Tutto l'impeto guerriero si dipingeva in poche righe all'ombra di un ciliegio in fiore, dai petali che cadevano sui capelli della bella Elyon sui primi bagliori di Atharon, nell'ondeggiare del fresco vento mattutino dove si perdevano i ricordi sfumati e dolci in un susseguirsi di immagini che ella voleva fissare nelle proprie memorie per l'eternita'.

"Scrivo, e spero che questo diario possa leggerlo chiunque abbia desiderato la mia morte, per mostrargli la mia ferocia ed allo stesso tempo il coraggio di aver affrontato da sola le insidie del regno di Serenia, di essermi messa contro la legge e contro l'amore per sfidare chiunque mi si prostrasse davanti. Chiunque legga questa memoria tragga esempio dai miei insiegnamenti, potrebbero salvargli la vita!

Mio padre fu ucciso da uno di loro, sporchi assassini! Un furfante da quattro soldi credette di essere un rivoluzionario e di poter riformare l'intero regno, quando si trovo' faccia a faccia con le guardie di Lady Serenia la spavalderia gli venne meno; cosi' fece il nome di mio padre in un contesto di cospirazione. L'indomani fu messo alla gogna ed io ero ĺ,non una lacrima, non un gesto di dolore, me ne stetti in silenzio col cappuccio levato mentre sentivo la sua vita scivolare via. La sentivo nel mio cuore, nella mia anima, nella piazza che gridava eccitata, quelle urla risuonano in un eco indistinto ancora nelle mie orecchie, provai odio, rabbia mentre stringevo nella mia mano il suo fazzoletto giurando una vendetta legittima e sanguinosa, avesse dovuto costarmi la vita, e cosi' fu.

L'ombra attendeva i miei passi, la nebbia della citta' aveva oramai avvolto il mio spirito, il male aveva preso il mio essere, se mai fossi caduta mi sarei risollevata, la giustizia e' una cosa troppo nobile perche' sia fatta da un re o da una regina, quando occorre dobbiamo vagare nell'oscurita' e colpire alle spalle, no amici miei non pensate che sia da codardi, imparerete ben presto che spesso e' l'unica via per far capire chi siamo veramente.

Per prima cosa servivano armi, mezzi veloci e vestiti che mi rendessero irriconoscibile, questa fu la mia prima pianificazione della mia futura dedizione all'oscurita'.

Scrutai per giorno i passanti ed imparai a distinguere i poveri dai ricchi, gli scaltri dai fessi, e coloro che usavano tutta la loro destrezza nella spada e quelli che la tenevano per incutere terrore.

Essendo disarmata questi ultimi furono il mio bersaglio.

Assalii un uomo vestito da cavaliere che, come presumevo, cadde sotto il mio pugnale, naturalmente lo attaccai da dietro con un colpo secco alla gola, salii a cavallo reggendo il cadavere del malcapitato davanti a me per non dare nell'occhio gli misi addosso il mio mantello cosicche' sembrassimo due sposini a cavallo!

Appena fuori dalle mura lo spogliai di ogni suo avere, dell'armatura leggera, della spada lunga, dello scudo, e del cavallo, gettai il corpo nelle fogne,cosi' inizia la mia avventura.

 

Tutto cio' di cui avevo bisogno si trovava nell'oscurita', nell'animo perverso di una donna delusa da una vita cruda e arida tanto da sembrarle avversa,iniziai a vivere senza remore senza pieta' senza indugiare nello sfoderare la spada, perdere la vita non mi spaventava.,non ho mai creduto che essa valesse qualcosa per se stessi,ma solo per le persone che ami ed in quel momento nessuno provava un qualche sentimento per me.

Vivere di giorno in giorno, fiumi di sangue non mi impressionavano, furti agli innocenti? Neppure!

La corte aveva ordinato stato di allerta in quel periodo, circolavano voci di brigantaggio, bene, le alte sfere si stavano muovendo!

Non mi resi pero' conto di un errore che commisi anzitempo, quando ancora riuscivo a percepire sentimenti pietosi nei confronti delle mie vittime: ancora inesperta assalii un ragazzino che indifeso portava un tozzo di pane e quattro patate a casa, lo derubai malamente ma quando i miei occhi incrociarono i suoi e lo fissai nel suo terrore febbrile la mia mano lascio' la presa lo supplicai di fuggire prima che cambiassi idea.

Non riuscii a trafiggerlo, quella carne innocente non meritava la morte riuscivo ancora a intravedere una giustizia sbiadita nella mia anima, pagai molto caro il mio errore! Il ragazzino preso da una paura che rendeva cieca la sua ragione ne parlo' ai paladini della giustizia ed avendomi visto nel viso dipinse un ritratto fedele alla mia immagine. C'era una taglia sulla mia testa ma la cosa non tangeva il mio essere selvaggio e malvagio; neanche il piu' abile arcere di Lady Serenia avrebbe potuto sfiorarmi!

 

Le ombre si susseguivano alle mie spalle, ed io seguitavo a schivarle. Notai che la caccia si faceva sempre piu' intensa e che sempre lo stesso guerriero mi stava alle calcagna, seguiva in una calma impetuosa scrutava i miei movimenti, scattava come un felino dopo un lungo agguato ma la mia agilita' superava le sue mosse furtive. Un giorno,i miei occhi incontrarono i suoi e fu la quiete......Ci scrutammo con fare rabbioso lungo le rive del Loral,chiarore pallido di una luna morente subito sguaino' la spada scintillante ed io non stetti certo ferma a guardare. Fu la prima volta che mi trovai a fissare gli occhi di un assassino assetato di sangue quanto me. La mia astuzia fu piu' forte della forza ed in mezzo alla nebbia notturna mi dileguai nel nulla senza fare rumore.

Cosi' accadde molte volte, io continuai a dissolvermi nelle foschie lui continuo' a cavalcare alla ricerca del profumo della mia pelle.

Una strana sensazione fermo' il mio impeto una sera, immagini veloci che passarono nella mia mente, la pioggia cadeva sui miei capelli, fradicia passeggiavo in mezzo al bosco nei dintorni del lago il salice leggero sembrava cullare le lacrime del cielo e percepii dei pensieri che sembravano non appartenermi, vidi la mia immagine con occhi diversi dai miei, come in un sogno correre verso qualcosa o qualcuno. Non intesi bene chi fosse poi mi risvegliai: scrutai il mio volto nello specchio d'acqua finche' non vidi in esso avvicinarsi una figura dagli alberi mi voltai e fu come se avessi avuto un'allucinazione, magari un gioco di luci e ombre della foresta...sentivo il mio nemico voleva possedermi, avere il pieno controllo di me tra le sue dita, sentii la sua passione palpitare nel mio petto.cercava il mio corpo, il mio cuore,o quel che e' peggio: entrambi?

Decisi che quel posto meraviglioso meritava di abbracciare Morpheo cosi' mi distesi sull'erba umida e fresca e gustai l'odore della natura dopo la pioggia i miei occhi si chiusero mentre ammiravo la lucentezza delle stelle in una notte senza luna.

Ma quando mi destai non mi trovai ai piedi del salice,bensi

in una dimensione oscura,ma strana collina una strana collina dall'aria deserta ignota alla mia conoscienza.

Apilide... ma si certo! qualcuno doveva avermi stordito con dell'essenza di Apilide non vi era altra spiegazione,indossavo solo una tunica e i miei sandali...le mie armi giacevano vicino a un debole fuoco,poi intravidi una figura maschile nel buio...ma certo mi torno' alla mente il cacciatore di taglie.Vilmand,e il sogno ad occhi aperti,che ci facevo li'?

Ancora in un lieve torpore gli rivolsi poche parole -Rivoglio le mie armi codardo, non vorrai mica affrontarmi nuda,saresti un villano!-

Ricordo ancora le sue parole che furono -Io non voglio affrontarti, ne' con le armi, ne' con altro che non sia la mia voce.adesso siediti al fuoco...

la regina mi ha ordinato di ucciderti,ma non posso sei una donna, forse ho sbagliato mestiere, se fossi un vero cacciatore di taglie non arresterei la mia spada di fronte a nessuno non sono un buon mercenario, vado contro il volere della mia sovrana perche' desidero salvarti la vita,e-mi prese la mano, in quel momento rabbrividii- concedimi di poter affondare le mie labbra tra i tuoi capelli e di stringerti a me per l'eternita',altro non voglio che il tuo amore, ora che tutto e' un rischio, che anch'io sono dalla parte oscura degli dei, oh ti prego.- forse avrebbe aggiunto altre parole ma mi allontanai repentimanete gridandogli istericamente di non toccarmi mai piu'.

Le lacrime gli rigarono il volto da entrmbi i lati e tremante come se fosse stato ferito da un pugnale avvelenato si diresse verso una sorgente di acqua limpida e azzurra quasi dall'aura magica. Il dolore gli straziava lo spirito e le grida furono piu' forti nel mio petto che nell'eco corposo della collina.

Rimasi interdetta mi mancarono le parole e il fiato, mentre mi chiedevo il perche' di tanta disperazione, infondo ero solo una sconosciuta.Dall'acqua zampillante usć una figura eterea dai lineamenti dolci ed allo stesso tempo spettrali, ne avevo viste solo nelle illustrazioni dei libri di mio padre e credetti di avere una visione, la ninfa parlo' con una voce acuta e grave all'unisono....parole che non compresi ma che Vilmandmi rivelo' in seguito: -Porrai fine alla tua sofferenza con un semplice gesto, io sono la guardiana della sorgente questo posto e' incantato, qui non esistono le fiamme dell'inferno, bagna le tue dita in quest'acqua e scorreranno via con lei....persempre..-

Cosi' fece e piano piano le acque diventarono di un blu funereo, poi grigiastre ed infine......il nero invase la sorgente...non credetti a cio' che i miei occhi mostravano e corsi finche' il fiato me lo consenti' il piu' lontano possibile da quell'orribile vista.

Davanti a me si apriva il bosco sconfinato nella penombra dei pensieri fugaci nella mia mente immagini indistinte di fierezza guerriera e amore femmineo si sovrapponevano, si squarciavano e ricomponevano in una sequenza non dettata dalla ragione fermai i miei passi veloci per pensare a cio' che stessi facendo,infondo quell'essere quasi immacolato non mi avrebbe mai potuto fare del male,ripensai a quanto la mia anima avesse vagato nella solitudine di un mondo fittizio e cosi' mi accinsi a voltarmi per correre in contro a colui che avrei amato persempre.

Pronunciai parole che fino a quel momento non avrei mai creduto neanche di saper dire, ne ebbi la consapevolezza. -Vilmand credo che cosi' come il nostro odio ci mise contro adesso l'amore che proviamo l'uno per l'altra potra' unirci fino alla morte.- Le nostre labbra si sfiorarono, i nostri spiriti  si fusero in una notte rischiarata da una moltitudine di stelle che avrebbero illuminato il cammino di due fuorilegge per anni."

 

 

 

 

 

 

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