Associazione Verdi Ambiente e Società Circolo Chianti fiorentino
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PREVENIAMO
GLI INCENDI
Al
via la dodicesima edizione
Attivo
il numero Verde 800.866158
Anche quest’anno l’associazione VAS - Verdi Ambiente e Società promuove la Campagna nazionale “Preveniamo gli incendi”, iniziativa che ha sempre avuto il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole.
Arrivata al dodicesimo anno, questa Campagna mette a disposizione dei cittadini il numero verde 800.866158 cui poter segnalare tutti i casi di inosservanza alle leggi esistenti in materia di prevenzione degli incendi boschivi. Discariche abusive, terreni incolti, cigli stradali e scarpate ferroviarie non ripulite e qualunque altra situazione che può essere causa di un principio diincendio con l’approssimarsi della stagione estiva,
potranno essere segnalati al nostro numero verde, attivo 24 ore su 24 con segreteria telefonica, fino a tutto il mese di luglio. I dati degli incendi forniti dal Corpo Forestale indicano in 71.232 ettari la superficie totale percorsa dal fuoco nel corso di tutto il 2001. Un dato minore dello sciagurato 2000 in cui ben 114.608 erano stati gli ettari distrutti dagli incendi, ma in ogni caso resta un dato preoccupante. Quest’anno “Preveniamo gli incendi” avrà non solo l’obiettivo di far ripulire per tempo le aree a rischio, ma, visto che nel novembre del 2000 il Parlamento ha approvato la nuova “legge quadro in materia di incendi boschivi” e nel dicembre del 2001 il Governo ha finalmente emanato le “linee guida” previste dalla legge, è intenzione di VAS verificare che queste nuove norme siano state recepite da tutte le Regioni nei “Piani regionali per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi”.
Ricordiamo come sia la legge sia le linee guida danno grande importanza alla prevenzione come strumento decisivo per la lotta agli incendi, così come da sempre le associazioni ambientaliste affermano. E’ quindi importante verificare che le regioni si siano mosse per tempo scongiurando così che anche quest’anno sia favorita quella vera “INDUSTRIA DELL’INCENDIO” che c’è dietro al fuoco estivo. Miliardi spesi per il volo dei Canadair
gestiti da società private, per reclutare operatori stagionali, per fornire materiale utile allo spegnimento, per la futura riforestazione: tanti miliardi spesi sempre in nome dell’“emergenza” per lo spegnimento.
Il successo delle passate edizioni della campagna “preveniamo gli incendi” ci conforta nell’aver verificato di come ci siano tanti cittadini che hanno a cuore le sorti del loro territorio: infatti, le migliaia di segnalazioni giunte al nostro numero verde in questi anni hanno permesso molte volte di evitare la nascita di focolai in zone di pregio ambientale e nei parchi delle città, a ridosso di case e palazzi.
E’ importante ricordare che il nostro numero verde è utile solo per prevenire gli incendi, mentre se si vede un incendio in atto bisogna immediatamente avvisare il Corpo Forestale (tel. 1515) o i Vigili del Fuoco (tel. 115).
Diamo il via alla 12^ edizione della campagna “preveniamo gli incendi” attivando il numero verde 800.866158 e rilanciando con forza lo slogan di questa nostra iniziativa: Prevenire è meglio che spegnere.
Il Coordinatore Nazionale della CampagnaStefano Zuppellohttp://www.vasonline.it[email protected]
Campagna
di adesione 2002:
SALI A
BORDO !
Le quote di adesione per il 2002 sono:
§
15 Euro - Socio ordinario
§
10 Euro - socio studente o disoccupato
§
26 Euro - tessera socio ordinario + Abbonamento annuale a sei numeri della
rivista "Verde Ambiente" (scontata per i soci)
LA “STRADA REGIA ARETINA”:
VAS chiede di intervenire
Provincia di Firenze
All’Assessore alla Viabilità
All’Assessore Assetto Urbanistico
Al Sindaco del
Comune di Bagno a Ripoli
E’ giunta
allo sportello “S.O.S. Ambiente” della Associazione Verdi Ambiente e Società
– Circolo Chianti fiorentino, la segnalazione da parte di cittadini in merito
allo stato della strada Provinciale n.1 “Aretina per S.Donato”, che da Badia a
Ripoli giunge a Bagno a Ripoli e fino ad Osteria Nuova proseguendo verso
S.Donato in Collina e poi nel confinante Comune di Rignano.
Questa
associazione ritiene meritevole di attenzione la segnalazione, che non è
relativa tanto allo stato del manto stradale, quanto alle condizioni in cui
versano i lati della strada, con muri e ciglioni di contenimento dei terreni
confinanti, o spallette e muri che perimetrano il tracciato stradale, che con
il trascorrere degli anni risultano franati o rovinati in diversi punti del
percorso.
Quando ciò è avvenuto è stato provveduto ad
interventi di rimozione dei sassi dei muri che avevano ceduto o che
costituivano pericolo per la circolazione, oppure si sono installati guard-rail
metallici, in sostituzione del muro o della spalletta mancante (come risulta
dalle fotografie che ci sono state inviate e che alleghiamo).
Si tratta
quindi di “soluzioni tampone” non risolutive, e che lasciano aperta la possibilità di ulteriori occasioni di
degrado, dando al tempo stesso un aspetto di decadenza a quella che, pure, fino
al 1865 era ancora la antica “Strada Regia Aretina”.
Per quanto sopra esposto ci pare opportuno
richiamare il fatto che il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia
di Firenze (PTC) individua buona parte del territorio che è attraversato dalla
odierna strada Provinciale, tra le “aree fragili da sottoporre a programma di
paesaggio”, che comporta
l’attivazione
di tutta una serie di interventi ei recupero e ripristino del paesaggio, tra
cui anche le sistemazioni agrarie ed il mantenimento di muri e ciglioni.
Sollecitiamo
in proposito l’Amministrazione di Bagno a Ripoli a voler considerare
l’opportunità di inserire nei suoi programmi di paesaggio uno specifico
capitolo di interventi finalizzati al recupero dei muri e delle spallette che
costeggiano questa viabilità storica.
Peraltro
un intervento di questo tipo dovrebbe interessare non solo il tracciato
principale della SP.1, ma anche le “varianti” stradali che si sono succedute
nel tempo,a modificarne il tracciato: in particolare il bellissimo tratto che
da La Fonte sale verso il “Bigallo” per reimmettersi sulla viabilità principale
a le Quattro Vie, tracciato questo “declassato” coi lavori di rettificati eseguiti nella seconda metà
del ‘700 (oggi strada comunale del Bigallo).
Allo stesso tempo confidiamo che la Provincia di Firenze, non vorrà far mancare il proprio supporto, tecnico ed economico, sia perché la strada rientra oggi tra quelle di propria competenza, sia perché la stessa costituisce un elemento paesistico tipico del paesaggio delle colline fiorentine che merita di essere conservato, secondo le norme di gestione del territorio emanate da questo Ente.
Si tratta,
riteniamo, di giungere ad elaborare un progetto articolato di interventi di
recupero delle situazioni degradate sulla cui base individuare i fabbisogni
economici e le possibilità di finanziamento, il cui reperimento dovrebbe
prevedere azioni diversificate, di coinvolgimento e compartecipazione tra Enti
Pubblici e privati confinanti (sia per interventi che per aspetti economici),
tra cui non ultimo la possibilità di accedere a contributi della Comunità
Europea per interventi di manutenzione paesaggistica ed ambientale; o anche, di
inserire questi lavori di ripristino dei muri in esercitazioni da affidare a
classi delle scuole professionali edili, come ci risulta sia avvenuto in
passato.
Allo stesso tempo l’amministrazione pubblica non dovrebbe tralasciare altre modalità ed occasioni per intervenire in tal senso. Una norma utile da inserire nella prassi urbanistica ed edilizia potrebbe essere quella di subordinare l’autorizzazione a demolire tratti di muro (ad es. per creare un nuovo acce un nuovo accesso stradale privato o un esercizio pubblico, come la nuova stazione di servizio alla Croce a Varliano, proprio lungo la SP.1) all’impegno da parte del concessionario a restaurare (secondo procedimenti ben stabiliti) tratti di muro adiacenti o vicini.
Naturalmente, il problema riguarda molte altre strade, altrettanto storiche e/o caratteristiche, anche minori, sparse su tutto il territorio della Provincia; da questo punto di vista si potrebbe proporre di avviare sulla SP.1 la sperimentazione di un metodo da estendere poi a tutta questa viabilità.
Bagno a
Ripoli, 5/5/02
Associazione Verdi Ambiente e Società
Circolo Chianti fiorentino
Le
risposte di Provincia e Comune
Dalla Provincia
di Firenze ci è pervenuta la seguente risposta da parte dell’Assessore alla
Viabilità, Trasporti e Protezione Civile, Mirna Migliorini:
“Si
ringrazia per la segnalazione che ci viene fornita a proposito dello stato di alcuni
muretti lungo la SP 1.
Si concorda pienamente con la preoccupazione di conservare e valorizzare il patrimonio ambientale del nostro territorio, anche attraverso una cura specifica sul decoro del paesaggio costituito da muretti, alberature, protezioni ecc.
A tale
scopo ho fatto istituire un capitolo di spesa apposito nel bilancio della
Viabilità per interventi di ordine estetico.
La nostra
prima preoccupazione è naturalmente la sicurezza stradale a cui ci impegna
anche il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale, ma insieme a questa vi è
anche la considerazione delle strade come parte integrante del territorio,
inteso come ambiente unitario e cioè, nastro di asfalto, arredo, segnaletica,
insediamenti, persone …
In tal
senso cercheremo di operare senza sottovalutare difficoltà e ritardi, anche
culturali, che rallentano il raggiungimento di risultati efficaci.”
------------------------------------------
Il Comune
di Bagno a Ripoli, invece tramite la segreteria del Sindaco, ci ha
comunicato di avere inoltrato la nostra lettera alla Provincia di Firenze (che
era peraltro già destinataria della lettera da parte nostra), mentre nessun
riscontro ha fornito in merito agli altri aspetti che nella nostra lettera
chiamavano in causa la propria possibilità di intervento dell’amministrazione
comunale.
IMPRUNETA: Osservazioni alla Delibera
del Consiglio Comunale di Impruneta n.88 del 8/11/2001 e n.91 del 4/12/2001 -
Variante Normativa, relativa all’art 21 “Viabilità pubblica” delle vigenti
norme tecniche di attuazione.
Non
conformità della deliberazione comunale ai contenuti dell’art 40, comma 2
lettera A), della Legge Regionale n.5/95
La
finalità dell’art. 40, comma 2 è quella di consentire - fino all’approvazione
del Piano Strutturale – la approvazione alcune particolari tipologie di
varianti allo strumento urbanistico comunale, tra cui quella indicata in
delibera ed inerente “varianti necessarie per realizzare opere pubbliche di
esclusivo intereresse comunale ..” (lettera A), comma 2, art 40).
Si osserva
che la delibera approvata usa impropriamente questa norma, in quanto non
apporta modifiche al vigente Piano Regolatore al fine di inserirvi un’opera
pubblica non prevista, ma anzi rovesciando il senso dell’art. 40 della LR
5/95, provvede a modificare le sole Norme Tecniche di Attuazione (art.20) al
solo fine di escludere dalla necessità di variante tutta una serie di opere che
non siano previste nel PRG., e siano
in via ipotetica da realizzare “nell’ambito di
m.10 dal limite della carreggiata” (tra queste sono individuati
ampliamenti di carreggiata, innesti stradali, piazzole di scambio, percorsi
pedonali e ciclabili).
Si rileva
come le modifiche introdotte dalla delibera determinano che – per i suddetti
interventi - per una fascia di territorio di 10 m dal limite della
carreggiata, per ogni lato della
viabilità, viene tolta al consiglio comunale la funzione ad esercitare la
propria competenza in materia di pianificazione urbanistica.
A riguardo
si sottolinea come la necessità di variare lo Strumento Urbanistico (S.U.)
vigente (con modifiche o integrazioni, inerenti opere pubbliche) trova , anche
per la casistica indicata in delibera, il suo naturale iter amministrativo,
attraverso la fase della approvazione del “progetto preliminare” dell’opera
pubblica (di cui alla L.109/94).
In tale
occasione, infatti, laddove si ravvisa la necessità di operare modifiche
rispetto al contenuto dello S.U. vigente, si potrà provvedere a sottoporre il
“progetto preliminare” alla approvazione del Consiglio Comunale, assieme alla
contestuale variante urbanistica.
Diversamente
– come invece ipotizzato dalla delibera comunale – si ammette che rispetto ad
uno S.U. approvato dal Consiglio comunale, sia poi un diverso Organo del Comune
a poterne variare i contenuti apportandovi delle modifiche o integrazioni (pur
nei limiti indicati nella delibera).
Una
ipotesi questa che appare in contrasto con il DLgs 267/200, essendo la
competenze dei diversi Organi dl Comune (Consiglio, Giunta, Sindaco)
predefinite per legge, e di esclusiva competenza; né il consiglio comunale può delegare ad altro Organo, pur con
proprio atto deliberativo, la approvazione di atti di propria competenza
Ne’ ciò
può essere ammesso sulla base che tali opere possano rientrare nel principio di
“modesta entità”, visto che la norma introdotta non stabilisce criteri e limiti
per definirla, se non la condizione che
in larghezza l’intervento sulla viabilità debba rientrare nei 10 m (per ogni
lato) dalla carreggiata esistente; mentre per la estensione in lunghezza
dell’intervento non viene indicato alcun limite, che definisca appunto la
“modesta entità”.
Inoltre la
modifica introdotta non è limitata ai soli “interventi di adeguamento”
stradale, ma prevede anche la realizzazione di opere collaterali, quali
percorsi pedonali e ciclabili.
In pratica
con la modifica introdotta alle NTA si ammettono un complesso di opere ed
interventi con caratteristiche e tipologie che risultano avere poco a che fare
con la “modesta entità”.
Si osserva
come modifica adottate sull’art.21 delle N.T.A. che esclude la necessità di
approvazione di varianti urbanistiche (per le tipologie di cui ai nuovi commi
10 e 11), comporta la non possibilità della cittadinanza di prenderne pubblica
visione e di potervi presentare osservazioni in merito, secondo le modalità che
la normativa prevede per le varianti urbanistiche, proprio su un’opera pubblica.
Peraltro
si rileva come si potrà avere il bizzarro risultato per cui un cittadino
interessato potrà presentare
osservazioni all’opera al
momento dell’attivazione della procedura di esproprio per pubblica utilità, ma
non gli è stato consentito di intervenire precedentemente in fase di
pianificazione urbanistica (perché magari quell’opera nel piano regolatore non
c’è o è diversamente prevista), né è potuto intervenire in fase di
progettazione (perché – con la delibera comunale in oggetto - il progetto non
necessità più della variante urbanistica, e quindi non è sottoposto ad
osservazioni della popolazione).
Non
conformità alle “Istruzioni Tecniche” dettate dalla Regione Toscana (per tutte
le varianti di cui al 2° comma, art.40, L.R.5/95).
Con propri
atti amministrativi la Regione Toscana ha emanato le “Istruzioni Tecniche”
relative alla approvazioni della varianti di cui all’art.40, comma secondo,
della Legge Regionale 5/95 (delibera G.R 13/5/96, n.588 e delibera G.R.
13/5/97).
In
riferimento alle suddette Istruzioni Tecniche risulta che la delibera approvata
dal Comune di Impruneta è mancante di alcune attestazioni che invece è espressamente richiesto siano contenute
nella delibera di adozione e approvazione del Comune.
In
particolare la tipologia di variante in questione richiedeva le seguenti
attestazioni, che invece non risultano contenute nella delibera del consiglio
comunale:
- “dato
atto che il bacino di utenza o l’ambito di influenza dell’infrastruttura
pubblica prevista è esclusivamente riferito al Comune”.
- “dato
atto che le modifiche alla precedente disciplina urbanistica delle aree
adiacenti alla nuova previsione di opera pubblica sono strettamente funzionali
a conseguire il corretto inserimento delle previsioni nel contesto urbanistico”
- “dato
atto, ai sensi dell’art.5 quarto comma della L.R.5/95, che non sussistono
possibili alternative di riuso e di riorganizzazione degli insediamenti e delle
infrastrutture esistenti e che i nuovi impegni di suolo concorrono alla
riqualificazione dei sistemi insediativi e degli assetti territoriali nel loro
insieme ed alla prevenzione e recupero del degrado ambientale”.
Richiamando
le suddette “Istruzioni Tecniche” regionali, si evidenza – laddove ve ne fosse
ulteriore necessità – come il contenuto logico-letterale delle attestazioni
richieste dalla Regione Toscana non possa che essere riferito ad una precisa
opera pubblica che si voglia inserire nel Piano Regolatore, mentre queste non
possono essere riferibili e applicabili – quindi non possono essere attestate -
in modo generico ad una ipotetica ed eventuale opera pubblica che ricada
“comunque” entro la fascia dei 10 m dal limite della carreggiata esistente.
(4 aprile
2002)
S.O.S. AMBIENTE
ANCORA SUI PIOPPI IN FATTUCCHIA
Bagno a Ripoli 8/4/02
Al Sindaco di Bagno a RipoliDott. Giuliano Lastrucci Questa associazione ha ricevuto segnalazione del fatto che negli ultimi mesi sono stati eseguiti diversi tagli di pioppi lungo il borro delle Fonti (via delle Fonti) in località Fattucchia. Si tratta di alberi molto grandi e caratteristici di questo ambiente, così come dei piani di Grassina, Ema e Bagno a Ripoli; ne sono testimonianza, a quanto ci segnalano, i quadri del pittore Giuseppe Fraschetti (Firenze 1879-1956) amante e frequentatore di questi luoghi [“Alberate di pioppi”, “Pioppi”, “Gattici con figure”, “Pioppi in filare”, etc.]. Né va dimenticato che in queste campagne il pioppo ha costituito da tempo immemorabile uno dei materiali principali per la fabbricazione di mobili, carri agricoli, etc.
Comprendiamo che, nel caso di esemplari pericolanti sulla strada pubblica (tra l'altro, molto frequentata anche da pedoni), l'abbattimento può essersi reso necessario per motivi di sicurezza. Tuttavia ci si domanda se, anche in questo caso, siano state esplorate tutte le possibilità alternative al taglio (ad esempio: potature di alleggerimento), e se comunque sia stato disposta la sostituzione degli esemplari abbattuti con individui della stessa specie. Per tali motivi analoga segnalazione è stata trasmessa al Responsabile Salvaguardia del Patrimonio Arboreo del Comune (lettera allegata alla presente), in data 28/2/2002, senza ricevere riscontro in merito.
Ci pare peraltro che la cosa dovrebbe essere tenuta nel debito conto
considerato quanto stabilito dalle norme urbanistiche di cui il Comune si è
dotato. Si richiama in proposito il contenuto del Regolamento Urbanistico
(art.36 delle NTA – “La tutela paesaggistica”) il quale stabilisce Negli
interventi di modifica dello stato dei luoghi … dovranno essere mantenuti gli
elementi tipici del territorio e del paesaggio, costituiti da filari di alberi
(…) vegetazione riparia ( … ) castagneti o pioppete.
Per quanto sopra siamo a sollecitare un riscontro in merito anche al
fine di poter meglio comprendere gli intendimenti della Amministrazione, in
fase di applicazione pratica della normativa urbanistica.
Distinti saluti.
Associazione Verdi Ambiente e Società
Circolo Chianti fiorentino
SOS
AMBIENTE:
l'eco-sportello
al servizio dei cittadini
Per
segnalazioni su problemi ambientali
eco-sportello
"S.O.S. AMBIENTE" di VAS : Casella Postale 94 - 50012 Bagno a Ripoli
(FI) oppure [email protected]
GREVE IN CHIANTI: presentate le osservazioni alla Variante
Urbanistica
di Chiocchio - Poggio ai Mandorli
Il testo delle Osservazioni alla Variante
L’Associazione
Verdi Ambiente e Società, circolo del Chianti fiorentino, in relazione alla
variante al Piano Strutturale del Comune di Greve in Chianti in oggetto,
intende formulare le proprie osservazioni come previsto dalla normativa
vigente.
Ci sembra
prima di tutto che una questione di così grande rilevanza non sia stata
trattata dall’Amministrazione Comunale, con quella procedura di “partecipazione”
che questa richiedeva. Non ci si spiega infatti, come il progetto di
lottizzazione presentato dalla Società Cavitria nel 1991 non sia mai stato
portato in Consiglio Comunale (come risulta dagli interventi allegati alla
delibera) per una sua valutazione di merito, politica oltre che tecnica, e come
questo stesso sia stato coinvolto solo quando non era più possibile fare
diversamente.
Non spetta
a noi fare chiarezza su tale procedura ma ci preme comunque evidenziare alcune
questioni che sul piano tecnico rendono per noi non accettabile la variante al
Piano Strutturale, riservandoci di attivare ulteriori azioni verso altri Organi
preposti alla tutela ambientale e paesaggistica.
Innanzi a
tutto crediamo che debba essere posta la massima attenzione alla questione dei servizi,
che già attualmente evidenziano per la zona di Strada e Chiocchio forti
carenze.
Come
emerge anche dagli allegati tecnici alla variante al Piano, la dotazione di aree
per l’istruzione è fortemente sottodimensionata, in particolare modo per
quanto concerne la scuola elementare ma anche per la scuola materna. Le
valutazioni tecniche scaturiscono dal confronto tra gli spazi esistenti o
previsti sul territorio e quelli resi necessari per il soddisfacimento degli
standard minimi definiti dal D.M. 2 aprile 1968. Non si può comunque
dimenticare che questi standard sono stati formulati negli anni ’60 ed indicano
appunto dei valori minimi in dotazione di servizi. Chi conosce la realtà delle
scuole elementare e materna di Strada in Chianti sa che già allo stato attuale
la dotazione di spazi è fortemente al di sotto delle esigenze. Appesantire
ulteriormente il carico sulle strutture esistenti ci appare quindi
inaccettabile e avremmo preferito che contestualmente alla presentazione della
variante al Piano Strutturale, l’Amministrazione Comunale avesse anche posto le
basi per la soluzione di una situazione che rischia di divenire esplosiva.
Un’altra
questione che già oggi è critica per la zona e verrà aggravata dalle nuove
edificazioni è quella relativa alla disponibilità di acqua. È inutile
sottolineare che il carico di utenza sull’acquedotto legato all’edificazione di
residenze a villette è decisamente maggiore a quello di altri possibili tipi di
uso del territorio.
A questo
proposito, ci chiediamo su quali basi, contestualmente alla ben auspicata ma
per noi non sufficiente riduzione del volume edificatorio, sia stato deciso di
prevedere unicamente residenze, eliminando quindi la precedente previsione di
attività turistico ricettive.
Ci si
sarebbe aspettato che nella deliberazione tale scelta fosse opportunamente
motivata, anche al fine di valutare se l’insediamento di tali attività potesse
risultare meno incompatibile con la vocazione della zona e con le criticità in
termini di dotazioni di servizi sopra richiamate.
Al di là
delle valutazioni puramente quantitative, ci preme sottolineare inoltre come lo
sviluppo dell’edificato nelle diverse frazioni del Comune avvenga ancora oggi
secondo logiche che ci appaiono decisamente sbagliate. Con la nuova
edificazione di Chiocchio, si aumenta del 50% il numero di alloggi della
frazione, creando un centro di 700 abitanti, senza che la dotazione di servizi
sul luogo venga in alcun modo migliorata. Chiocchio diverrà dunque un centro
quasi esclusivamente residenziale, una sorta di “quartiere dormitorio” di
lusso.
Vendendo a
valutazioni più tecniche sui contenuti degli allegati alla delibera, vogliamo
sottolineare come nella sostanza si permetta la definizione di un Piano
Attuativo di lottizzazione senza fornire specifiche precise in merito ad
esempio alla altezza massima ammessa per i nuovi edifici. La stessa
altezza massima, inoltre, verrà misurata a partire dal nuovo livello del piano
di campagna. Quindi all’altezza degli edifici dovrà essere sommata quella di
eventuali, ma probabili in una zona in pendio, muri di retta, peggiorando
ulteriormente l’impatto sul territorio.
Infine ci
sembra che la relazione geologica collegata alla variante lasci notevoli
margini di incertezza. Come si evince dalla relazione stessa, infatti, “nelle
future determinazioni urbanistiche la lottizzazione non sarà confrontata con le
condizioni geologico ambientali né potrà essere oggetto di osservazioni (…)”.
Pertanto, già in questa fase, avrebbe dovuto essere valutata la fattibilità
dell’intervento sotto il profilo geologico.
Crediamo
in definitiva che se la gestione dell’intera operazione fosse stata
caratterizzata da maggiore partecipazione e trasparenza, il risultato della
contrattazione avrebbe potuto essere migliore.