, trasportati dai forti venti che spesso soffiano per giorni e giorni nelle steppe sabbiose. (Franco Faggiani 1999)

Segni caratteristici di qualsiasi tipo, dalla più semplice “palla di neve”, alla più vistosa “bella faccia”, sono evidenziabili a livello della testa, mentre a livello degli arti le balzane possono essere presenti in vario tipo.

Anche se con molta cautela e discrezione, visto la varietà della razza dovuta alle sue diciassette linee di sangue, prendiamo in considerazione i caratteri biometrici:

-         Altezza al garrese variabile tra 154-165 cm.

-         Lunghezza corpo variabile tra 153-167 cm.

-         Circonferenza toracica variabile tra 168-190 cm.

-         Circonferenza  stinco variabile tra 18,5-20,5 cm.

          

  Tipica immagine cavallo Akhal-Tekè                                                                                                           

Dopo aver descritto le caratteristiche morfologiche, passiamo ad analizzare gli aspetti funzionali dell’Akhal-Tekè.

Osservando un cavallo di questa razza balza subito all’occhio una leggera sproporzione che si ritiene ne sia la vera forza.

 Il fisico asciutto con muscolatura piatta, la linea dorso-lombare decisamente lunga che gli permette di avere una maggiore superficie corporea utile a un più rapido raffreddamento, il ventre molto retratto, il treno posteriore più forte rispetto all’anteriore, lo stinco grande ma piuttosto corto con tendini ben staccati, gli consentono performances di rilievo sia nelle prove di resistenza, sia nella velocità.

La storia è piena di soggetti in grado di vincere gare di pochi minuti, come di affrontare lunghi e faticosi viaggi di duecento chilometri e oltre anche morfologicamente grazie alla sua eleganza e al suo portamento nobile, è stato in grado di ottenere degli ottimi piazzamenti.

Se ne deduce l’estrema versatilità dell’Akhal-Tekè, un cavallo adatto a tutte le discipline sportive, dal completo agli attacchi, dall’endurance al dressage, al salto alle corse, alla caccia.

Anche nell’equitazione di campagna, nei trekking e nei lunghi viaggi, la sua affidabilità e le andature comode, sciolte e leggere, ne fanno un compagno davvero ineguagliabile. (Roberta Radice 1997)

Secondo alcuni ippologi, la particolare conformazione dell’Akhal-Tekè comprende la maggior parte dei difetti riscontrabili nei quadrupedi e per chi non è abituato, valutare correttamente un esemplare è impresa difficilissima, in quanto i suoi pregi di tipicità esulano dai canoni tradizionali e per alcuni versi, vi sono contrapposti.

Non bisogna cadere nell’equivoco di considerare l’aspetto originale come un segno di debolezza o fragilità, il signore delle steppe si è temprato in un territorio inospitale, dove il vento soffia in continuazione, l’acqua e i prati verdi possono essere dei miraggi e gli sbalzi termici fra giorno e notte sono terribili, si può passare dai più cinquanta gradi di giorno a meno trenta la notte.

Tanto che gli allevatori tradizionali considerano addirittura con un certo rammarico, misto a compassione, i soggetti esportati verso i comfort delle scuderie del Nuovo e del Vecchio Continente, soggetti che immancabilmente finiscono per essere ipernutriti, male allenati, coperti spesso in modo eccessivo, dunque alla fine privati della loro vera identità.

Grazie alla sua caratteristica forza, l’Akhal-Tekè non sopravvive ma riesce a vivere senza problemi, in un ambiente così ostico per qualsiasi individuo, riuscendo a svolgere la propria attività fino a venticinque, trenta anni di età. (Igor Bobilev 1977)                                                                       

Erroneamente conosciuto come un cavallo difficile, oppure testardo e ingestibile, adatto solo a cavalieri di grande esperienza, l’Akhal-Tekè deve questa fama al suo carattere nobile e forte che non tollera imposizioni e tanto meno maltrattamenti e che lo rende talvolta diffidente con gli estranei.

Esige invece dolcezza e rispetto e, in questo caso dà il meglio di sé, riconoscendo nell’uomo un amico, dimostrando fedeltà, intelligenza, facilità di apprendimento ed estrema affidabilità anche nelle prime fasi dell’addestramento oppure con i bambini, oltre a grande coraggio e generosità.

Al contrario, è assolutamente controproducente pensare di prenderlo con la forza: non dimenticherà mai e voi avrete perso ogni possibilità di intesa.   (Roberta Radice 1997)

Da chi li abbia cavalcati gli Akhal-Tekè sono descritti come soggetti dall’andatura leggera, che sfiora appena il terreno, quasi ne avessero sdegno, soggetti che volano sulle lunghe distese come fossero uccelli.

Per tale motivo molti di essi nella terra di origine portano nomi di volatili. (Igor Bobilev 1997) 

Per le sue doti atletiche e caratteriali, i migliori esemplari di questa razza sono stati incrociati fin dai tempi remoti con esemplari di razze diverse, si ritiene che anche il famoso “Darley Arabian”, uno dei capostipiti del purosangue inglese avesse sangue Akhal-Tekè nelle sue vene, come sarebbero a dimostrare le sue sembianze tramandateci nei dipinti che lo raffigurano.                                (Maurizio Bongianni 1997)

                               

                                          Immagine di Darlei Arabian

 

Non solo  nelle vene del purosangue inglese, scorre sangue di Akhal-Tekè, ma anche in un’altra razza europea, famosa per le spiccate attitudini verso il salto ostacoli e il dressage, si tratta del Trakehner  ciò è stato possibile grazie all’utilizzo del famoso Akhal-Tekè “Turkmen-Atti“, che operò come stallone nel 1800 e tramite i suoi ben diciassette figli riuscì a trasmettere caratteri inconfondibili, tra cui le splendide andature.

   Viene riconosciuta la presenza dell’Akhal-Tekè anche in razze meno importanti presenti nei paesi dell’Est, come la Don, la Karabakh, la Kabardin, la Lokai, la Karabair, la Naiman e la Orlov.

Inoltre l’Akhal-Tekè viene costantemente impiegato per migliorare, negli incroci, le doti di resistenza e affidabilità sotto il profilo sportivo e da lavoro. (Maurizio Bongianni 1997)

 

                                   STANDARD DI RAZZA 

  REGOLAMENTI DEL LIBRO GENEALOGICO

                                        

                                     

                                                      IX° Stud Book originale

Nove volumi fitti di nomi, date e tavole genealogiche, documentano la storia dell’Akhal-Tekè, con riferimenti precisi che risalgono per linee paterne a più di ottanta anni fa.

Bisogna precisare che il I° e il II° volume, non riportano esclusivamente dati riferiti al Akhal-Tekè, ma sono comprese le genealogie di tutte le razze presenti nel regioni dell’ex Unione Sovietica; questi volumi risalgono al 1917.

Partendo dal 1941, anno in cui viene stampato il III° volume, grazie all’influenza di alcuni politici che hanno capito l’importanza che aveva questa razza  ha inizio il vero Stud Book dell’Akhal-Tekè, dove vengono riportati 287 stalloni e 468 cavalle di pura razza.

Nel 1952 viene stampato il IV° volume dello Stud Book, dove si possono trovare padri, madri e figli di ben 376 stalloni e 622 fattrici.

Devono trascorrere ben 23 anni per l’uscita del V° volume 1975, su questo volume oltre a trovare tutto su ben 184 stalloni e 314 fattrici, si trova anche la genealogia completa delle linee di sangue più famose dell’Akhal-Tekè.

Per poter sfogliare il VI° volume non devono trascorrere molti anni, infatti nel 1981 è possibile sapere tutto di altri 86 stalloni e 299 fattrici.

Il VII° volume risale al 1988, sfogliandolo si può scoprire la discendenza e la prole di 35 stalloni e 177 fattrici.

Mentre sono 44 gli stalloni e 202 le fattrici riportate nel VIII° volume stampato nel 1989, in oltre si possono trovare i figli di alcuni dei più famosi stalloni che hanno operato negli anni precedenti e le rispettive madri.

L’ultimo volume nonché il IX°, è stato pubblicato nel 1993, vi sono racchiuse le genealogie di 97 stalloni e di 426 fattrici, riportando sempre la produzione degli stalloni e delle fattrici operanti negli anni precedenti.

Sono molti gli aggiornamenti che vengono pubblicati negli anni che passano tra l’uscita di uno Stud Book e quello successivo, in modo da tenere aggiornati i vari allevatori e appassionati.

Nei vari volumi dello Stud Book di questa razza, si possono trovare oltre alle descrizioni morfologiche, i dati biometrici, punteggi, statistiche e risultati sportivi dei soggetti più meritevoli, tutto rigorosamente scritto in lingua originale “ Cirillico “.        

Tutto il lavoro di registrazione e valutazione dei soggetti di pura razza Akhal-Tekè viene gestito dalla Dottoressa Tatiana Rijabova dell’Istituto di Stato dell’ex Unione Sovietica, che dal 1917 ha assunto il controllo dell’allevamento, in parte spostato nel Caucaso dopo l’entrata in vigore dell’embargo imposto dall’Unione Europea ai soggetti allevati al di là dei Monti Urali.

L’Istituto di Mosca, inoltre, costituisce anche la casa madre delle diverse associazioni internazionali. (Tatiana Rijabova 1993) 

Per poter registrare un soggetto Akhal-Tekè nel proprio Stud Book, bisogna far pervenire presso l’Istituto Statale di Mosca un apposito stampato riportante i dati segnaletici del soggetto compilato e firmato da un veterinario, accompagnato da perizia immunogenetica eseguita da un laboratorio autorizzato (per l’Italia Università di Medicina Veterinaria di Milano) e il versamento di una relativa quota.

L’Istituto Statale di Mosca dopo essersi accertato della purezza del soggetto, rilascia un certificato d’origine e gli assegna un codice di riconoscimento composto da nove numeri, il primo numero indica la razza Akhal-Tekè, il secondo riporta la purezza delle soggetto, (“0” indica purezza totale, “1” indica meno di 1/8 di sangue, mentre “2” indica più di1/8 di sangue proveniente da Purosangue Inglese, “3” indica che una parte di sangue non è conosciuta e non appartiene a Purosangue Inglese) il terzo e il quarto numero permette di riconoscere l’allevamento di provenienza, il quinto, sesto e settimo numero stanno ad indicare il numero progressivo di registrazione del soggetto nell’allevamento nello stesso anno, mentre gli ultimi due numeri indicano l’anno di nascita.

Il nome del nuovo soggetto iscritto all’associazione, viene scelto dal proprietario seguendo una regola fissa, che consiste nell’usare come prima lettera del nome, la stessa prima lettera del nome della madre, solo in eventi ritenuti eccezionali questa norma può variare.   

Il certificato di riconoscimento è costituito da quattro pagine, nella prima oltre al nome si ha il codice di riconoscimento e la data di nascita, nella seconda e terza pagina vengono riportate le genealogie del soggetto e una tabella che viene compilata successivamente da una apposita commissione che valuta : tipicità, sviluppo morfologico, discendenza, valutazione prole e attività sportiva con un punteggio che può variare da un minimo di 1 a un massimo di10.

Nell’ultima pagina vengono infine riportati gli schemi del cavallo di profilo e di fronte, segnandovi le particolarità del mantello. (Tatiana Rijabova 1993) 

 Prima pagina                Quarta pagina  

 

               

                                     
                                             Seconda e terza pagina di certificato originale

                  LINEE     DI     SANGUE

 

Fino al 1953 le linee di sangue della razza Akhal-Tekè erano ben diciannove, con l’estinzione della linea KARA KUNON e GECHELI sono restate diciassette, alcune più numerose nelle quantità dei soggetti, altre molto più sparute, addirittura al limite dell’estinzione e sono le seguenti: ARAB, KIR SAKAR, KAPLAN, EVERDY TELEKE, SKAK, PEREN, MELE KUS, SERE, TOPORBAI, KARLOVACH, EL, POSMAN, GELISHIKLI, FAKIRPELVAN, DOR BAJRAM, KARA KIR, AK BELEK.

In ben dodici di queste linee scorre il sangue BOYNAV, grande cavallo che ha fatto la storia dell’Akhal-Tekè, nato nel 1885 viene considerato un grande stallone, capace di trasmettere le caratteristiche tipiche della razza ai propri figli, ben cinque sono considerati la spina dorsale dell’albero genealogico.

Le rimanenti cinque linee devono la loro fama ad altri due grandi stalloni che sono rispettivamente SULTAN GULI e CHOPAR KEL.   

Ogni linea di sangue pur restando legata alle caratteristiche funzionali e morfologiche di razza, si differenzia non solo per variazioni strutturali ma anche per attitudini diverse.

        

                           Origini delle diciassette linee di sangue Akhal-Tekè  

Prendendo in considerazione ogni linea di sangue, cercheremo di descrivere la propria genealogia le caratteristiche e le attitudini senza dimenticarci della loro prole.

                                    

                                 Boynav, il capostipite della razza Akhal-Tekè  

  LINEA ARAB

                  Immagine di Arab  

   Arab, nato nel 1930 mantello grigio, deriva dallo stallone Ag Ikhan nipote del leggendario Boynav, questo stallone dalle grandi attitudini sportive, capace di saltare nel 1936 ben 2,12 mt. e partecipare un anno prima con altri Akhal-Tekè, alla mitica traversata Aschabad-Masca 4400 Km. in 84 giorni attraversando il deserto del Kara Kum in 3 giorni senza acqua.

Questa linea di sangue oltre a distinguersi per i risultati sportivi, ha la caratteristica di essere molto tipica pur avendo soggetti con un notevole sviluppo corporeo. (Khydyr e Ilias Amageldyev 1996)

                  La consistenza della linea, pur non essendo la più numerosa, nel IX° Stud Book 1993 corrispondeva a 236 capi fra maschi e femmine, pari al 8,8% dell’intera popolazione Akhal-Tekè; gli ultimi rilievi al 1999 hanno constatato un numero pari a 14 esemplari. (Tatiana Rijabova 1993/99)

Arab non ha prodotto un gran numero di soggetti, ma è stato capace di trasmettere le proprie attitudini sportive, su tutti spicca il famoso Absent nato nel 1952, stallone morello capace di vincere tre medaglie nella disciplina del dressage in altrettante Olimpiadi.

A sua volta Absent ha prodotto un altro grande stallone Ametist nato nel 1966, morello in grado di ottenere un punteggio di 10 punti in tipicità e grazie a ciò divenuto un grande razzatore.

 

 

 

 

 

 

LINEA KIR SAKAR

 

 Immagine di Kir Sakar  

  Kir Sakar, nato nel 1939 mantello grigio alto 162 cm., fratello di Arab per linea paterna.

E’ una delle linee più numerose, vi appartengono 341 esemplari di entrambe i sessi, il 12,8% dell’intera popolazione, con ben 39 stalloni accertati al 1999. (Tatiana Rijabova 1993/99)

Questa linea viene apprezzata oltre che per la capacità di trasmettere alla propria prole le caratteristiche morfologiche, per la varietà dei mantelli e la grande adattabilità ai vari territori.

Uno dei figli più famosi di Kir Sakar è Keimir nato nel 1952, stallone dal mantello baio con una discendenza di tutto rispetto, sia per quantità che per qualità dei soggetti.

Karader nato nel 1977, stallone morello che discende da Keimir, ritenuto uno dei migliori esemplari per la sua conformazione corporea, valutata ben 10 punti, dal carattere molto forte e dalla grande vitalità, morì nel 1998 a ventuno anni.

  Immagine di Karader  

LINEA KAPLAN  

Immagine di Kaplan

 

Kaplan, nato nel 1957 mantello morello, discende anche lui dalla stessa linea paterna di Arab e Kir Sakar.

Anche se considerata una linea relativamente giovane, grazie ai  soggetti che la compongono, 182 fra maschi e femmine, 6,9% della popolazione Akhal-Tekè, 30 stalloni al 1999, si distingue per tipicità, eleganza e per le ottime strutture morfologiche dei soggetti che permettono loro di ben figurare nelle corse in pista. (Tatiana Rijabova 1993/99)

Dei numerosi figli di Kaplan ricordiamo Gurgen nato nel 1969, stallone dal mantello baio, in grado di imporsi in corse in piano su distanze diverse dai 1000 m. ai 2800 m., con riscontri cronometrici di tutto rispetto, molto vicini a quelli dei migliori Purosangue Inglesi.

Gurgen oltre alle grandi doti atletiche, viene ricordato per la sua testa che risulta una delle più belle e tipiche della razza.

Immagine di Gurgen  

 

 LINEA EVERDY TELEKE

 

Immagine di Everdy Teleke  

  Everdy Teleke, nato nel 1914 mantello morello, discende da Dovlet Ishan figlio di Boynav.

E’ una delle linee più vecchie, da essa discendono la linea Skak e la linea Peren, considerata sempre con estrema importanza dai vecchi Turkmeni negli anni passati per la sua forza e resistenza.

Nel 1993 vi appartenevano 135 soggetti par al 5,1% dell’intera popolazione Akhal-Tekè, mentre nel1999 gli stalloni inscritti risultavano 13. (Tatiana Rijabova 1993/99)

Due sono i figli di Everdy Teleke che si distinguono, Kizil dal quale discende la linea Skak e Mele splendido stallone nato nel 1928, capace di vincere negli anni trenta la gara di morfologia  aperta a tutte le razze di cavalli dell’ex Unione Sovietica.

 

Immagine di Mele  

LINEA SKAK  

                             Immagine di Skak  

Skak, nato nel 1940 mantello baio, figlio di Kizil a sua volta figlio di Everdi Teleke.

La linea Skak anche se non molto conosciuta, presenta ottimi soggetti in grado di trasmettere alcune caratteristiche di razza, come arti lunghi, ventre molto asciutto e una linea dorso-lombare relativamente lunga.

Il numero di capi registrati nel 1993 erano 173 fra maschi e femmine, pari a 6,5% dell’intera popolazione Akhal-Tekè, dati più recenti riportano che nel 1999 gli stalloni operanti erano 10. (Tatiana Rijabova 1993/99)

Diversi sono i cavalli che discendono da questa linea di sangue, ne possiamo citare alcuni come Saper, Arsenal e Mellek padre di Melekush splendido soggetto esportato in Inghilterra nel 1956 come dono per la Regina.    (Khydyr e Ilias Amageldyev 1996)

 

Immagine di Melekush  

LINEA PEREN  

Immagine di Peren  

Peren, nato nel 1955 mantello golden dun, discende dalla linea Skak

Discreta è la sua consistenza, nel 1993 i soggetti di entrambe i sessi che vi appartenevano erano 196 pari al 7,4% della popolazione Akhal-Tekè, mentre sono 31 gli stalloni nel 1999. (Tatiana Rijabova 1993/99)

 Risulta una delle linee più ambite dagli allevatori, ciò è dovuto a uno dei più famosi figli di Peren, lo stallone Polotly nato nel 1965, oltre al tipico mantello dorato e ad una morfologia eccezionale, che gli ha permesso di vincere per ben cinque anni le rassegne di modello di tutta l’ex Unione Sovietica, numerose sono le gare vinte in pista riuscendo a stabilire nel 1968 sia il record dei 1600mt. che quello dei 2800mt.

Dopo il ritiro dall’ottima attività sportiva, Polotly si è distinto anche in quella riproduttiva, dando un gran numero di figli con buone doti sportive.

 

Immagine di Polotly

LINEA MELE KUSH

   

Immagine di Mele Kush  

 

Mele Kush, nato nel 1909, discende direttamente da Boynav antenato degli Akhal-Tekè.

Dalla linea Mele Kush considerata una delle più antiche, discende la ex linea Sapar Khan oggi denominata linea Sere.

Non sono molti gli esemplari viventi che vengono racchiusi in questa linea, solo 42 risultano dai dati del 1993 i maschi e le femmine e 8 sono gli stalloni riportati negli aggiornamenti del 1999. (Tatiana Rijabova 1993/99)

LINEA SERE (ex linea Sapar Khan)

                    Immagine di Sere  

Sere, nato nel 1965 con uno splendido mantello sauro dorato, è figlio di Sinok che discende direttamente da Sapar Khan, linea Mele Kush.

La linea Sere è di recente costituzione e viene a sostituire la linea Sapar Khan, riportata ancora come tale nel IX° Stud Book 1993, con una consistenza di 113 esemplari di entrambe i sessi pari al 4,3% della popolazione Akhal –Tekè, mentre negli aggiornamenti del 1999 non viene più citata come linea ma troviamo la linea Sere con 19 stalloni inscritti al libro genealogico.       (Tatiana Rijabova 1993/99)

Fra i molti figli di Sere ricordiamo Anchar nato nel 1980, stallone con uno splendido mantello sauro dorato, Abbas nato nel 1994 e Serasker nato nel 1985, per aver prodotto esemplari nati in Italia.

 LINEA TOPORBAI

 

Immagine di Toporbai  

Toporbai, nato nel 1918, figlio di Baba Akhun discendente diretto di Boynav.

Questa linea di sangue sta rischiando l’estinzione infatti i dati riguardanti la sua consistenza riportano nel 1993 una popolazione di 5 maschi e 7 femmine, pari allo 0,5% del numero totale di Akhal-Tekè, ad oggi risultano iscritti 6 stalloni. (Tatiana Rijabova 1993/99).

Il figlio più importante di Toporbai è Tillya Kush nato nel 1926 e padre del famoso Tarlan nato nel 1937, ricordato per le sue grandi imprese sportive, riuscendo a metà degli anni quaranta a vincere una gara di resistenza di 500 Km. da percorrere in 5 giorni, con partenza e arrivo ogni giorno da Mosca, aperta a 600 cavalli di qualsiasi razza.

 

Immagine di Tarlan

LINEA KARLAVACH

Immagine di Karlavach  

Karlavach, nato nel 1934 mantello baio dorato, discende dalla linea Toporbai.

Ritenuta una delle linee giovani, i soggetti che vi appartengono si distinguono per l’ottimo sviluppo morfologico, per la loro resistenza e la loro eleganza nei movimenti.

La consistenza risulta nella media, comprende il 6,7% dell’intera popolazione Akhal-Tekè con un totale di 177 soggetti inscritti nel 1993 e 17 sono gli stalloni operanti nel 1999. (Tatiana Rijabova 1993/99)

Nella discendenza di Karlavach bisogna ricordare lo stallone Kambar nato nel 1961, per il suo splendido mantello sauro dorato con riflessi metallici di particolare bellezza e per la sua numerosa prole.

 

Immagine di Kambar

 

LINEA EL

 

Immagine di El  

El, nato nel 1932 mantello baio scuro, ritenuto in possesso di una genealogia di tutto rispetto discende da Baba Akhun figli Boynav.

Il sangue di questa linea, scorre nelle vene di 275 soggetti e con una percentuale di diffusione del 10,5% sull’intera popolazione Akhal-Tekè risulta la terza linea per importanza di consistenza. (Tatiana Rijabova 1993)

Altro dato da notare, è la presenza di uno o più stalloni operanti che discendono da El in vari stati del Mondo, per un totale di 36 esemplari. (Tatiana Rijabova 1999)       

  LINEA POSMAN

Posman, nato nel 1919 mantello morello, figlio di Bek Nasar Al che discende dal capostipite Boynav.

Linea di sangue molto vecchia è ormai in via di estinzione, sono solo 38 il numero di maschi e di femmine riportati nell’ultimo Stud Book del 1993,con una diffusione pari al 1,4% dell’intera popolazione Akhal-Tekè, mentre sono solo 5 gli stalloni operanti riportati sugli aggiornamenti del 1999.    (Tatiana Rijabova 1993/99)

  LINEA GELISHIKLI

 

Immagine di Gelishikli  

Gelishikli, nato nel 1949 mantello baio, discende da Slutchai che a sua volta discende dal capostipite Sultan Guli.

Anche se è una linea relativamente giovane in poco tempo è riuscita a ritagliarsi un posto molto importante nella storia dell’Akhal-Tekè, si distingue per la capacità di trasmettere i tipici caratteri della razza ai propri discendenti e   nello stesso tempo, capace di ottenere soggetti con spiccate attitudini sportive, per ben figurare nelle diverse discipline, ottenendo ottimi risultati. (Khydyr e Ilias Amageldyev 1996)

E’ la linea di sangue più diffusa, nello Stud Book pubblicato nel 1993 sono 368 sia i maschi che le femmine catalogati che discendono da Gelishikli, per una percentuale di diffusione pari al 14,6% dell’intera popolazione Akhal-Tekè. (Tatiana Rijabova 1993)

Altro aspetto molto importante, riportato dagli aggiornamenti del 1999, riguarda la presenza di molti stalloni diffusi sul territorio mondiale, per un totale di ben 50 soggetti di linea Gelishikli. (Tatiana Rijabova 1999)

Molti sono i figli diretti di Gelishikli, ricordiamo lo stallone baio Yulduz nato nel 1962, e lo stallone baio Gundogar nato nel 1961, entrambi si distinguono per la loro grande tipicità e per l’ottimo sviluppo morfologico.

Dobbiamo ricordare anche lo stallone Adat figlio di Yulduz nato nel 1972, perché risulta per ora l’unico stallone di razza Akhal-Tekè ad avere dosi di seme congelate, infatti grazie a ciò nel 1999 sono nate nell’allevamento di Stavropol due sue figlie.    

Diversi sono i soggetti che discendono da questa linea presenti in Europa, anche in Italia ve ne sono alcuni uno su tutti lo splendido stallone baio dorato Myzar nato nel 1989, vincitore a nove anni del titolo di miglior stallone Akhal-Tekè in Europa.

 

LINEA FAKIRPELVAN  

Immagine di Fakirpelvan  

Fakirpelvan, nato nel 1951 mantello sauro, fratello di Gelishikli è stato un buon galoppatore, riuscendo a vincere sia sulla breve distanza 1200 m., che sulla lunga 3200 m.

Le caratteristiche di questa linea, oltre a quella di essere degli ottimi galoppatori e saltatori, è quella di possedere un ottima predisposizione per il  lavoro e l’apprendimento. (Khydyr e Ilias Amageldyev 1996)

Si difende discretamente anche come numero di capi, 178 i maschi e le femmine riportati nel IX° Stud Book, con una consistenza del 6,7% della popolazione totale Akhal-Tekè. (Tatiana Rijabova 1993)

Sono 20 gli stalloni operanti che discendono da questa linea inscritti nello Stud Book nel 1999. (Tatiana Rijabova 1999)

Da citare per le ottime prestazioni in pista è lo stallone sauro dorato Kaltaman nato nel 1963, vincitore di numerose corse per diversi anni, mentre per il salto ostacoli ricordiamo Penteli campione dell’ex Unione Sovietica nel 1969 e 1970.

 

Immagine di Kaltaman  

LINEA DOR BAIRA

Immagine di Dor Bairan

 

 

Dor Bairam, nato nel 1925 mantello morello, discende dal capostipite Chopar Kel.

Viene considerata una linea non in grado di trasmettere gli standard di razza, con soggetti molto simili al Purosangue Inglese, per questo poco diffusa con un numero di 66 esemplari e una percentuale di diffusione del 2,5% dell’intera popolazione Akhal-Tekè, conseguentemente sta andando verso la via dell’estinzione infatti, nel 1999, risulta solo 1 stallone di questa linea presente in tutto il Mondo. (Tatiana Rijabova 1993/99)

LINEA KARA KIR (ex linea Ak Sakal )

 

Immagine di Kara Kir  

  Kara Kir, nato nel 1949 mantello grigio, discende da Ak Sakal.

Risultavano inscritti nel 1993 solo 59 soggetti  fra maschi e femmine, per una consistenza del 2,2% dell’intera popolazione Akhal-Tekè, 7 sono gli stalloni inscritti al libro genealogico nel 1999. (Tatiana Rijabova 1993/99)

 

LINEA AK BELEK

 

Immagine di AkBelek  

Ak Belek, nato nel 1931 mantello grigio, discende da Chopar Kel.

Linea poco diffusa che si sta estinguendo col trascorrere degli anni, nel 1999 risultavano registrati allo Stud Book 35 soggetti per una percentuali 1,3% dell’intera popolazione Akhal-Tekè, i dati più recenti riportano solo 2 stalloni viventi di questa linea in tutto il Mondo. (Tatiana Rijabova 1993/1999)

   AKHAL-TEKE’    NELLO     SPORT

 

L’Akhal-Teke, selezionato un tempo per resistere alle avversità delle battaglie fatte durante le guerre sostenute dal popolo Turkmeno, poi per un duro lavoro in condizioni difficili fra deserto e steppa aiutando il pastore nel governare il gregge e nei lavori quotidiani, è stato sempre allevato in purezza e tutto ciò gli ha permesso di fissare e conservare le caratteristiche morfologiche che da sempre lo hanno contraddistinto: snellezza, nevrilità, eleganza e resistenza dei suoi antenati.

Tutte caratteristiche che gli hanno permesso di ben figurare nell’allevamento moderno, impostato verso la produzione di un cavallo adatto per le diverse discipline sportive.

Sono diversi i risultati sportivi ottenuti da questi cavalli, sia a livello nazionale ma anche internazionale, misurandosi con campioni di razze diverse. 

 

GALOPPO

Si narra che già nella prima metà del 900 in Turkmenistan molti erano i luoghi d’incontro, dove nei giorni di festa la gente si riuniva per ammirare questi splendidi cavalli sfidarsi sulle svariate distanze.

Questa disciplina è la più naturale possibile per il cavallo, ormai  tramandata negli anni e ora, con la divulgazione delle scommesse, si sta ampliando sempre più.

Nelle regioni dell’ex U.R.S.S., non disponendo di strutture nè tantomeno di una organizzazione come quelle disponibili in Europa o in America, si corre spesso in ippodromi mal messi con terreni aridi e con fondo irregolare senza staccionate; i cavalli arrivano in questi luoghi trasportati su pianali di grossi camion che abitualmente trasportano materiali vari, spesso senza copertura.

Le varie corse vengono disputate in base all’età dei partecipanti, con categorie riservate per i 2, 3 e 4 anni , su distanze che possono variare dai 1000 mt. ai 4000 mt.

Tra i soggetti  più meritevoli ricordiamo:

-         KALTAMAN: linea Fakirpelvan, nato 1963, ha percorso i 1800 mt. in 2.04,8 e i 2000mt. in 2.16,5.

-         POLOTLY: linea Peren, nato 1965, detiene il record dei tre anni sulla distanza di 1600 mt. in 1.44,8 e sui 2800mt. in 3.12,3.

-         GURGEN: linea Kaplan, nato 1969, ha percorso i 1000mt. in 1.06,2 e i 1200mt. in 1.19,5.

( Khydyr e Ilias Amageldyev 1996 )

                        

                              Immagine di Polotly a una premiazione

                       

                                 Immagine di una corsa di galoppo

CONCORSO IPPICO

 L’Akhal-Tekè ha una buona predisposizione per il salto ad ostacoli e, grazie a ciò, è riuscito a conquistarsi posti di rilievo in concorsi nazionali ed internazionali.

 Gli esemplari che maggiormente hanno sviluppato questa dote appartengono alle linee di sangue Arab e Fakirpelvan e sono:

                    -   ARAB, nato1930, è stato più volte vincitore di concorsi ippici           

                       aggiudicandosi il titolo nazionale per ben tre anni, riuscendo nel

    1936 a saltare ben 2,12 mt.                                                              

                    -   PENTELI ,nato nel 1958, è stato uno dei più grandi saltatori di    

    tutta l’U.R.S.S.. Il suo primo grande successo è stato il secondo

    posto nei campionati di massimo livello del 1969 e si è

    riconfermato grande saltatore vincendo la coppa dell’ U.R.S.S. nel

    1970.

 -    POLIGON nel 1961 stabilisce il record di salto in alto superando

      i 2,27 mt. 

-         PEREPEL si distingue nel salto in largo superando gli 8.78 mt.

 

                              

                             Immagine di Penteli impegnato nel salto di un ostacolo

 

DRESSAGE

L’Akhal-Tekè, grazie alla sua andatura elegante e leggiadra, è sempre riuscito a primeggiare in gare a rilievo internazionale di questa disciplina.

Fra tutti i soggetti spicca il nome del leggendario stallone morello Absent, nato nel 1952, medaglia d’oro nel dressage alle Olimpiadi di Roma nel 1960, bronzo a quelle di Tokio nel 1964, montato entrambe le volte dal cavaliere S.Filatov  e che, ben quattro anni dopo, si è riconfermato a livello mondiale vincendo la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Città del Messico montato dal cavaliere I.Kalita.

La popolarità di questo stallone e la riconoscenza da parte della popolazione ha fatto si che alla sua morte, nell’allevamento di Lugovsky nel Kazakistan dove è nato, venisse costruita una apposita tomba con affianco una statua che lo ritrae nei momenti di massima forma.

                             

                                                    Immagine di Absent  

CONCORSO COMPLETO

Anche in questa disciplina questa razza ha saputo ben figurare e molteplici sono stati i risultati a livello professionistico, spiccano fra tutti :

-    PROPELLER medaglia d’argento ai campionati russi di

    completo nel 1976.

-         ERKAN nel 1964 diviene campione russo di completo

 

 

TREKKING

Anche nell’equitazione di campagna, nei trekking e nei lunghi viaggi, la sua affidabilità e le andature comode, sciolte e leggere ne fanno un cavallo davvero ineguagliabile.

Già nel 1935 alcuni cavalli di questa razza riuscirono a portare a termine la mitica traversata Aschabad/Mosca ,un viaggio di 4.400 Km. in 84 giorni passando attraverso il deserto di Kara-Kum e costretti per 360 Km e tre giorni a restare senza acqua.

Tra questi instancabili viaggiatori ricordiamo lo stallone grigio Arab.

Altro grande fondista è stato Tarlan che, negli anni ’40, ha vinto la massacrante maratona di 500 Km. che si svolgeva nelle periferie di Mosca, imponendosi su ben 600 partecipanti.

Questa spiccata caratteristica dell’Akhal-Tekè è stata ampliamente sfruttata dal cavaliere F.Bosch che, gareggiando con i suoi esemplari Belent, Melekusch e ora con lo stallone di linea Geljshikli, Jambasc, si è imposto ai massimi livelli nel campionato tedesc

      

                  Immagine di Melekusch montato dal suo cavaliere F.Bosch

 

 

 

ATTIVITA’ CIRCENSE

Il forte legame che questa razza riesce ad instaurare con il suo padrone e la grande propensione all’apprendimento, affiancate allo splendore dei suoi mantelli, hanno permesso a questi cavalli di giocare un ruolo importante nelle celebratissime esibizioni del circo di Mosca.

Nel 1991 A.Sokolov, massimo esponente dell’arte equestre e più grande addestratore di cavalli nell’ex Unione Sovietica, ha ottenuto il premio “Pista di diamante” con il suo numero di attrazione con ben 18 stalloni dressati.   (Lucia Montanarella 1991)

La presenza dell’Akhal-Tekè in queste attività gli ha consentito di farsi apprezzare e conoscere a livello mondiale.

 

 

                           

                                        Immagine di attività circense        

     L’ AKHAL-TEKE’  OLTRE I PROPRI CONFINI

 

Il popolo russo,da sempre custode geloso della razza Akhal-Tekè, ha morbosamente limitato la diffusione di questi esemplari al di fuori del proprio territorio.

Per gli allevatori esteri è sempre stato difficoltoso entrare in possesso di cavalli di razza Akhal-Tekè, sia per il regime vigente fino a pochi anni fa, sia per la scarsa conoscenza della razza.

Pochi esemplari sono riusciti e, tuttora, riescono, a varcare le frontiere di questi paesi e non poche problematiche hanno segnato il loro diffondersi al di fuori del loro ambito natale.

Risultava difficile, nonostante la passione e la volontà ad impegnarsi, anche economicamente, dei primi cultori della razza, acquistare esemplari di pura razza, soprattutto perché gli allevatori locali erano, e sono, molto reticenti a cedere cavalli di alta genealogia .

Inoltre, la scarsa conoscenza e la mancanza di documentazione delle discendenze Akhal-Tekè, ha permesso il diffondersi di  esemplari meticci, ritenuti erroneamente esemplari di pura razza.

 

 

ITALIA

 I primi cavalli di razza pura giunti in Italia vi sono arrivati perché ritenuti non idonei alla riproduzione o per eventi fortuiti (un circo russo presente in Italia svendette i suoi 16 magnifici cavalli) e solo ai giorni nostri alcuni allevatori italiani, forti di una ricca documentazione raccolta negli anni e di continui viaggi in Russia e Turkmenistan, sono riusciti ad importare riproduttori di buona genealogia.

In Italia si contano circa 50 Akhal-Tekè iscritti negli Stud Book e l’allevamento che annovera tra i suoi esemplari che discendono dalle migliori linee di sangue è l’allevamento “Prati Nuovi “ situato a Travagliato (Brescia)  e con gestione a carattere familiare.

Questo allevamento, anche se di recente costituzione, è riuscito ugualmente a togliersi le sue buone soddisfazioni, l’ultima è quella che ha visto il suo stallone Myzar nato a Stavropol nel febbraio del ’89 e in scuderia a Travagliato da quando aveva due anni, vincere il campionato europeo stalloni 1998.

Myzar appartiene alla linea Gelishikli, il padre è Zergiar, mentre la madre, Medeja, appartiene alla linea Arab.

Molti dei prodotti di Myzar e delle fattrici presenti in allevamento vengono esportati in paesi esteri, tra i quali Francia, Germania, Svezia, America e Australia dove assai maggiore che in Italia è la conoscenza e l’amore per questa razza.

L’allevamento “Prati Nuovi” è riferimento nazionale della razza Akhal-Tekè.

Le discipline sportive che vedono l’Akhal-Tekè protagonista in Italia sono dressage, salto ostacoli, completo e trekking mentre a livello amatoriale viene impegnato per la caccia alla volpe e equitazione di campagna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                            

                                                    Immagine di Myzar

ALTRI PAESI EUROPEI

La nazione europea che maggiormente vanta diffusione, cultura e utilizzo sportivo dell’Akhal-Tekè è la Germania, dove si contano ben 200 soggetti di pura razza .

Segue la Francia con una consistenza che sia aggira attorno ai 60 capi di pura razza.

Si sta incrementando la presenza sia in Svizzera che in Svezia dove stanno nascendo piccoli allevamenti.

Una scarsa presenza è rilevata in Belgio, Lussemburgo e in Inghilterra che contano complessivamente circa 20 capi.                                       (Tatiana Rijabova 1999)

 

AMERICA E AUSTRALIA

Anche in questi due grandi e lontani stati che vantano culture equestri di grande rilievo esistono alcuni appassionati che, con sacrifici non indifferenti sono riusciti ad avere alcuni cavalli Akhal-Tekè.

Nell’America del nord si registra una popolazione di 100 capi ed in Australia di 4 capi. (Tatiana Rijabova 1999)

La consistente presenza in America è stata favorita da quando Tito Pontecorvo, allevatore russo di Dubna, nel 1999 si è trasferito nel Texas, esportando numerosi soggetti.

Lo stallone Astrakhan, nato nel 1999, linea Gelishikli, secondo le ultime valutazioni, è risultato essere uno dei migliori esemplari presenti in America.

  CONCLUSIONI

Pur riconoscendo alla razza Akhal-Tekè tutti i suoi pregi e le ottime attitudini che riesce ad esprimere, dobbiamo constatare che non viene ancora apprezzata nel modo in cui meriterebbe dagli addetti ai lavori.

Sono diverse le cause che la rendono poco conosciuta, alcune già evidenziate nelle pagine precedenti altre le prenderemo in considerazione ora:

-         Sbagliata politica ed eccessiva protezione da parte del proprio popolo, che lo ha sempre considerato come un tesoro nazionale e quindi difeso come tale.

-         Utilizzo della razza per incroci miglioratori che, pur dando ottimi risultati, porta alla scomparsa delle sue caratteristiche tipiche.

-         Difficoltà burocratiche e spese eccessive da parte degli appassionati che cercano di importare soggetti di pregio.

-         I pochi, anche se importanti risultati sportivi ottenuti a livello internazionale.

-         La scarsa riconoscenza che gli viene attribuita da parte degli enti competenti, sia in Europa che in Italia, non solo nei confronti di questa razza ma verso tutte quelle provenienti dai paesi dell’Est.

                     Oggi grazie alla volontà di qualche appassionato, che caparbiamente è riuscito ad importare qualche cavallo di alta genealogia e, non da ultimo alla politica di apertura del Turkmenistan, l’Akhal-Tekè sta riuscendo ad essere apprezzato anche lontano dalle regioni dell’ex Unione Sovietica.

                   Dal canto mio ritengo che questa razza abbia alcune particolarità tali da renderla unica nel panorama equestre mondiale e che questa unicità si evidenzi nei seguenti pregi:

-         Il grande legame e la fedeltà verso il padrone.

-         Lo spirito del combattente che gli deriva dai suoi avi  e che gli permette di affrontare con sicurezza ogni difficoltà.

-         Il caratteristico modo di appoggiare gli zoccoli al terreno con estrema dolcezza e attenzione gli permettono di evitare traumi a livello articolare e tendineo.

-         Il fisico asciutto, la pelle sottile e le lunghe e ben sviluppate masse muscolari lo rendono leggero e allo stesso tempo potente permettendogli di avere un ottimo rapporto peso-potenza.

Molti sono gli sforzi che bisogna ancora fare per far conoscere  l’esistenza e le doti dell’Akhal-Tekè, ciò può avvenire solo riuscendo a ritagliarsi momenti di gloria sui diversi campi sportivi, facendosi  ammirare e apprezzare anche dai meno informati.

                      Ritengo personalmente che possa esprimersi con buoni risultati in tutte le discipline sportive, ma visto l’eleganza dei suoi movimenti, la leggerezza del suo galoppo e la facilità con cui riesce a percorrere le medie e le lunghe distanze, il meglio di se lo possa dare sui campi del concorso completo.

L'INTERA TESI E' DI PROPRIETA'DI  GHEDI GIOVANNI OGNI RIPRODUZIONE ANCHE SE PARZIALE DEVE ESSERE AUTORIZZATA DALL' AUTORE.

                           

                                 BIBLIOGRAFIA

 

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-         M. Bongianni, Cavalli Le razze di tutto il mondo. 1997

-          M. Bongianni e C. Mori, Il cavallo. 1985

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-         G. Martinelli, Razze cavalli russe, Cavalli e Cavalieri vol. III°. 1982 

-         T. Rijabova, III° Stud Book 1941, IV° Stud Book 1952, V° Stud Book 1975, VI° Stud Book 1981, VII° Stud Book 1988, VIII° Stud Book 1989, IX° Stud Book 1993

-         T. Rijabova, Aggiornamenti IX° Stud Book. 1998/99

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Articoli e riviste

 

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-         G. Martinelli, I cavalli della Perestroyka; Cavallo Magazine, anno V, n°58, pag. 59-60, 1990.

-         L. Montanarella, L’Akhal-Tekè; Tutto equitazione, anno I, n° 12, pag. 13-14, 1991.

-         G. Passigatti, Achal Tekkiner; Achal Tekkiner Edelpferde, anno II, n° 4, pag. 23-26, 1999.

-         R. Radice, Il levriero della steppa; Cavallo Magazine, anno XII n° 128, pag. 84-88, 1997.

-         A. Soccini, Una razza rara: l’Akhal-Tekè; L’Agricoltore Bresciano, anno XLIII, n° 15, pag. 9, 1995.

-         K. Tillisch, Achal Tekkiner; Pferde, anno II, n° 5, pag. 31-38, 1999.

 

 

 

                                                                                                       

                                            

 

 

 

       

    

 

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