Associazione Verdi Ambiente e Società

 Circolo Chianti fiorentino

Lettera circolare - n.2 / 2002

www.geocities.com/vas_chianti

 


 

 

 

PREVENIAMO GLI INCENDI

Al via la dodicesima edizione

Attivo il numero Verde 800.866158

 

Anche questanno lassociazione VAS - Verdi Ambiente e Società promuove la Campagna nazionale Preveniamo gli incendi, iniziativa che ha sempre avuto il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole.
 
Arrivata al dodicesimo anno, questa Campagna mette a disposizione dei cittadini il numero verde 800.866158 cui poter segnalare tutti i casi di inosservanza alle leggi esistenti in materia di prevenzione degli incendi boschivi.
 
Discariche abusive, terreni incolti, cigli stradali e scarpate ferroviarie non ripulite e qualunque altra situazione che può essere causa di un principio di
incendio con lapprossimarsi della stagione estiva,
potranno essere segnalati al nostro numero verde, attivo 24 ore su 24 con segreteria telefonica, fino a tutto il mese di luglio.
 
I dati degli incendi forniti dal Corpo Forestale indicano in 71.232 ettari la superficie totale percorsa dal fuoco nel corso di tutto il 2001. Un dato minore dello sciagurato 2000 in cui ben 114.608 erano stati gli ettari distrutti dagli incendi, ma in ogni caso resta un dato preoccupante. 
 
Questanno Preveniamo gli incendi avrà non solo lobiettivo di far ripulire per tempo le aree a rischio, ma, visto che nel novembre del 2000 il Parlamento ha approvato la nuova legge quadro in materia di incendi boschivi e nel dicembre del 2001 il Governo ha finalmente emanato le linee guida previste dalla legge, è intenzione di VAS verificare che queste nuove norme siano state recepite da tutte le Regioni nei Piani regionali per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi.
 
Ricordiamo come sia la legge sia le linee guida danno grande importanza alla prevenzione come strumento decisivo per la lotta agli incendi, così come da sempre le associazioni ambientaliste affermano. E quindi importante verificare che le regioni si siano mosse per tempo scongiurando così che anche questanno sia favorita quella vera INDUSTRIA DELLINCENDIO che cè dietro al fuoco estivo. Miliardi spesi per il volo dei Canadair 
 
gestiti da società private, per reclutare operatori stagionali, per fornire materiale utile allo spegnimento, per la futura riforestazione: tanti miliardi spesi sempre in nome dell’“emergenza per lo spegnimento.
 
Il successo delle passate edizioni della campagna preveniamo gli incendi ci conforta nellaver verificato di come ci siano tanti cittadini che hanno a cuore le sorti del loro territorio: infatti, le migliaia di segnalazioni giunte al nostro numero verde in questi anni hanno permesso molte volte di evitare la nascita di focolai in zone di pregio ambientale e nei parchi delle città, a ridosso di case e palazzi. 
 
E importante ricordare che il nostro numero verde è utile solo per prevenire gli incendi, mentre se si vede un incendio in atto bisogna immediatamente avvisare il Corpo Forestale (tel. 1515) o i Vigili del Fuoco (tel. 115). 
 
Diamo il via alla 12^ edizione della campagna preveniamo gli incendi attivando il numero verde 800.866158 e rilanciando con forza lo slogan di questa nostra iniziativa: Prevenire è meglio che spegnere.
 
Il Coordinatore Nazionale della Campagna
Stefano Zuppello
http://www.vasonline.it
[email protected]
 
 
                

Campagna di adesione 2002:

SALI A BORDO !

 

Le quote di adesione per il 2002 sono:

§         15 Euro - Socio ordinario

§         10 Euro - socio studente o disoccupato

§         26 Euro - tessera socio ordinario + Abbonamento annuale a sei numeri della rivista "Verde Ambiente" (scontata per i soci)

 

 

 

LA “STRADA REGIA ARETINA”:

VAS chiede di intervenire

 

Provincia di Firenze

All’Assessore alla Viabilità

All’Assessore Assetto Urbanistico

 

Al Sindaco del

Comune di Bagno a Ripoli

 

Oggetto: S.P. 1 – Aretina per S.Donato

 

E’ giunta allo sportello “S.O.S. Ambiente” della Associazione Verdi Ambiente e Società – Circolo Chianti fiorentino, la segnalazione da parte di cittadini in merito allo stato della strada Provinciale n.1 “Aretina per S.Donato”, che da Badia a Ripoli giunge a Bagno a Ripoli e fino ad Osteria Nuova proseguendo verso S.Donato in Collina e poi nel confinante Comune di Rignano.

 

Questa associazione ritiene meritevole di attenzione la segnalazione, che non è relativa tanto allo stato del manto stradale, quanto alle condizioni in cui versano i lati della strada, con muri e ciglioni di contenimento dei terreni confinanti, o spallette e muri che perimetrano il tracciato stradale, che con il trascorrere degli anni risultano franati o rovinati in diversi punti del percorso.

 

Quando ciò è avvenuto è stato provveduto ad interventi di rimozione dei sassi dei muri che avevano ceduto o che costituivano pericolo per la circolazione, oppure si sono installati guard-rail metallici, in sostituzione del muro o della spalletta mancante (come risulta dalle fotografie che ci sono state inviate e che alleghiamo).

 

Si tratta quindi di “soluzioni tampone” non risolutive, e  che lasciano aperta la possibilità di ulteriori occasioni di degrado, dando al tempo stesso un aspetto di decadenza a quella che, pure, fino al 1865 era ancora la antica “Strada Regia Aretina”.

 

Per quanto sopra esposto ci pare opportuno richiamare il fatto che il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Firenze (PTC) individua buona parte del territorio che è attraversato dalla odierna strada Provinciale, tra le “aree fragili da sottoporre a programma di paesaggio”, che comporta

l’attivazione di tutta una serie di interventi ei recupero e ripristino del paesaggio, tra cui anche le sistemazioni agrarie ed il mantenimento di muri e ciglioni.

 

Sollecitiamo in proposito l’Amministrazione di Bagno a Ripoli a voler considerare l’opportunità di inserire nei suoi programmi di paesaggio uno specifico capitolo di interventi finalizzati al recupero dei muri e delle spallette che costeggiano questa viabilità storica.

 

Peraltro un intervento di questo tipo dovrebbe interessare non solo il tracciato principale della SP.1, ma anche le “varianti” stradali che si sono succedute nel tempo,a modificarne il tracciato: in particolare il bellissimo tratto che da La Fonte sale verso il “Bigallo” per reimmettersi sulla viabilità principale a le Quattro Vie, tracciato questo “declassato” coi lavori  di rettificati eseguiti nella seconda metà del ‘700 (oggi strada comunale del Bigallo).

 

Allo stesso tempo confidiamo che la Provincia di Firenze, non vorrà far mancare il proprio supporto, tecnico ed economico, sia perché la strada rientra oggi tra quelle di propria competenza, sia perché la stessa costituisce un elemento paesistico tipico del paesaggio delle colline fiorentine che merita di essere conservato, secondo le norme di gestione del territorio emanate da questo Ente.
 

Si tratta, riteniamo, di giungere ad elaborare un progetto articolato di interventi di recupero delle situazioni degradate sulla cui base individuare i fabbisogni economici e le possibilità di finanziamento, il cui reperimento dovrebbe prevedere azioni diversificate, di coinvolgimento e compartecipazione tra Enti Pubblici e privati confinanti (sia per interventi che per aspetti economici), tra cui non ultimo la possibilità di accedere a contributi della Comunità Europea per interventi di manutenzione paesaggistica ed ambientale; o anche, di inserire questi lavori di ripristino dei muri in esercitazioni da affidare a classi delle scuole professionali edili, come ci risulta sia avvenuto in passato.

 

Allo stesso tempo lamministrazione pubblica non dovrebbe tralasciare altre modalità ed occasioni per intervenire in tal senso. Una norma utile da inserire nella prassi urbanistica ed edilizia potrebbe essere quella di subordinare lautorizzazione a demolire tratti di muro (ad es. per creare un nuovo acce un nuovo accesso stradale privato o un esercizio pubblico, come la nuova stazione di servizio alla Croce a Varliano, proprio lungo la SP.1) allimpegno da parte del concessionario a restaurare (secondo procedimenti ben stabiliti) tratti di muro adiacenti o vicini.
 
Naturalmente, il problema riguarda molte altre strade, altrettanto storiche e/o caratteristiche, anche minori, sparse su tutto il territorio della Provincia; da questo punto di vista si potrebbe proporre di avviare sulla SP.1 la sperimentazione di un metodo da estendere poi a tutta questa viabilità.

 

Bagno a Ripoli, 5/5/02

Associazione Verdi Ambiente e Società

 Circolo Chianti fiorentino

Le risposte di Provincia e Comune

 

Dalla Provincia di Firenze ci è pervenuta la seguente risposta da parte dell’Assessore alla Viabilità, Trasporti e Protezione Civile, Mirna Migliorini:

 

“Si ringrazia per la segnalazione che ci viene fornita a proposito dello stato di alcuni muretti lungo la SP 1.

Si concorda pienamente con la preoccupazione di conservare e valorizzare il patrimonio ambientale del nostro territorio, anche attraverso una cura specifica sul decoro del paesaggio costituito da muretti, alberature, protezioni ecc.

A tale scopo ho fatto istituire un capitolo di spesa apposito nel bilancio della Viabilità per interventi di ordine estetico.

La nostra prima preoccupazione è naturalmente la sicurezza stradale a cui ci impegna anche il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale, ma insieme a questa vi è anche la considerazione delle strade come parte integrante del territorio, inteso come ambiente unitario e cioè, nastro di asfalto, arredo, segnaletica, insediamenti, persone …

In tal senso cercheremo di operare senza sottovalutare difficoltà e ritardi, anche culturali, che rallentano il raggiungimento di risultati efficaci.”

 

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Il Comune di Bagno a Ripoli, invece tramite la segreteria del Sindaco, ci ha comunicato di avere inoltrato la nostra lettera alla Provincia di Firenze (che era peraltro già destinataria della lettera da parte nostra), mentre nessun riscontro ha fornito in merito agli altri aspetti che nella nostra lettera chiamavano in causa la propria possibilità di intervento dell’amministrazione comunale.

 

 

 

IMPRUNETA: Osservazioni alla Delibera del Consiglio Comunale di Impruneta n.88 del 8/11/2001 e n.91 del 4/12/2001 - Variante Normativa, relativa all’art 21 “Viabilità pubblica” delle vigenti norme tecniche di attuazione.

 

 

Non conformità della deliberazione comunale ai contenuti dell’art 40, comma 2 lettera A), della Legge Regionale n.5/95

 

La finalità dell’art. 40, comma 2 è quella di consentire - fino all’approvazione del Piano Strutturale – la approvazione alcune particolari tipologie di varianti allo strumento urbanistico comunale, tra cui quella indicata in delibera ed inerente “varianti necessarie per realizzare opere pubbliche di esclusivo intereresse comunale ..” (lettera A), comma 2, art 40).

 

Si osserva che la delibera approvata usa impropriamente questa norma, in quanto non apporta modifiche al vigente Piano Regolatore al fine di inserirvi un’opera pubblica non prevista, ma anzi rovesciando il senso dell’art. 40 della LR 5/95, provvede a modificare le sole Norme Tecniche di Attuazione (art.20) al solo fine di escludere dalla necessità di variante tutta una serie di opere che non siano previste nel  PRG., e siano in via ipotetica da realizzare “nell’ambito di  m.10 dal limite della carreggiata” (tra queste sono individuati ampliamenti di carreggiata, innesti stradali, piazzole di scambio, percorsi pedonali e ciclabili).

 

 

Contrasto della delibera con il Decreto Legislativo 267/2000 “Testo Unico Enti Locali”

 

Si rileva come le modifiche introdotte dalla delibera determinano che – per i suddetti interventi - per una fascia di territorio di 10 m dal limite della carreggiata,  per ogni lato della viabilità, viene tolta al consiglio comunale la funzione ad esercitare la propria competenza in materia di pianificazione urbanistica.

 

A riguardo si sottolinea come la necessità di variare lo Strumento Urbanistico (S.U.) vigente (con modifiche o integrazioni, inerenti opere pubbliche) trova , anche per la casistica indicata in delibera, il suo naturale iter amministrativo, attraverso la fase della approvazione del “progetto preliminare” dell’opera pubblica (di cui alla L.109/94).

In tale occasione, infatti, laddove si ravvisa la necessità di operare modifiche rispetto al contenuto dello S.U. vigente, si potrà provvedere a sottoporre il “progetto preliminare” alla approvazione del Consiglio Comunale, assieme alla contestuale variante urbanistica.

 

Diversamente – come invece ipotizzato dalla delibera comunale – si ammette che rispetto ad uno S.U. approvato dal Consiglio comunale, sia poi un diverso Organo del Comune a poterne variare i contenuti apportandovi delle modifiche o integrazioni (pur nei limiti indicati nella delibera).

 

Una ipotesi questa che appare in contrasto con il DLgs 267/200, essendo la competenze dei diversi Organi dl Comune (Consiglio, Giunta, Sindaco) predefinite per legge, e di esclusiva competenza;  né il consiglio comunale può delegare ad altro Organo, pur con proprio atto deliberativo, la approvazione di atti di propria competenza

 

Ne’ ciò può essere ammesso sulla base che tali opere possano rientrare nel principio di “modesta entità”, visto che la norma introdotta non stabilisce criteri e limiti per definirla, se non la condizione  che in larghezza l’intervento sulla viabilità debba rientrare nei 10 m (per ogni lato) dalla carreggiata esistente; mentre per la estensione in lunghezza dell’intervento non viene indicato alcun limite, che definisca appunto la “modesta entità”.

Inoltre la modifica introdotta non è limitata ai soli “interventi di adeguamento” stradale, ma prevede anche la realizzazione di opere collaterali, quali percorsi pedonali e ciclabili.

In pratica con la modifica introdotta alle NTA si ammettono un complesso di opere ed interventi con caratteristiche e tipologie che risultano avere poco a che fare con la “modesta entità”.

 

Sulla partecipazione della popolazione alla pianificazione urbanistica

 

Si osserva come modifica adottate sull’art.21 delle N.T.A. che esclude la necessità di approvazione di varianti urbanistiche (per le tipologie di cui ai nuovi commi 10 e 11), comporta la non possibilità della cittadinanza di prenderne pubblica visione e di potervi presentare osservazioni in merito, secondo le modalità che la normativa prevede per le varianti urbanistiche, proprio su un’opera pubblica.

 

Peraltro si rileva come si potrà avere il bizzarro risultato per cui un cittadino interessato potrà presentare  osservazioni  all’opera al momento dell’attivazione della procedura di esproprio per pubblica utilità, ma non gli è stato consentito di intervenire precedentemente in fase di pianificazione urbanistica (perché magari quell’opera nel piano regolatore non c’è o è diversamente prevista), né è potuto intervenire in fase di progettazione (perché – con la delibera comunale in oggetto - il progetto non necessità più della variante urbanistica, e quindi non è sottoposto ad osservazioni della popolazione).

 

 

Non conformità alle “Istruzioni Tecniche” dettate dalla Regione Toscana (per tutte le varianti di cui al 2° comma, art.40, L.R.5/95).

 

Con propri atti amministrativi la Regione Toscana ha emanato le “Istruzioni Tecniche” relative alla approvazioni della varianti di cui all’art.40, comma secondo, della Legge Regionale 5/95 (delibera G.R 13/5/96, n.588 e delibera G.R. 13/5/97).

In riferimento alle suddette Istruzioni Tecniche risulta che la delibera approvata dal Comune di Impruneta è mancante di alcune attestazioni che invece  è espressamente richiesto siano contenute nella delibera di adozione e approvazione del Comune.

 

In particolare la tipologia di variante in questione richiedeva le seguenti attestazioni, che invece non risultano contenute nella delibera del consiglio comunale:

 

- “dato atto che il bacino di utenza o l’ambito di influenza dell’infrastruttura pubblica prevista è esclusivamente riferito al Comune”.

- “dato atto che le modifiche alla precedente disciplina urbanistica delle aree adiacenti alla nuova previsione di opera pubblica sono strettamente funzionali a conseguire il corretto inserimento delle previsioni nel contesto urbanistico”

- “dato atto, ai sensi dell’art.5 quarto comma della L.R.5/95, che non sussistono possibili alternative di riuso e di riorganizzazione degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti e che i nuovi impegni di suolo concorrono alla riqualificazione dei sistemi insediativi e degli assetti territoriali nel loro insieme ed alla prevenzione e recupero del degrado ambientale”.

 

Richiamando le suddette “Istruzioni Tecniche” regionali, si evidenza – laddove ve ne fosse ulteriore necessità – come il contenuto logico-letterale delle attestazioni richieste dalla Regione Toscana non possa che essere riferito ad una precisa opera pubblica che si voglia inserire nel Piano Regolatore, mentre queste non possono essere riferibili e applicabili – quindi non possono essere attestate - in modo generico ad una ipotetica ed eventuale opera pubblica che ricada “comunque” entro la fascia dei 10 m dal limite della carreggiata esistente.

 

(4 aprile 2002)

 

 

 

S.O.S. AMBIENTE

ANCORA SUI PIOPPI IN FATTUCCHIA

 

Bagno a Ripoli 8/4/02

 
Al Sindaco di Bagno a Ripoli
Dott. Giuliano Lastrucci
 
Questa associazione ha ricevuto segnalazione del fatto che negli ultimi mesi sono stati eseguiti diversi tagli di pioppi lungo il borro delle Fonti (via delle Fonti) in località Fattucchia.
 
Si tratta di alberi molto grandi e caratteristici di questo ambiente, così come dei piani di Grassina, Ema e Bagno a Ripoli; ne sono testimonianza, a quanto ci segnalano, i quadri del pittore Giuseppe Fraschetti (Firenze 1879-1956) amante e frequentatore di questi luoghi [Alberate di pioppi, Pioppi, Gattici con figure, Pioppi in filare, etc.]. Né va dimenticato che in queste campagne il pioppo ha costituito da tempo immemorabile uno dei materiali principali per la fabbricazione di mobili, carri agricoli, etc.
 
Comprendiamo che, nel caso di esemplari pericolanti sulla strada pubblica (tra l'altro, molto frequentata anche da pedoni), l'abbattimento può essersi reso necessario per motivi di sicurezza. Tuttavia ci si domanda se, anche in questo caso, siano state esplorate tutte le possibilità alternative al taglio (ad esempio: potature di alleggerimento), e se comunque sia stato disposta la sostituzione degli esemplari abbattuti con individui della stessa specie.
 
Per tali motivi analoga segnalazione è stata trasmessa al Responsabile Salvaguardia del Patrimonio Arboreo del Comune (lettera allegata alla presente), in data 28/2/2002, senza ricevere riscontro in merito.

 

Ci pare peraltro che la cosa dovrebbe essere tenuta nel debito conto considerato quanto stabilito dalle norme urbanistiche di cui il Comune si è dotato. Si richiama in proposito il contenuto del Regolamento Urbanistico (art.36 delle NTA – “La tutela paesaggistica”) il quale stabilisce Negli interventi di modifica dello stato dei luoghi … dovranno essere mantenuti gli elementi tipici del territorio e del paesaggio, costituiti da filari di alberi (…) vegetazione riparia ( … ) castagneti o pioppete.

 

Per quanto sopra siamo a sollecitare un riscontro in merito anche al fine di poter meglio comprendere gli intendimenti della Amministrazione, in fase di applicazione pratica della normativa urbanistica.

 

Distinti saluti.

Associazione Verdi Ambiente e Società

 Circolo Chianti fiorentino

 

 

 

SOS AMBIENTE:

l'eco-sportello al servizio dei cittadini

 

Per segnalazioni su problemi ambientali

eco-sportello "S.O.S. AMBIENTE" di VAS : Casella Postale 94 - 50012 Bagno a Ripoli (FI) oppure [email protected]

 

 

 

GREVE IN CHIANTI: presentate le osservazioni alla Variante Urbanistica

di Chiocchio - Poggio ai Mandorli    

 

 

Viva preoccupazione viene espressa dall’Associazione “Verdi Ambiente e Società” - Circolo del Chianti fiorentino, in relazione alla recente variante urbanistica al Piano Strutturale, per la zona di Poggio ai Mandorli (in località Chiocchio), adottata recentemente dal Comune di Greve in Chianti.

 

Sulla previsione che consente la realizzazione di 29.000 metricubi di nuova edificazione, ed interesserà una superficie di 70.000 mq,  l’associazione ambientalista nei termini di legge per il deposito, ha presentato al Comune le proprie osservazioni alla variante urbanistica. (segue testo osservazioni)

 

Poiché con la variante urbanistica il Comune recepisce un “accordo transattivo” sottoscritto tra l’Ente locale e la proprietà, che conclude un contenzioso che risale al 1994, oltre alle osservazioni depositate in Comune, VAS si riserva di attivare ulteriori azioni verso altri Organi preposti alla tutela ambientale e paesaggistica.

 

Il testo delle Osservazioni alla Variante

 

L’Associazione Verdi Ambiente e Società, circolo del Chianti fiorentino, in relazione alla variante al Piano Strutturale del Comune di Greve in Chianti in oggetto, intende formulare le proprie osservazioni come previsto dalla normativa vigente.

Ci sembra prima di tutto che una questione di così grande rilevanza non sia stata trattata dall’Amministrazione Comunale, con quella procedura di “partecipazione” che questa richiedeva. Non ci si spiega infatti, come il progetto di lottizzazione presentato dalla Società Cavitria nel 1991 non sia mai stato portato in Consiglio Comunale (come risulta dagli interventi allegati alla delibera) per una sua valutazione di merito, politica oltre che tecnica, e come questo stesso sia stato coinvolto solo quando non era più possibile fare diversamente.

Non spetta a noi fare chiarezza su tale procedura ma ci preme comunque evidenziare alcune questioni che sul piano tecnico rendono per noi non accettabile la variante al Piano Strutturale, riservandoci di attivare ulteriori azioni verso altri Organi preposti alla tutela ambientale e paesaggistica.

 

Innanzi a tutto crediamo che debba essere posta la massima attenzione alla questione dei servizi, che già attualmente evidenziano per la zona di Strada e Chiocchio forti carenze.

 

Come emerge anche dagli allegati tecnici alla variante al Piano, la dotazione di aree per l’istruzione è fortemente sottodimensionata, in particolare modo per quanto concerne la scuola elementare ma anche per la scuola materna. Le valutazioni tecniche scaturiscono dal confronto tra gli spazi esistenti o previsti sul territorio e quelli resi necessari per il soddisfacimento degli standard minimi definiti dal D.M. 2 aprile 1968. Non si può comunque dimenticare che questi standard sono stati formulati negli anni ’60 ed indicano appunto dei valori minimi in dotazione di servizi. Chi conosce la realtà delle scuole elementare e materna di Strada in Chianti sa che già allo stato attuale la dotazione di spazi è fortemente al di sotto delle esigenze. Appesantire ulteriormente il carico sulle strutture esistenti ci appare quindi inaccettabile e avremmo preferito che contestualmente alla presentazione della variante al Piano Strutturale, l’Amministrazione Comunale avesse anche posto le basi per la soluzione di una situazione che rischia di divenire esplosiva.

 

Un’altra questione che già oggi è critica per la zona e verrà aggravata dalle nuove edificazioni è quella relativa alla disponibilità di acqua. È inutile sottolineare che il carico di utenza sull’acquedotto legato all’edificazione di residenze a villette è decisamente maggiore a quello di altri possibili tipi di uso del territorio.

 

A questo proposito, ci chiediamo su quali basi, contestualmente alla ben auspicata ma per noi non sufficiente riduzione del volume edificatorio, sia stato deciso di prevedere unicamente residenze, eliminando quindi la precedente previsione di attività turistico ricettive.

Ci si sarebbe aspettato che nella deliberazione tale scelta fosse opportunamente motivata, anche al fine di valutare se l’insediamento di tali attività potesse risultare meno incompatibile con la vocazione della zona e con le criticità in termini di dotazioni di servizi sopra richiamate.

 

Al di là delle valutazioni puramente quantitative, ci preme sottolineare inoltre come lo sviluppo dell’edificato nelle diverse frazioni del Comune avvenga ancora oggi secondo logiche che ci appaiono decisamente sbagliate. Con la nuova edificazione di Chiocchio, si aumenta del 50% il numero di alloggi della frazione, creando un centro di 700 abitanti, senza che la dotazione di servizi sul luogo venga in alcun modo migliorata. Chiocchio diverrà dunque un centro quasi esclusivamente residenziale, una sorta di “quartiere dormitorio” di lusso.

 

Vendendo a valutazioni più tecniche sui contenuti degli allegati alla delibera, vogliamo sottolineare come nella sostanza si permetta la definizione di un Piano Attuativo di lottizzazione senza fornire specifiche precise in merito ad esempio alla altezza massima ammessa per i nuovi edifici. La stessa altezza massima, inoltre, verrà misurata a partire dal nuovo livello del piano di campagna. Quindi all’altezza degli edifici dovrà essere sommata quella di eventuali, ma probabili in una zona in pendio, muri di retta, peggiorando ulteriormente l’impatto sul territorio.

 

Infine ci sembra che la relazione geologica collegata alla variante lasci notevoli margini di incertezza. Come si evince dalla relazione stessa, infatti, “nelle future determinazioni urbanistiche la lottizzazione non sarà confrontata con le condizioni geologico ambientali né potrà essere oggetto di osservazioni (…)”. Pertanto, già in questa fase, avrebbe dovuto essere valutata la fattibilità dell’intervento sotto il profilo geologico.

 

Crediamo in definitiva che se la gestione dell’intera operazione fosse stata caratterizzata da maggiore partecipazione e trasparenza, il risultato della contrattazione avrebbe potuto essere migliore.

 

 

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