Associazione Verdi Ambiente e Società
Circolo Chianti fiorentino
Lettera circolare - n.2 / 2001
www.Geocities.com/vas_chianti
Parte l'undicesima edizione della campagna "PREVENIRE GLI INCENDI"
Attivo il Numero Verde 800.866158
Anche quest'anno l'associazione Verdi Ambiente e Società, in collaborazione con il sindacato di Pubblica Sicurezza CO.I.S.P. e con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, promuove la Campagna nazionale "Preveniamo gli incendi".
Arrivata all'undicesimo anno questa Campagna mette a
disposizione dei cittadini il numero verde 800.866158 a cui poter segnalare tutti i casi di inosservanza alle leggi esistenti in materia di prevenzione degli incendi boschivi.
Discariche abusive, terreni incolti, cigli stradali e scarpate ferroviarie non ripulite e qualunque altra situazione che può essere causa di un principio di incendio con l'approssimarsi della stagione estiva, potranno essere segnalati al nostro numero verde, attivo 24 ore su 24 con segreteria telefonica, fino a tutto il mese di luglio. […]
Verdi Ambiente e Società è pronta, anche quest'anno, a
denunciare questi colposi ritardi, a sensibilizzare i cittadini e le Amministrazioni locali sull'importanza della prevenzione, ed a fare la propria parte per scongiurare gli incendi estivi. Il successo delle passate edizioni della campagna "preveniamo gli incendi" ci conforta nell'aver verificato di come ci siano tanti cittadini che hanno a cuore le sorti del loro territorio: infatti le migliaia di
segnalazioni giunte al nostro numero verde in questi anni hanno permesso molte volte di evitare la nascita di focolai in zone di pregio ambientale e nei parchi delle città, a ridosso di case e palazzi. Purtroppo anche questa nostra iniziativa si scontra contro le lungaggini burocratiche o la sordità di alcune istituzioni che,
alcune volte, possono impedire le ripuliture per tempo delle zone a rischio segnalate. Ma con l'aiuto delle persone che si attivano direttamente nel controllo del territorio, possiamo cercare di superare questi ostacoli e richiedere interventi concreti contro gli incendi. La collaborazione, inoltre, con il COISP, un sindacato di
Polizia che da anni collabora con la nostra associazione e si è dimostrato sempre sensibile nella difesa dell'ambiente, ci conforta e ci fa ben sperare nella individuazione di tutti quei possibili reati che possono nascondersi dietro ad inefficienze e burocrazie.
E' importante ricordare che il nostro numero verde è utile solo per prevenire gli incendi, mentre se si vede un incendio in atto bisogna subito avvisare il Corpo Forestale (tel. 1515) o i Vigili del Fuoco (tel. 115).
Allora diamo il via a questa 11^ edizione della campagna "preveniamo gli incendi" attivando il numero verde 800.866158 e rilanciando con forza lo slogan di questa nostra iniziativa: Prevenire è meglio che spegnere.
Il Coordinatore Nazionale della Campagna, Stefano Zuppello
* * * * * *
"DIRITTI AL MARE, DIRITTI DEL MARE"
VI edizione della campagna VAS - Numero Verde 800.866158
Diamo il via alla sesta edizione della Campagna "Diritti al mare, diritti del mare 2001", promossa dall'associazione Verdi Ambiente e Società in collaborazione con l'associazione per disabili NADD
Europe. Anche quest'anno la campagna, patrocinata dal Ministero dell'Ambiente, si avvarrà del sostegno della Castalia Ecolmar, società che gestisce le imbarcazioni per la pulizia del mare.
Come nel passato questa edizione vedrà l'attivazione del numero verde messo a disposizione dall'associazione VAS, 800.866158, per consentire ai cittadini, durante tutto il periodo estivo, di segnalare qualsiasi disservizio, sopruso, casi di inquinamento e di
violazione delle norme vigenti, che avvengono sul litorale del nostro paese. Le segnalazioni potranno arrivare anche attraverso il sito internet:
Le segnalazioni saranno inoltrate alle Capitanerie di Porto e agli altri organi competenti. Lo scorso anno sono state più di 2000 le segnalazioni arrivate da tutta Italia e molti dei casi sollevati, grazie soprattutto al pronto intervento della Guardia Costiera, hanno
trovato una soluzione.
L'iniziativa, come dimostra il successo dello scorso anno, ha anche lo scopo di sensibilizzare verso la tutela dell'ambiente marino, e la difesa del diritto ad usufruire di un litorale non ingabbiato.
Saranno programmati interventi, insieme all'associazione NADD Europe, di pulizia dei fondali e presenteremo al termine della campagna il dossier con tutte le segnalazioni e i casi risolti.
* * * * * *
RIFIUTI NEL CHIANTI: NO ALL'INCENERITORE ED ALLE "ALTERNATIVE FASULLE".
La lotteria della localizzazione del previsto inceneritore del Chianti sembra aver concluso i suoi numeri: così prima i Sindaci dei Comuni di S.Casciano ed Impruneta - dichiarandosi disponibili o tacendo - hanno consentito che emergesse l'ipotesi di localizzazione Le Sibille quale alternativa a Testi, poi le coalizioni politiche che li appoggiano si sono defilati da questa linea, ed infine - innestata la retromarcia - si torna a guardare a Testi per piazzare una qualche forma di termocombustione dei rifiuti, o loro derivati.
Eppure sarebbe bastato ricordarsi che nel 1985 i Comuni del Chianti avevano già approvato un progetto di inceneritore (poi sostituito col gassificatore), che aveva allegato uno studio di localizzazione che prendendo in esame quattro diversi siti aveva dichiarato che quello delle Sibille (o "Le Mandrie") era quello che aveva maggiori controindicazioni. Allora, o quello studio era sbagliato (ma allora i Comuni dovrebbero farsi rendere i soldi che hanno pagato per commissionarlo), oppure la localizzazione già scartata quindici anni fa non si capisce perché possa essere idonea adesso.
Nel frattempo è stata avanzata l'ipotesi che prevede di destinare i rifiuti (o loro derivati: CDR o RDF) a trattamento termico, distribuendone però le quantità nell'ambito del cosiddetto "polo termico di Testi", costituito dal gassificatore, dal vicino cementificio, ed una "seconda caldaia" da realizzare.
Uno scenario contrabbandato come alternativa alla realizzazione dell'inceneritore, ma che presenta non poche controindicazioni e che suscita forti perplessità:
L'ipotesi di bruciare nel cementificio di Testi, una buona parte del CDR (Combustibile Derivato dai Rifiuti), potrà avvantaggiarsi delle procedure semplificate previste dalla normativa, che esentano questo uso dalle procedure valutazione di impatto ambientale previste invece per gli inceneritori; ed inoltre i cementifici per talune emissioni hanno dei limiti addirittura maggiori degli impianti di incenerimento.
La costruzione di una "seconda caldaia", da affiancare all'attuale gassificatore, raddoppiandone così la potenzialità di smaltimento, come un'alternativa all'incenerimento ha invece qualcosa di enigmatico.
Cos'è infatti una "seconda caldaia", se non un modo diverso di chiamare una linea di trattamento termico dei rifiuti selezionati (CDR/RDF)? Che differenza fa rispetto all'inceneritore, o impianto di termocombustione, o "termovalorizzatore", che lo si voglia chiamare?
L'associazione VAS nelle osservazioni presentate ieri al Piano provinciale ha espresso quindi la propria opposizione sia alla realizzazione dell'inceneritore da oltre 400 tonnellate/giorno (a Le Sibille, come a Testi), sia la propria contrarietà alle ipotesi di potenziamento proposte per il "Polo Termico di Testi" (uso del cementificio per bruciare CDR, e la enigmatica "seconda caldaia").
Il gassificatore sia mantenuto entro la sua potenzialità attuale ma in una prospettiva di fuoriuscita dall'uso dell'incenerimento, entro pochi anni - chiede VAS - e non si dia seguito alle altre "alternative fasulle".
Occorre invece invertire le priorità della gestione dei rifiuti, puntando al "maggior recupero possibile di materie prime", ponendosi per questo l’obiettivo del 70% di Raccolta Differenziata e Riciclaggio, e la riduzione "effettiva" del 10% nella produzione dei rifiuti.
I Comuni del Chianti hanno adesso l'opportunità di imboccare questa strada innovativa, prendendo ad esempio le esperienze italiane più avanzate dei Comuni che hanno ne hanno già dimostrato la concreta fattibilità.
Inceneritori e riciclaggio sono due scelte sostanzialmente alternative, perché l'incenerimento rischia di vanificare le raccolte differenziate, mentre gli enormi fabbisogni economici della costruzione di questi impianti dovrebbero essere proficuamente investiti per riorganizzare i servizi di raccolta differenziata spinta finalizzata al recupero e riciclaggio delle materie prime.
E' questa infatti la strada da percorrere: recuperare materie prime e risparmiare energia con la raccolta differenziata, invece di cercare di recuperare l'energia dai rifiuti con la termodistruzione.
* * * * * * * * *
PIANO PROVINCIALE DEI RIFIUTI:
Quando i Sindaci giocano a nascondino.
Lascia stupefatti la dichiarazione in merito al piano provinciale dei rifiuti - riportata dal quotidiano La Nazione del 19 aprile - rilasciata dal Sindaco di Impruneta, secondo cui "attendiamo ancora copia del piano provinciale dei rifiuti, senza di che - precisa - non possiamo prenderne formalmente atto a portarlo in discussione nelle sedi proprie e in consigli comunale".
Giocando sulle parole infatti la copia del Piano a cui si riferisce il Sindaco è quella che, dopo l'adozione da parte della provincia, viene inviata ai Comuni per dare avvio formale al periodo dei 60 giorni (che decorrono da ieri 18 aprile) in cui è possibile per chiunque presentare osservazioni..
Le cose stanno un po' diversamente se invece si considera che - come riportato anche nella delibera di adozione da parte della Provincia - la proposta di piano provinciale di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati, è stata trasmessa dalla Provincia a tutti i Comuni interessati in data 7 febbraio, e proprio al fine di acquisirne il parere nel merito è stata convocata per il giorno 2 marzo 2001 un'apposita "Conferenza dei Comuni", a cui risulta aver partecipando anche il rappresentante del Comune di Impruneta (peraltro senza intervenire).
Poiché a quella "Conferenza dei Comuni" in rappresentanza dei rispettivi Enti hanno partecipato i Sindaci (o Assessori delegati), è doveroso porre l’accento su quale ruolo nella elaborazione del Piano hanno (o avrebbero dovuto avere) i Consigli Comunali, considerato che la gran parte dei Sindaci risulta abbia partecipato alla Conferenza, senza che la questione sia stata preventivamente sottoposta ai rispettivi Consigli Comunali e quindi senza ricevere da questi uno specifico mandato (sia a partecipare che per il parere da esprimere sul Piano).
Da più parti - ed anche dalle dichiarazione del Sindaco di Impruneta - viene invece asserito, o lasciato intendere, che la fase di intervento di ogni consiglio comunale sia solo quello delle "osservazioni", che è possibile presentare solo dopo che la Provincia abbia adottato il Piano.
Una interpretazione questa che risulta riduttiva della funzione e della competenza dei consigli comunali, a cui per legge spetta un compito di "indirizzo" per l’azione di Sindaco e Giunta.
La normativa regionale sui rifiuti stabilisce infatti che prima di adottare il Piano la Provincia debba "acquisire il parere dei Comuni"; ed è qui che entra in gioco la disputa sulla titolarità ad esprimere il parere per conto del Comune, che riteniamo debba essere sciolta tutta in favore dei Consigli comunale e non certo dei Sindaci.
Infatti le competenze sia dei Consigli Comunali che di quello Provinciale discendono dalla stessa Legge 142/90: non pare pertanto possibile ammettere che la stessa materia sia di competenza del Consiglio nel caso della Provincia e del Sindaco nel caso del Comune.
Pertanto se è previsto che il Piano Provinciale venga adottato dal Consiglio Provinciale, si da per certo che la materia è di competenza consiliare, e quindi ne discende che analogamente la stessa è di competenza del consiglio comunale quando questo debba "esprimere pareri in merito a dette materie" (art.32 legge 142/90).
Per questo motivo l’Associazione Verdi Ambiente e Società – Circolo del Chianti, sottolinea negativamente come il "principio di trasparenza" che la legge regionale indica quale obiettivo dell’iter di approvazione dei Piani, abbia invece avuto quale prima vittima proprio quei consigli comunali che dovrebbero rappresentare gli interessi le comunità locali.
* * * * * * *
1991-2001: VAS, 10 anni dalla parte dell'ambiente
SALI A … BORDO:
parte la Campagna di adesione 2001
COME SI ADERISCE AL CIRCOLO di V.A.S.
Anche per il 2001 il nostro Circolo ha stabilito una quota ridotta di adesione di lire 30.000.
Si invitano tutti i soci e gli interessati a contattare il circolo per rinnovare l'adesione, ed a collaborare per ricercare nuove adesioni, competenze ed energie per l'anno nuovo, visto i crescenti settori su cui il nostro Circolo VAS è impegnato.
quote adesione 2001:
£. 30.000 - soci ordinari
£. 25.000 - soci studenti o disoccupati
£. 50.000 - soci + abbonamento annuale a
"Verde Ambiente" (scontato ai soci)
* * * * * *
AMBIENTE - Regione ed associazioni ambientaliste firmano un protocollo d’intesa.
Insieme per ridurre il consumo di energia e di materie prime. Informazioni in rete e stretta collaborazione per garantire uno sviluppo sostenibile.REGIONE TOSCANA -(comunicato stampa 17/5/2001)
-------------------------------------------------------
FIRENZE - Regione Toscana ed associazioni ambientaliste lavoreranno a stretto gomito per rallentare il consumo di energia e materie prime, cercando di trovare tutti gli strumenti adeguati per una migliore gestione e monitoraggio del territorio.
Un protocollo di intesa sullo sviluppo sostenibile è stato firmato oggi a Palazzo Bastogi dal presidente della Regione Claudio Martini, insieme all’assessore Tommaso Franci, con gli Amici della Terra, l’Associazione Ambiente e Lavoro Toscana, il Club Alpino Italiano, Italia Nostra, la Legambiente toscana, la Lipu, l’associazione Verdi Ambiente e Società e la sezione toscana del Wwf. Sono otto associazioni che rappresentano la quasi totalità del mondo ambientalista della regione.
"Per assicurare coerenza tra le politiche settoriali pubbliche in tema ambientale – ha commentato il presidente Martini – queste devono diventare centrali in tutte le strutture di governo regionale e dei governi locali. Occorre incoraggiare l’integrazione e la partecipazione dei vari soggetti coinvolti e per questo è indispensabile la piena possibilità di accesso alle informazioni e alle varie sedi di concertazione". "La qualificazione del territorio e la tutela della risorse paesaggistiche – ha poi aggiunto, parlando della
"missione" della Toscana - non sono un vincolo, ma una risorsa in termini di sviluppo e di nuovi posti di lavoro". Sui temi ambientali la Regione e le associazioni ambientaliste avevano già lavorato assieme.
Il protocollo, firmato oggi, consolida ed istituzionalizza questa sinergia tra pubblico e privato. E’ anche uno dei pochi esempi nel panorama delle regioni.
Nascerà così una rete integrata, dove confluiranno da un lato tutte le risorse informative a disposizione
delle Regione e delle varie agenzie già operanti (Sira, Arpat, Irpet) e dall’altro le conoscenze e le elaborazioni sullo stato dell’ambiente in possesso delle associazioni ambientaliste. Annualmente sarà rivisto anche il sistema degli indicatori ambientali.
La via operativa individuata è quella della concertazione allargata. Il tavolo prescelto sarà il forum dell’Agenda XXI regionale, dove sederà anche un rappresentante scelto dalle associazioni ambientaliste
firmatarie del protocollo. Il forum in questione potrà rappresentare un momento di confronto con le autonomie locali e le parti sociali ed uno strumento di approfondimento tecnico-scientifico sui temi della
sostenibilità.
Tra le strategie e gli obiettivi perseguiti è previsto anche un programma di formazione rivolto ai dirigenti.
Quanto alle verifiche, sull’attuazione del protocollo e l’andamento dei singoli impegni si terrà un incontro
annuale tra il presidente della Toscana e le associazioni ambientaliste. Al terzo anno è fissata una verifica generale con la partecipazione della giunta regionale e degli enti locali. (wf)
* * * * * *
Nuova lottizzazione di Strada in Chianti.
VAS: deludenti le risposte alle osservazioni; adesso vigiliamo sul rispetto degli impegni dichiarati dal Comune.
Il Circolo Chianti Fiorentino dell’Associazione Verdi Ambiente e Società prende atto con insoddisfazione del fatto che il Consiglio Comunale di Greve in Chianti ha respinto nella sostanza le osservazioni presentate dall’associazione in merito al piano di lottizzazione di via Mazzini a Strada in Chianti.
La maggioranza del Consiglio Comunale ha respinto in particolare i punti delle osservazioni riguardanti la riduzione della volumetria e la modifica alla destinazione del lotto, che nell’ultimo progetto prevede oltre alle residenze anche una parte con destinazione commerciale.
Sottolineiamo negativamente il fatto che proprio queste osservazioni siano state respinte con la motivazione che "la volumetria complessiva è vincolata dall'atto di compravendita intervenuto fra il Comune di Greve in Chianti e la parte acquirente".
A riguardo non si può tacere il fatto che il Comune, prima di rispondere alle osservazioni, abbia voluto "mettere il carro davanti ai buoi", ponendo in essere atti amministrativi, che sarebbero dovuti essere avviati solo dopo che la variante urbanistica fosse definitivamente conclusa, con la risposta alle osservazioni.
Diversamente le osservazioni dei cittadini, assumono la veste di una mera concessione formale, a cui si risponde beffardamente da parte del Comune.
Pur non condividendo le motivazioni che hanno portato l’Amministrazione Comunale alla vendita di una parte del territorio della frazione che avrebbe avuto una naturale vocazione come spazio per attività pubbliche all’aperto, l’associazione sottolinea come il consiglio comunale abbia assunto l'impegno a dare attuazione ad alcuni spunti sottolineati da VAS, inerenti in particolare la qualità dei residui spazi pubblici presenti all’interno del lotto.
L’associazione chiede pertanto che la prevista realizzazione del complesso residenziale sia subordinata al risanamento del borro che scorre a valle della porzione di territorio ed alla pulizia e rivalorizzazione dei sentieri esistenti, con spese a carico del proprietario dell’area. Solo in questo modo, infatti, alla popolazione potrà essere garantito il diritto a non vedere deturpato ancora una volta il proprio territorio.
L’associazione ambientalista sottolinea inoltre come la scelta progettuale di mantenere gran parte della edificazione sul terreno di riporto possa portare in futuro a conseguenze gravose sia sul piano economico (ulteriori interventi di consolidamento a carico dell’amministrazione o del proprietario?) che su quello della salubrità e stabilità delle abitazioni.
In definitiva, VAS avendo preso atto di quanto deliberato dal consiglio comunale di Greve, ravvisa la necessità che i cittadini, il comitato ed associazioni ambientaliste vigilino con attenzione sulla realizzazione delle nuove residenze e dell'intervento nel suo complesso, affinché vengano attuati quantomeno i residui intenti positivi dichiarati dall’Amministrazione comunale.
In particolare chiediamo che, prima del termine dell'intervento edificatorio, sia predisposto, sottoposto alla comunità di Strada, e sia realizzato, il progetto relativo alla complessiva riqualificazione delle superfici d'uso pubblico ricomprese nell'area del piano particolareggiato.
* * * * * *
Bagno a Ripoli: vincolo paesaggistico a Villamagna e zone limitrofe
Buone nuove da Bagno a Ripoli.
La Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Firenze, Pistoia e Prato ci ha comunicato che in data 19 marzo 2001 ha provveduto ad inoltrare all Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la proposta di assoggettare a tutela paesaggistica ed ambientale una vasta area che comprende Villamagna e zone limitrofe, ai sensi del Decreto Legislativo 490/99.
Nella stessa lettera la Soprintendenza ringrazia le associazioni Italia Nostra e Verdi Ambiente e Società, per la cortese collaborazione fornita. E' un ringraziamento che, per quanto riguarda VAS, ovviamente giriamo agli associati ed amici che hanno contribuito con il loro fattivo impegno .
Tale vincolo paesaggistico non comporta la impossibilità di interventi nell'area in questione, ma comunque implica che ogni progetto urbanistico di nuova edificazione o di modifica dell'esistente, sia sottoposto al parere della Soprintendenza.
* * * * * *
SOS AMBIENTE:
un eco-sportello al servizio dei cittadiniPer segnalazioni su problemi ambientali continua ad essere attivo l'eco-sportello "S.O.S. AMBIENTE" della nostra Associazione. Le segnalazioni si inviano per posta a Casella Postale 94 - 50012 Bagno a Ripoli (FI); oppure per e-mail [email protected]),
* * * * * * *
ex-Stazione di Tavarnuzze:
"LETTERA APERTA" di VAS al Sindaco di Impruneta.
Al Sindaco di Impruneta
e p.c. Ai Consiglieri comunali
Oggetto: Piano di riqualificazione della Piazza di Tavarnuzze - Demolizione della ex-stazione della tramvia.
Abbiamo partecipato all'assemblea pubblica indetta dalla Amministrazione Comunale e che si è tenuta giovedi sera a Tavarnuzze, in merito al Progetto di Riqualificazione della Piazza del paese.
Abbiamo udito gli interventi degli assessori presenti ed i pareri dei numerosi cittadini intervenuti, poi vista l'ora e gli interventi ancora richiesti da parte dei presenti, abbiamo ritenuto fosse più proficuo
rimandare a questo scritto le valutazioni e proposte sull'argomento da parte dell'Associazione Verdi Ambiente e Società - Circolo del Chianti, che in tal modo potranno essere meglio valutate.
Come potrà immaginare, considerato che in proposito Le abbiamo scritto una lettera nel febbraio scorso (su cui però non abbiamo ricevuto riscontro), le nostre considerazioni sarebbero state incentrate sulla prevista demolizione della ex- stazione di Tavarnuzze della tramvia del Chianti, la cui sorte peraltro è stata oggetto di ripetuti interventi dei cittadini presenti all'incontro.
Avremmo voluto ribadire il nostro apprezzamento per il fatto che diverse centinaia di cittadini abbiano espresso al Comune la loro richiesta di non veder demolito quell'edificio; ed avremmo rinnovato la nostra convinzione che un progetto che voglia essere di riqualificazione della Piazza di Tavarnuzze può - ed a nostro avviso deve - poter essere compatibile con la richiesta di conservare e recuperare la ex-stazione, che è parte della storia e della memoria del paese e dei suoi abitanti.
Quello che ci pare di poter aggiungere è che troviamo sarebbe singolare che un intervento di riqualificazione del luogo che è pubblico, della collettività, per definizione, come quello sulla piazza del paese, possa prevedere un intervento quale la demolizione della ex-stazione, che non sia condivisa da una parte significativa della comunità stessa, come il consenso sulla petizione popolare ha testimoniato.
Peraltro ci resta difficile comprendere - cosa che abbiamo udito sostenere da alcuni amministratori - come proprio la ex-stazione possa essere considerata una sorta di grosso intralcio, quasi un ostacolo insormontabile, alla realizzazione di un qualsiasi progetto di riqualificazione della piazza, ma al tempo stesso sia ritenuta un edificio talmente piccolo e sottodimensionato da non potergli trovare una qualsiasi utilizzazione ad uso pubblico.
E' quindi proprio su questo aspetto che riteniamo di scriverle per esporre la parte propositiva delle nostre valutazioni sulla questione.
Quella di Comuni, Organismi ed Enti Pubblici che detengono la proprietà di edifici pubblici inutilizzati è infatti una situazione diffusa in Italia, ma la difficoltà finanziaria a recuperarli da situazioni di degrado, o la ritenuta non idoneità ad un loro proficuo utilizzo da parte dell'ente pubblico, raramente conduce alla scelta della loro demolizione.
Molte, invece, sono le situazioni in cui sul recupero e riuso di edifici pubblici inutilizzati è stato possibile realizzare proficui rapporti di collaborazione tra la proprietà, che non ritiene o non può intervenire direttamente, ed Organizzazioni od Enti senza finalità di lucro.
In questo campo anche l'Associazione Verdi Ambiente e Società, ha attivato interessanti esperienze quali quelle del recupero della Torre di Squillace in Puglia, o quella sull'Isola di San Giacomo in Paludo nella laguna veneta.
In questo seconda esperienza il Comune di Venezia, proprietario dell'edificio esistente sull'isola (un ex-convento, poi ex-polveriera, ed infine inutilizzato fin dagli anni sessanta) ha concesso in uso l'edificio alla Associazione, la quale si è fatta carico di gestirlo, reperendo i fondi necessari ad avviare il suo recupero e riutilizzo, per finalità connesse all'attività dell'associazione, destinandolo a centro di studi ambientali.
Ecco, è ad esplorare la fattibilità di percorsi analoghi che intendiamo quindi invitare l'Amministrazione Comunale: la Giunta Comunale, prenda una pausa di riflessione, sospendendo la attuazione della demolizione della ex-stazione di Tavarnuzze; il Comune raccolga delle proposte di gestione e riutilizzo dell'edificio, al fine di individuarne una che ne consenta il recupero, ed anche un uso con finalità di interesse collettivo.
Sarebbe questa una soluzione comunque compatibile con l'intenzione di riqualificare la piazza, che manterrebbe al Comune la proprietà dell'edificio, e che costituirebbe un immediata convenienza economica per le casse comunali facendo risparmiare i circa 150 milioni preventivati per demolire la ex-stazione, soldi che possono essere più proficuamente impegnati per la risistemazione della vicina porzione a giardino.
Certo questo è una strada che richiede il saper andare oltre al semplice ribadire che "oramai la demolizione è stabilita dal piano regolatore", ma che se percorsa dimostrerebbe capacità di saper raccogliere ed interpretare quelle istanze e sensibilità della popolazione, che in passato magari non si sono concretamente manifestate.
Sarebbe una scelta che tanta parte della comunità di Tavarnuzze, a cui è destinata la riqualificazione del centro del paese, siamo certi apprezzerebbe.
Distinti saluti
Associazione Verdi Ambiente e Società
Circolo Chianti fiorentino
* * * * * * *
Demolire la ex-Stazione di Tavarnuzze ?
VAS: ma quell'edificio è vincolato.
Il Circolo del Chianti della Associazione "Verdi Ambiente e Società" torna ad occuparsi della vicenda della ex-stazione di Tavarnuzze, che il Comune di Impruneta ritiene debba essere demolita, e su cui nella frazione sono state raccolte oltre 400 firme in calce ad una petizione di cittadini che chiedono di rivedere tale scelta, conservando e recuperando l'edificio.
Per non lasciare niente di intentato, e dopo che nei giorni scorsi ha inviato una lettera aperta al Comune in cui indicava possibili soluzione per una gestione dell'edificio affidata ad Enti o Associazioni senza fini di lucro, stavolta VAS mette mano alle leggi per salvare la ex-stazione.
"Quella demolizione non è per niente scontata" - sostiene VAS - ricordando che quell'edificio è vincolato in base alla Legge 1089 del 1939 (oggi recepita nel nuovo "Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali"), che pone il vincolo sugli immobili di proprietà di degli enti pubblici, che siano stati costruiti da almeno 50 anni.
E' un vincolo automatico che non necessita di dichiarazione di parte del Ministero dei Beni Culturali, che occorre invece per edifici di interesse di proprietà privata. Tale tipo di vincolo comporta che per interventi sia di modifica che di demolizione della stazione, occorre acquisire preventivamente il parere favorevole da parte della Soprintendenza di zona.
Nei giorni scorsi quindi, il circolo del Chianti di Verdi Ambiente e Società ha inoltrato proprio alla Soprintendenza una lettera per chiedere di tenere nella dovuta considerazione, quella che costituisce una delle ultime testimonianze storiche della linea tranviaria che a partire dalla fine dell'800 collegava Firenze con il Chianti, giungendo sino a Greve e San Casciano.
"Se la linea ferrata è stata nel tempo smantellata, l'edificio che si intenderebbe demolire, pur avendo avuto nel tempo diverse destinazioni d'uso dei propri locali, mantiene invece evidenti le caratteristiche strutturali per cui era stato realizzato, compresa parte della vecchia tinteggiatura a strisce color rosso mattone - sottolinea VAS - "Se appare ben poca cosa il beneficio che la collettività ne ricaverebbe dalla sua demolizione, più evidente ed irreparabile sarebbe la perdita di questa ultima testimonianza storica ed architettonica della vecchia linea tranviaria del Chianti.
Per questi motivi l'Associazione ambientalista oltre ad esprimere la propria contrarietà alla prevista demolizione, ha invitato la Soprintendenza a valutare con particolare attenzione la richiesta di autorizzazione a demolire che le dovrà essere necessariamente inoltrata da parte del Comune di Impruneta, ciò al fine di evitare che la collettività di Tavarnuzze venga privata di un edificio significativo del proprio patrimonio storico.
L'associazione si è inoltre dichiarata disponibile a collaborare nella eventuale ricerca della documentazione relativa alle notizie storiche sulla tranvia del Chianti e sull'edificio in questione.
* * * * * * * * *
VAS in INTERNET
Vi ricordiamo che il sito Internet del Circolo VAS del Chianti l
o trovate all'indirizzo www.geocities.com/vas_chiantiIl sito della Sede Nazionale VAS è all’indirizzo
www.verdiambienteesocieta.it: è possibile trovare tutte le informazioni aggiornate costantemente sulle campagne a livello nazionale della associazione (bastamianto, prevenire gli incendi, diritti al mare, un immagine per l’ambiente, moratoria sulle biotech, ecc…).Certamente da visitare inoltre siti della delegazione VAS della Lombardia: www.vaslombardia.org ,
e quello di VAS di Venezia www.comune.venezia.it/vasvenezia
* * * * *
"VERDE AMBIENTE" nelle biblioteche comunali del chianti.
Prosegue da parte del circolo VAS del Chianti l'offerta alle biblioteche dei Comuni del Chianti di un abbonamento gratuito per un anno, alla rivista "Verde Ambiente", edita col patrocino dell'Associazione VAS.
Tra quelle che hanno risposto positivamente e presso cui potrete trovare in lettura l'ultimo numero di "Verde Ambiente" e i numeri arretrati, le biblioteche comunali di Bagno a Ripoli, Impruneta, Greve e Barberino V.Elsa,
Si ricorda che i soci VAS possono usufruire di un abbonamento a prezzo speciale di sole £ 25.000, (scontato del 50%) ricevendo la rivista direttamente a casa. L'abbonamento può essere sottoscritto al momento della iscrizione annuale al circolo.
(in pratica con £.50.000 potete avere la rivista a casa per un anno ed iscrivervi al circolo VAS).
Associazione Verdi Ambiente e Società - Circolo Chianti fiorentino
Casella Postale 94, 50012 - Bagno a Ripoli FI
******