Associazione Verdi Ambiente e Società

 Circolo Chianti fiorentino

Lettera circolare - n.3 / 2002

www.geocities.com/vas_chianti

 


 

 

 

“DIRITTI AL MARE, DIRITTI DEL MARE”

Al via la dodicesima edizione

Attivo il numero Verde 800.866158

 

Prende il via la settima edizione della Campagna "Diritti al mare, diritti del mare 2002", promossa dall'associazione Verdi Ambiente e Società in collaborazione con l'associazione per disabili NADD Europe. Anche quest'anno la campagna, patrocinata dal Ministero dell'Ambiente, si avvarrà del sostegno della Castalia Ecolmar.
Come nel passato questa edizione vedrà l'attivazione del numero verde messo a disposizione dall'associazione VAS, 800.866158, per consentire ai cittadini, durante tutto il periodo estivo, di segnalare qualsiasi disservizio, sopruso, casi di inquinamento e di violazione delle norme vigenti, che avvengono sul litorale del nostro paese. Le segnalazioni potranno arrivare anche attraverso il sito internet:www.vasonline.it

Le segnalazioni potranno riguardare:

casi di inquinamento della spiaggia e del mare;

preclusione di accessi al mare;

ingombro della battigia non soggetta a concessione, che quindi deve rimanere libera ed accessibile a tutti;

mancanza di accessi e strutture per disabili;

incuria dei varchi tra gli stabilimenti (la pulizia è a carico del concessionario della spiaggia);

tariffe improprie o obblighi di comprare "pacchetti" comprendenti servizi non richiesti oltre all'ingresso (sdraio, ombrelloni, cabine in abbonamento stagionale, ecc.);

natanti a motore troppo vicini alla spiaggia;

casi di abusivismo.

Le segnalazioni saranno inoltrate alle Capitanerie di Porto e agli altri organi competenti. Nel 2001 sono arrivate circa 1000 segnalazioni al numero verde, con il Lazio, la Calabria e la Campania che detenevano la "maglia nera" con il numero più alto di segnalazioni. Molti dei casi sollevati, grazie soprattutto al pronto intervento della Guardia Costiera, hanno trovato una soluzione.
L'iniziativa, come dimostra il successo in tutti questi anni, ha anche lo scopo di sensibilizzare verso la tutela dell'ambiente marino, e la difesa del diritto ad usufruire di un litorale non ingabbiato.
Saranno programmati interventi, insieme all'associazione NADD Europe, di pulizia dei fondali e presenteremo al termine della campagna il dossier con tutte le segnalazioni e i casi risolti.



Il Coordinatore Nazionale della Campagna
Stefano Zuppello
http://www.vasonline.it   [email protected]           
 
 
 

REGOLAMENTO EDILIZIO di BAGNO A RIPOLI:

VAS E ITALIA NOSTRA SCRIVONO ALLA REGIONE

 

 

All'Assessore all'Urbanistica

Riccardo Conti

 

Al Responsabile dell'Area Pianificazione del Territorio

Dipartimento Politiche Territoriali e Ambientali

Pier Luigi Giovannini

 

Regione Toscana

Via di Novoli 26

50127 FIRENZE

 

Oggetto: richiesta parere su conformità del Regolamento Edilizio del Comune di Bagno a Ripoli alla Legge Regionale 5/95 ai sensi della circolare interpretativa n.7/95 della Giunta Regionale.

 

 

Le Associazioni scriventi intendono porre alla Vostra attenzione una questione che riguarda il Regolamento Edilizio (R.E.) del Comune di Bagno a Ripoli per quanto attiene la sua conformità alle disposizioni di cui alla Decisione della Giunta Regionale 19 giugno 1995, n.7, inerente la Legge Regionale 5/95 (pubblicata sul BURT n.44 del 5/7/1995).

Il R.E. del Comune di Bagno a Ripoli, all'art. 56, definisce le misure massime e minime di un vano per quanto riguarda le nuove edificazioni, stabilendo tra l'altro (nozione che non ci sembra avere pari in alcun altro R.E.) che una stanza di superficie inferiore a 12 mq (che è un vano a tutti gli effetti, per esempio secondo le normative igieniche nazionali) deve essere conteggiata come mezzo vano.

Tale contenuto normativo del R.E. comunale non pare conforme al contenuto della Decisione della Giunta Regionale n.7/95, laddove essa espressamente prescrive che il regolamento edilizio "si limita a disciplinare esclusivamente gli aspetti generali che riguardano le materie di cui all'art.33 della L.1150/42 con l'esclusione di tutte quelle norme che abbiano carattere urbanistico o pianificatorio e siano dunque riferite a parti specifiche del territorio"

Proprio il fatto che le prescrizioni inerenti la definizione di vano contenute nell'art 56. del R.E. si applicano solo agli interventi di nuova edificazione previsti dal Piano strutturale, ma non all'edificato esistente, fa assumere al succitato articolo del R.E. quel "carattere urbanistico o pianificatorio" e "riferito a parti specifiche di territorio"  che invece la Decisione della Giunta Regionale ha inteso espressamente escludere.

Il carattere pianificatorio di questa norma del R.E. è ancor meglio compreso se si tiene presente che le dimensioni delle nuove edificazioni contenute del Piano Strutturale e nel Regolamento Urbanistico sono quantificate esclusivamente in vani. Il R.E. si sostituisce quindi agli strumenti urbanistici legittimi ai fini del dimensionamento delle nuove costruzioni.

Siamo pertanto a chiedere una Vostra autorevole interpretazione a riguardo della questione sopraesposta e a tal fine alleghiamo gli artt. del R.E. che contengono quelle normative che, a nostro giudizio, appaiono in contrasto con quanto da codesto Ente indicato e precisato poco dopo l'entrata in vigore della Legge 5/95.

 
 
 

 

SALI A BORDO !

Aderisci e sostieni VAS.

 

Le quote di adesione per il 2002 sono:

* 15 Euro - Socio ordinario

* 10 Euro - socio studente o disoccupato

* 26 Euro - tessera socio ordinario + Abbonamento annuale a sei numeri della rivista "Verde Ambiente" (scontata per i soci)

 
 
 
RIUSCITA PRESENZA DI VAS
a RUOTATI ed APRE 2002
 
Un grazie agli associati a VAS che, dando la disponibilità di qualche ora del proprio tempo libero, hanno consentito la presenza dell'associazione VAS alle manifestazioni "Ruotati" (sui veicoli alternatici) e APRE (sulla bio-casa e risparmio energetico) che si è tenuta a Firenze dal 31 maggio al 2 giugno (a Villa Strozzi - La Limonaia).
Durante il fine settimana associati dei circoli VAS di Firenze e del Chianti fiorentino si sono alternati
alla nostra postazione che era incentrata sulla campagna "MANGIASANO".
Una riuscita presenza che ha permesso di far conoscere l'associazione, le nostre campagne ed iniziative (distribuito materiale informativo, raccolti un po' di contributi, presi alcuni contatti ...).
Una esperienza che potrà essere ripetuta in altre occasioni, con una crescente disponibilità dei nostro soci. 
 
 

SOS AMBIENTE:

l'eco-sportello al servizio dei cittadini

 

Per segnalazioni su problemi ambientali

'eco-sportello "S.O.S. AMBIENTE" di VAS : Casella Postale 94 - 50012 Bagno a Ripoli (FI) oppure [email protected]
 
 

Elettrodotto a 380 kV S.Barbara-Tavarnuzze-Casellina

e relativi interventi di carattere ambientale –

Osservazioni  inerenti lo studio di impatto ambientale

 

Campi elettrici e magnetici (analisi, sintesi valutativa e valutazione impatti significatici)

 
La "Sintesi Non Tecnica" (SNT) dello Studio di Impatto Ambientale contiene la descrizione dei metodi di valutazione e i risultati essenziali relativi all'impatto dei campi elettrico e magnetico generati dagli elettrodotti in progetto. Dato che si tratta, a quanto ci è dato capire, del principale documento rivolto al pubblico che intende fare osservazioni, sarebbe innanzitutto auspicabile che la SNT contenesse qualche dato in più, per una migliore comprensione dello studio. 
In particolare, giudicheremmo utile fossero incluse:
-                        le mappe con le curve isocampo magnetico a cui si fa riferimento, per una facile, anche se sommaria, localizzazione delle zone corrispondenti ai vari livelli di campo calcolato; 
-                        - una tabella che descriva le dimensioni delle zone suddette, analoga a quella riportata nel paragrafo 6.5, riferita alla situazione cosiddetta "realistica", per un confronto quantitativo tra le due situazioni e per una migliore interpretazione dei relativi dati di impatto riportati nel paragrafo 8.2.5

 

Sul contenuto della S.N.T. possono comunque essere fatte alcune osservazioni. 
 
      Innanzitutto, lascia alquanto perplessi il fatto che la valutazione dell'impatto sia espressa in termini di non meglio specificati "siti
      sensibili" (par 5.7) o "siti abitati" (par. 8.2.5).
     Quest'impostazione ci pare compromettere significativamente la validità dello studio. Perché gli effetti possano essere valutati e confrontati con situazioni diverse, occorre riportare il numero degli abitanti o dei frequentatori abituali, magari stimati con metodologie comuni a studi simili, e non il numero di "siti".

 

·                                   In secondo luogo, non si può non tener conto della reale ubicazione della popolazione esposta nel caso di edifici a più piani. Così come si è tenuto conto "dell'effettiva conformazione orografica del territorio" (par. 5.7), occorre, a nostro parere, valutare eventuali variazioni delle curve isocampo in prossimità di edifici di altezza superiore ad un piano.
     Per analogia si richiama il contenuto del regolamento regionale n.9 del 20 dicembre 2000 di attuazione della L.R. 51/99 in materia di linee ed impianti elettrici, il quale prevede che la misura in ambienti interni deve essere effettuata a 1,5 m di altezza dal pavimento (e quindi, ad esempio,  nel caso di stanze al primo piano la misurazione sarà mediamente a circa 4,5 da terra (3 m del sottostante piano terra + 1,5 m  dal pavimento del primo piano). Si rileva invece che nella relazione è dichiarato che i valori di campo magnetico, e quindi siti correlati, si intendono riferiti ad una altezza costante di 1 m da terra (in pratica 1 m dal piano di campagna).
     
    Infine, la valutazione dell'esposizione non dovrebbe essere limitata ai soli "edifici" ma prendere in considerazione anche i aree in cui vi sia abituale permanenza di persone (come ad esempio cortili, pertinenze di edifici, giardini pubblici o privati, ecc , in quanto tali aree sono indubbiamente luoghi destinati a permanenza di persone, e in particolare popolazione infantile).

     Peraltro è anche nel contenuto del vigente Il DPCM 23.4..92 (pur relativo attualmente ai soli “effetti a breve termine” e non a quelli “a lungo termine” della esposizione ai CEM) che la misurazione dei livelli di esposizione sia relativa ad “aree o ambienti in cui si possa ragionevolmente attendere che individui della popolazione trascorrano una parte significativa della giornata”.

 
Si ricorda infine come in merito alle ipotesi di rischio di effetti a lungo termine dovuti alla esposizione dei c.e.m., da molti anni sono stati avanzati fondati sospetti su una associazione tra esposizioni a livelli di campo magnetico di gran lunga inferiori a limiti fissati dalla vigente normativa. Alcuni studi più recenti condotti in vari paesi  basati su indagini epidemiologiche  hanno evidenziato lassociazione tra esposizione a campi elettromagnetici al di sopra di una soglia dellordine di 0,2 microTesla e linsorgenza di alcune forme di neoplasie.
 

Sullo stesso argomento preme ricordare anche documenti emanati o elaborati da Organismi o amministrazioni dello Stato:

 

- Il Documento ISPEL - Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro del 1997 (di proposta per documento congiunto con ISS - Istituto Superiore Sanità), sulla problematica della protezione dei lavoratori e della popolazione dalla esposizione ai campi elettrici (per la frequenza in questione), ha indicato il seguente valore indice  per il conseguimento dell’obiettivo di qualità in 0,5 – 0,6 microTesla come massimo livello di esposizione da consentire nelle aree destinate all’infanzia, alle strutture sanitarie e nelle aree residenziali a seguito della costruzione di nuovi elettrodotti.

 

- Circolare del Ministero dell'Ambiente 3 agosto 1999 che chiede alle aziende elettriche i piani di risanamento per portare a 0,2 microTesla l'inquinamento elettromagnetico in prossimità di spazi dedicati all’infanzia: “si ritiene che le aziende esercenti linee elettriche ad alta tensione debbano presentare, con la massima urgenza, i progetti di risanamento delle tratte di elettrodotti situate in prossimità di spazi dedicati all’infanzia finalizzati al raggiungimento di valori di induzione magnetica non superiori a 0,2 microT ; tali progetti dovranno riguardare anche le tratte eventualmente gli risanate ai sensi dell’art. 4 del DPCM deI 23 aprile 1992. Nello stesso tempo, le regioni sono invitate a censire, e a comunicare a questo Servizio, le tratte interessate nei territori di competenza”. 

 

Minimizzazione degli impatti ed alternative di progetto

 

Al fine di minimizzare gli impatti  lo studio propone di intervenire indicando alcune alternative, quali  varianti di percorso, diverse tipologie di sostegno, o interramenti (quest’ultimo limitatamente ad alcuni tratti di linee a 132 kV).

 

Se la rimozione delle linee a 220 kV costituisce un elemento positivo sotto l’aspetto paesaggistico nei territori interessati dalle linee in dismissione, la loro sostituzione con realizzazione della nuova line a 380 kV,  con tralicci di maggiore altezza  ed ingombro, rappresenta nelle superfici interessate dalla realizzazione un innegabile aggravio sul territorio.

Considerato il livello di pregio paesaggistico ed ambientale in cui la nuova opera andrà ad inserirsi, appare necessario che tra le possibili alternative di progetto venga presa in esame e valutata anche quella di un interramento del tracciato della linea a 380 kV e di quelle correlate al progetto.

 

Il DPCM 377 del 10/81988, ed il DPR 27/4/92, in  materia di “regolamentazione delle pronunce di compatibilità ambientale”, ed alle norme tecniche per la redazione degli studi di impatto ambientale,  richiedono che tale studio comprenda anche di motivare la soluzione progettuale alla luce delle principali alternative prese in esame, che oltre a varianti di corridoio o di tracciato debbono a nostro avviso comprendere anche alternative tecnologiche

A tal proposito la ricerca nel campo di nuove tecnologie potrebbe consentire di superare i limiti delle tradizionali linee aeree ed in cavo: gli “elettrodotti blindati” (EBLI, o GIL, Gas-Insalated Trasmission Lines nella letteratura inglese) possono rappresentare una delle opportunità tecniche da prendere in esame a tal fine.

 

Alcune recenti valutazioni comparative tra questa tecnologia ed linee aeree equivalenti hanno evidenziato che “la istintiva riluttanza verso la tecnologia degli EBLI basata soprattutto sulla prima forte impressione prodotta dagli elevati costi di investimento non trova conferma razionale dopo che si sia adeguatamente considerato l’impatto delle differenti valorizzazioni delle perdite elettriche e dei possibili oneri sul territorio” (“Impatto delle nuove tecnologie di elettrodotti blindati sul territorio e sull’economia” – R.Benato, L.Fellin, A.Lorenzoni, A.Paolucci – Dipartimento Ingegneria elettrica Università di Padova -  memoria presentata alla giornata di studio “Elettrodotti e territorio”, Padova 22 novembre 2000).

 

E’ appena il caso di sottolineare che laddove una simile alternativa risultasse fattibile, e realizzabile nel contesto ambientale interessato attraverso un attento piano di inserimento paesaggistico, la cosa potrebbe risultare positiva anche al fine della riduzione della esposizione ai campi elettrici e magnetici per quei siti che invece risultino problematici con l’attuale progetto di linee aeree.

 

Direttiva Comunitaria “Habitat” e norme attuative nazionali a tutela della fauna e flora di interesse comunitario.

 

Nello schema riassuntivo  dei principali impatti per componente di attività (a pag.77 della sintesi non tecnica) sono indicati, tra l’altro, quali impatti previsti:

 

-          Alterazione o perdita parziale di tipologie vegetazionali di interesse consevazionistico alcune delle quali di particolare valore

(garighe su ofioliti; cerrete).

-          alterazioni o perdita di stazioni floricole di interesse tassonomico o fitogeografico (ad es Alyssum bertolonii, Euphorbia

nicaeensiss ssp prostrata, Thimus acicularis var. ophioliticus, Malus fiorentina, ecc.. .

Per alcune emergenze faunistiche a distribuzione localizzata quale raganella italiaca (Hyla intermedia) e salamandrina dagli occhiali (Salamandrina tredigitata) è possibile anche che si verifichi una perdita totale di specie nei siti interessati.

 

Si osserva in proposito come la cosa non risulti conforme ai contenuti della Direttiva Comunitaria “Habitat” e norme attuative nazionali a tutela della fauna e flora di interesse comunitario.

 

La Comunità Europea ha emanato la Direttiva 92/43/CEE “Habitat” relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e fauna selvatica, ai fini della salvaguardia della biodiversità.

Con Decreto del Presidente della Repubblica n.357 del 8.9.1997 è stato emanato il Regolamento di attuazione della Direttiva 92/43/CEE per l’Italia.

 

In merito all’impatto previsto dalla realizzazione dell’opera, si fa presente che il DPR 357/97 all’allegato d) include la Salamandrina terdigitata tra le “specie animali di interesse comunitario che richiedono protezione rigorosa”.

All’art.8 stabilisce che “per le specie animali inserite nell’allegato d) è fatto divieto:

-          catturare o uccidere esemplari di tali specie nell’ambiente naturale.

-     perturbare tali specie, in particolare durante le fasi del ciclo riproduttivo o durante l’ibernamento, lo svernamento o la migrazione.

-     distruggere o raccogliere le uova e i nidi nell’ambiente naturale.

-     danneggiare o distruggere i siti di riproduzione e le aree di sosta”.

 

In particolare si segnala quale sito conosciuto della Salamandrina terdigitata, nel territorio di Impruneta (FI) la valletta alle pendici della collina di S.Giusto fino alla Via Ponte a Iozzi (sul lato destro della autostrada A1, in direzione Roma).

Tale sito era già stato segnalato da questa associazione in occasione della progettazione del previsto ampliamento autostradale (“terza corsia”), coinvolgendo anche gli Organismi comunitari, con il conseguente spostamento dei cantieri che avrebbero comportato la “distruzione dell’habitat”.

Analoga attenzione dovrà essere posta per tutti i siti interessati dal progetto in cui siano presenti habitat, flora e fauna tutelati dalla Direttiva “Habitat”.

 

 

 

 

Associazione Verdi Ambiente e Società

Circolo Chianti fiorentino

Casella Postale 94,  50012 - Bagno a Ripoli FI

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Lettera circolare destinata ai soci

Chiusura testi, 15 luglio 2002

 

            

 

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