Associazione Verdi Ambiente e Società Circolo Chianti fiorentino
www.geocities.com/vas_chianti
Campagna di adesione 2002
SALI A BORDO
Campagna Nazionale “MANGIASANO”
Sottoscrizione Straordinaria
Il 2002 rappresenta per "Verdi Ambiente e
Società", un anno di scommessa per dare all'associazione la possibilità di
continuare ad agire a livello nazionale e locale.
Infatti a fronte di
una evidente crescita di credibilità di VAS per le varie iniziative, sia
nazionali che locali, l'associazione attraversa un momento di difficoltà nel
reperimento delle risorse finanziarie indispensabili per portare avanti le
proprie iniziative a livello nazionale.
Si tratta di una situazione che impone una immediata
inversione di tendenza ed, al tempo stesso, costituisce una verifica di quanto
riteniamo importante la sopravvivenza di VAS.
Diamo quindi l'avvio alla Campagna
di adesione a VAS per il 2002, e contemporaneamente ad una Sottoscrizione
Straordinaria, collegata alla Campagna Nazionale "Mangiasano".
Campagna Nazionale “MANGIASANO”
Sottoscrizione Straordinaria
Prende vita una mobilitazione
straordinaria di VAS per una sottoscrizione legata ad una delle nostre Campagne
che riteniamo più significative: “MANGIASANO”.
E’ una inversione di tendenza forte che chiediamo ad ogni
socio di VAS, ed a coloro che sono venuti in contatto con l'associazione in
questi anni: sottoscrivere e convincere il collega di lavoro, il vicino di
casa, l’amico e il conoscente a dare un contributo per la riuscita della
campagna e per il raggiungimento dei tre obiettivi di cui si compone:
Subito
una legge sui pesticidi - No agli OGM nelle sementi e nei cibi - Sicurezza Alimentare.
Presso il circolo sono disponibili i materiali per
l'iniziativa, e vi invitiamo quindi a
contattarci per rendervi disponibili a dare la vostra collaborazione.
Ma perché la sottoscrizione sia un impegno vero sono stati
fissati anche degli obiettivi: dei circa 50.000 Euro previsti a livello nazionale, per la Toscana è stato fissato obiettivo di 10.000 Euro (pari a £ 20
milioni) di sottoscrizione da raccogliere entro il 31 marzo.
Campagna
di adesione 2002: SALI A BORDO !
Anche qui crediamo sia giunto il momento di una verifica.
Rispetto a quanto abbiamo fatto finora è impensabile che la nostra associazione
non riesca a coinvolgere nella campagna di adesione nazionale le migliaia di
persone che vengono in contatto con noi nelle varie iniziative. Abbiamo
scartato l’ipotesi di limitare VAS al ruolo di lobby o di ufficio studi perché
crediamo che sia possibile costruire un’associazione che cresca nelle
iniziative e nel rapporto con il territorio.
Peraltro per poter far riuscire le nostre iniziative vi è
sempre più la necessità, di poter contare non solo sulla bontà di queste, sul
loro spessore, ma anche sui numeri degli associati e sostenitori.
Da questo, appunto, il momento di una verifica. Riteniamo
di avere tutte le carte in regola per chiedere a chi ci conosce una adesione
che sia anche solo il riconoscimento della utilità di VAS per una battaglia
contro gli orrori urbanistici, le strade sbagliate o l'inceneritore, o per una
campagna di prevenzione degli incendi,
o di difesa del mare, o per quanto fatto contro gli OGM.
Proprio l'avvio contestuale della Campagna “MANGIASANO” ci
pare un ulteriore buon motivo per aderire a VAS, e chiedere ad altri di farlo.
Ci sembra corretto, anche in questo caso, darsi degli obiettivi,
che per quanto riguarda il circolo VAS del Chianti può essere quello di un obiettivo minimo di raddoppiare gli
iscritti al nostro Circolo.
Per il 2002 il nostro Circolo - proprio per promuovere
le adesioni - conferma la scelta di
lasciare invariata la quota di iscrizione richiesta, che pertanto sarà:
§
15 Euro - Socio ordinario
§
10 Euro - socio studente o disoccupato
§
26 Euro - tessera socio ordinario + Abbonamento annuale a sei numeri della
rivista "Verde Ambiente" (scontata per i soci)
Confidiamo sulla fattiva collaborazione ed il sostegno di
tutti voi.
MANGIASANO
- Campagna nazionale per la sicurezza alimeentare
Un
milione di depliant informativi; una petizione da
sottoscrivere in materia di pesticidi e OGM; un conto corrente istituito
per sostenere la campagna (CCP n°87728002); sono gli strumenti
attivati da oggi per la realizzazione di MANGIASANO,
la campagna per la sicurezza alimentare promossa da VAS.
Due gli obiettivi operativi di MANGIASANO:
"No ai veleni nel piatto: subito la
legge sui pesticidi" è la richiesta, rivolta a Governo e Parlamento,
affinché dopo oltre vent'anni si proceda al varo della nuova legge in materia
di fitofarmaci, la cui approvazione è stata tenacemente ostacolata dalla lobby
della chimica. Con il risultato che nel nostro Paese sono in vigore norme che
irridono alla sicurezza ambientale e alimentare, come quella che consente la
multiresidualità degli additivi chimici nei prodotti alimentari e che non
prevede alcuna norma cautelare sulla residualità nei prodotti alimentari per
l'infanzia.
"Mai dire Mais: Niente scherzi
sugli OGM" è invece l'invito rivolto al Governo e al Parlamento al
fine di tutelare l'ambiente e la salute dei cittadini dagli effetti,
indesiderati all'80% degli italiani, di Decreti in Deroga concepiti allo scopo
di aggirare gli attuali diviti all'utilizzo di OGM in agricoltura. E' questa
una iniziativa di prevenzione che ancora una volta si propone il più rigoroso
rispetto della moratoria UE e delle leggi nazionali che hanno congelato
l'utilizzo agricolo di OGM in base al principio di precauzione.
MANGIASANO in tutte le piazze d'Italia.
Centinaia saranno le iniziative pubbliche che in ogni parte del Paese
verranno promosse da VAS nel corso dell'anno a sostegno di MANGIASANO. Una campagna
che è al tempo stesso di informazione e di mobilitazione affinché la sicurezza
alimentare costituisca nei fatti il prodotto di un Paese capace di
concretizzare il rinnovato patto di reciprocità sancito fra il cittadino, il
produttore e l'ambiente.
Sostieni l'azione di VAS in questa Campagna MANGIASANO per
la Sicurezza Alimentare.
La
mucca è impazzita a causa delle
farine animali, il maiale è nutrito a estrogeni, i polli in batteria non si sa cosa
mangiano anche se qualcuno ha pensato di dare loro un po’ di diossina, la
frutta e la verdura non seguono più le stagioni ma i concimi, i diserbanti e i
pesticidi.
L'indiscriminata
diffusione di OGM ad opera
delle multinazionali biotecnologiche provoca un impoverimento della
biodiversità e delle produzioni tipiche italiane.
A
questa situazione noi di VAS opponiamo la strada del mangiare sano e della
sicurezza alimentare.
Lo
facciamo con una Campagna Nazionale chiamata Mangiasano, per un deciso impegno verso
la sicurezza, la salute, la qualità, la tipicità.
Questi
obiettivi sono possibili da raggiungere perché l'Italia può contare su di un
panorama molto ricco di biodiversità agroalimentare. Ragioni che hanno indotto
VAS e poi le comunità locali, le organizzazioni agricole, le associazioni della
piccola e media industria e i recenti governi a sostenere la
candidatura di Parma a sede dell'Authority europea per la Sicurezza Alimentare.
Salvaguardando
sicurezza, qualità e diversità si difende il diritto alla salute, si
salvaguardano l'ambiente e il territorio.
Mangiasano
è una Campagna per la Sicurezza Alimentare e sulla compatibilità dei sistemi
produttivi.
Da
subito mette sul tappeto due iniziative, una per arrivare ad una legge che
regolamenti l'uso dei fitofarmaci in agricoltura denominata No ai veleni nel
piatto: subito una legge sui pesticidi; l'altra per dire NO ai prodotti
geneticamente modificati denominata Mai dire mais, perché vanno valutati,
studiati e definiti quali siano i rischi a medio e lungo termine degli OGM per
l'uomo e per l'ambiente.
VAS
sostiene la necessità di:
a) riconoscere alla produzione agroalimentare la
dignità di bene culturale, da salvaguardare e valorizzare facendola
diventare una risorsa per tutto il territorio;
b) diffondere i prodotti biologici e biodinamici
nelle mense scolastiche e negli asili nido;
c) riscoprire gli antichi e tradizionali mestieri
collegati alle attività tradizionali dell'alimentazione per trasformarli in
occasione di nuova occupazione;
d) allestire un osservatorio permanente sull'uso dei
fitofarmaci in agricoltura e favorire azioni di informazione sui
principi attivi per mettere al sicuro la salute dei produttori, consumatori e
l'ambiente;
e) fare ricerca e informazione sugli alimenti
geneticamente modificati per valutare le relative conseguenze sui
sistemi agrari, sulla salute dei consumatori, sull'ambiente e sulla
biodiversità.
Sin
qui, grazie anche al tuo contributo abbiamo:
ottenuto
il divieto alla commercializzazione in Italia di ben quattro varietà di mais
OGM (agosto 2000);
impedito
che i carichi di sementi contaminate da OGM delle multinazionali Monsanto
e Syngenta fossero venduti ai nostri agricoltori (marzo 2001).
Sostieni
l'azione di VAS in questa Campagna MANGIASANO per la Sicurezza Alimentare.
Con il tuo
contributo da versare sul c.c.p 87728002,
specificando la causale, potrai sostenere:
1)
Le azioni legali che VAS intraprenderà per fermare Monsanto, Syngenta e le altre multinazionali che vogliono introdurre le
sementi OGM;
2) Le ricerche e le analisi di rilevazione dei pesticidi sui
prodotti agroalimentari;
3) L’istituzione di una banca dati sugli OGM;
4) La stampa di materiale di informazione sugli OGM e
sull’uso dei pesticidi.
Se
non lo sei già, diventa socio di VAS - Verdi ambiente e Società
*
DAL
CILINDRO DEL PIANO DEI RIFITUI:
“VALUTAZIONE
SANITARIA” E “SECONDA CALDAIA”
Risulta incomprensibile che, con
il Piano dei Rifiuti recentemente
approvato dalla Provincia, sia stato previsto che per valutare la fattibilità
dell’impianto di incenerimento previsto all’Osmannoro venga redatto uno Studio
di “Valutazione di Impatto Sanitario” (VIS), mentre analoga previsione non
sia stata indicata per l’impianto di incenerimento che si vuol realizzare a
Testi (nel Comune di Greve), o a quello di Selvapiana a Rufina.
Nei giorni scorsi il Sindaco di
Greve in Chianti, a mezzo stampa, pare abbia
chiesto che questa valutazione sanitaria sia estesa anche all’impianto
previsto in quel Comune. Se questo è il senso delle sue dichiarazioni,
dovrebbero trovare immediato ascolto da parte della Provincia di Firenze.
Stupisce tuttavia che tale
richiesta venga avanzata a Piano Provinciale già approvato, anziché prima,
magari nell’occasione di quella “Conferenza dei Comuni”, che convocata dalla
stessa Provincia si è tenuta lo scorso 21 gennaio, ed alla quale hanno
partecipato i Sindaci dei Comuni interessati, proprio per esprimere il parere
degli Enti Locali sul Piano, prima che questo fosse sottoposto alla definitiva
approvazione del Consiglio Provinciale.
Il rischio può essere che, fatta
adesso, la richiesta di VIS possa rimanere inascoltata: a meno che i Comuni del
Chianti non intendano formalizzarla con i dovuti atti amministrativi.
Un aspetto dei commenti politici
che invece non convince per niente, è l’enfasi posta da taluni amministratori
comunali sul fatto che a Testi sarà realizzata una “seconda caldaia”, da
affiancare all'attuale gassificatore per trattare rifiuti (o loro derivati:
quali CDR o RDF), aumentando enormemente la potenzialità di smaltimento, come
se questa fosse una alternativa all’inceneritore.
Cosa può essere mai, infatti,
questa "seconda caldaia", se non un modo diverso di chiamare una
linea di trattamento termico dei rifiuti selezionati (CDR/RDF)?
Che differenza fa rispetto ad
un inceneritore, o
impianto di termocombustione, o "termovalorizzatore", che lo si
voglia chiamare?
Nella metà degli ‘80, i Comuni del Chianti che avevano approvato un progetto per costruire un inceneritore per smaltire i propri
rifiuti, vi rinunciarono per realizzare
“il gassificatore” a Testi, presentandolo come l’impianto di “ultima
generazione” (efficiente, pulito ecc…, un specie di ottava meraviglia): dopo
una vita di stenti, forse, verrà forse mantenuto in vita “per compassione”.
Intanto dopo venti anni
l’inceneritore rispunta dal cilindro e scommettiamo che ci sarà sempre qualcuno
disposto a garantire che anche questo
sarà certamente un impianto di “ultima generazione”.
Convinti invece che riferendosi a
questi impianti, dire “ultima generazione” dovrebbe significare che dopo
non ce n’è un’altra, continueremo la nostra battaglia contro gli inceneritori (veri
o sotto mentite spoglie), affinché si giunga a far tesoro delle esperienze
italiane più avanzate che dimostrano la praticabilità di un obiettivo
del 70% di Raccolta Differenziata e Riciclaggio, e per la riduzione
"effettiva" del 10% nella produzione dei rifiuti, che consentano di
vanificare la necessità di nuovi inceneritori
*
IL
PIANO PROVINCIALE DEI RIFIUTI:
IL
LUPO PERDE IL PELO MA NON I VIZIO
“Il lupo perde il pelo ma non il
vizio”, viene da commentare dopo che nei giorni scorsi la Provincia di Firenze
ha definitivamente approvato il Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti.
Infatti dagli atti di approvazione
del Piano, risulta che i Comuni interessati sono stati preventivamente convocati
dalla Provincia il 21 gennaio scorso, in apposita “Conferenza dei Comuni”, per
esprimere il proprio parere sulla stesura definitiva del Piano (che accoglieva
o respingeva le osservazioni presentate da cittadini, comitati, associazioni o
enti locali) prima che lo stesso fosse
portato al voto del Consiglio Provinciale.
Poiché a quella “Conferenza dei
Comuni” in rappresentanza dei rispettivi Enti hanno partecipato i Sindaci (o
Assessori delegati), è doveroso porre l’accento invece su quale ruolo nella elaborazione
del piano hanno (o avrebbero dovuto avere) i Consigli Comunali, considerato che
la gran parte dei Sindaci risulta abbia partecipato alla Conferenza, senza un
preciso mandato da parte dei rispettivi consiglio comunali.
Il circolo Chianti fiorentino
dell’’Associazione V.A.S. (Verdi Ambiente e Società) aveva sollevato la
questione, con una propria osservazione, già in sede di prima adozione del
piano, quando si verificò una situazione analoga, tuttavia adesso la cosa si ripete
a distanza di mesi, anche nel momento della valutazione del Piano, nella sua
versione definitiva.
VAS ha infatti sostenuto che ai
sensi del “Testo Unico degli Enti Locali” i Sindaci potevano partecipare alla
“Conferenza dei Comuni”, indetta dalla Provincia, solo avendo un espresso
mandato dei rispettivi consigli comunali sia a parteciparvi, che – soprattutto
- su quale parere esprimere per conto del pproprio Comune.
Si tratta di un aspetto che
prescinde gli stessi contenuti del Piano, ma che attiene invece all’essenza
stessa del ruolo dei consigli comunali, che hanno una specifica funzione di
indirizzo, che si esprime per gli atti di pianificazione (come nel caso del
Piano dei Rifiuti), nonché sui pareri da esprimere su queste stesse materie da
parte del Comune.
Per questo motivo l’associazione
VAS, stigmatizza negativamente come quel “principio di trasparenza” che la
legge regionale indica quale obiettivo dell’iter di approvazione dei Piani,
abbia invece avuto quale vittima proprio quei consigli comunali che dovrebbero
rappresentare le comunità locali
Per tale motivo, sulla vicenda, il
nostro Circolo VAS inoltrerà una istanza al Difensore Civico Regionale affinché
sia verificata la correttezza delle procedure con cui si è svolta la “Conferenza dei Comuni”, e venga
ristabilito il ruolo proprio ed insostituibile dei consigli comunali ad
esprimere pareri in materia di Piano dei Rifiuti.
*
Rifiuti
– SAFI/QUADRIFOGLIO:
UN
MATRIMONIO IMPOSSIBILE ?
Sono trascorsi alcuni mesi da quando veniva dato per certo il matrimonio (cioè la “fusione”) tra SAFI e Quadrifoglio, le due aziende che gestiscono la raccolta e smaltimento dei rifiuti nei Comuni del Chianti, di Firenze e della piana fiorentina. Dopo le “pubblicazioni” a suon di dichiarazioni alla stampa, e passata la data per il matrimonio (per il 5 dicembre scorso veniva data per convocata la Conferenza dei Sindaci per la firma di un Accordo di Programma), è invece calato il silenzio. Motivo di tanto silenzio non sarà che uno dei due partner si è scoperto essere già sposato?Non si comprende infatti come Safi e Quadrifoglio, nella loro attuale configurazione societaria possano fondersi, dando vita ad una nuova società, senza che ciò sia in contrasto con la normativa in materia di gestione di servizi pubblici locali. Infatti mentre Quadrifoglio è una Società per Azioni (SpA) interamente pubblica (proprietari i Comuni di Firenze e della Piana), la SAFI è invece una SpA a capitale misto pubblico/privato (il 60% dei Comuni ed il 40% in mano a 4 soci privati). Orbene, la questione riguarda appunto quello che la giurisprudenza ha da tempo definito in materia di “scelta dei soci privati nella società miste a prevalente capitale pubblico”.Infatti una consolidata giurisprudenza afferma che debba escludersi che l’individuazione del socio privato possa sottrarsi ai principi concorrenziali, tutte le volte in cui debba effettuarsi la scelta di un operatore privato chiamato a svolgere attività per conto e nell’interesse della Pubblica Amministrazione. Diversamente in questo caso, è evidente che i soci privati presenti nella SAFI, a seguito della fusione SAFI/Quadrifoglio, si troverebbero nella condizione di poter entrare a far parte del nuovo soggetto nato dalla fusione delle due società per la gestione del servizio, senza essere stati sottoposti a procedure di evidenza pubblica, per la scelta del socio (o soci) privato. Se questo è lo scenario ed il percorso amministrativo che si vuole intraprendere, riteniamo che ciò costituirebbe una palese violazione normativa e giurisprudenziale, oltre che un assurdo vantaggio per i soci privati; anche perché proprio la scelta dei soci privati di SAFI che fu fatta negli anni ’90 – in mancanza, allora, un giurisprudenza definita – avvenne senza lo svolgimento di una gara pubblica concorrenziale tra più soggetti privati. Pensare a fusioni, senza sciogliere una volta per sempre il nodo del matrimonio già contratto da Safi, non potrà che essere foriero di problemi anche per la futura nuova società.
BAGNO
A RIPOLI : VAS E ITALIA NOSTRA SULLA PREVISIONE DI NUOVE
VARIANTI
URBANISTICHE
Al
Sindaco di Bagno a Ripoli
Al
Presidente del Consiglio Comunale
Apprendiamo
che il Consiglio comunale del Comune di Bagno a Ripoli nella seduta del
prossimo 20/12 inizierà ad esaminare alcune proposte di variante al regolamento
urbanistico del Comune di Bagno a Ripoli, ora all’esame della commissione
urbanistica, riguardanti gli interventi edilizi. In particolare, con le
suddetti varianti potrebbero essere ingiustificatamente incrementate le
superfici edificabili previste dal piano regolatore, sia attraverso
l'ampliamento della superficie fondiaria (cioè del terreno edificabile) per gli
interventi di nuove costruzioni già previsti dal piano del 1999, sia attraverso
nuovi interventi distribuiti "a pioggia" sul territorio, non previsti
dallo strumento urbanistico vigente. Le nostre Associazioni hanno da tempo, in
numerosi documenti e convegni, segnalato alla cittadinanza e alle autorità
competenti come già le previsioni di edificazione contenute nell'attuale Piano
regolatore, a fronte di una preoccupante aggressione al paesaggio, non appaiano
sorrette da adeguata motivazione. Infatti, come l'esperienza ci insegna, la
realizzazione di consistenti interventi edilizi certo non ‘riqualifica’ le
frazioni ma contribuisce in modo decisivo al loro degrado; né pare ragionevole
proporsi il puro e semplice obiettivo di aumentare la popolazione del Comune -
tra l'altro, in contrasto con le disposizioni del Piano Territoriale di
Coordinamento della Provincia. Ma le varianti che, a quanto ci risulta sono
attualmente in discussione, sono ancor più ingiustificate, essendo dimostrato
che l’assurdo obiettivo del PRG di portare gli abitanti del Comune a 26.000
sarà ampiamente superato già con l'attuale formulazione del Piano. Facciamo
pertanto appello al Consiglio comunale perché eviti di assumere tali decisioni,
le quali altro non farebbero che aggravare lo scempio del territorio già
perpetrato con le precedenti previsioni; infatti in zone di grande pregio
paesaggistico, tanto più se sottoposte a vincoli, l'erosione di ulteriore
territorio dovrebbe essere assolutamente evitata o effettuata solo se strettamente
necessaria e seriamente motivata. ITALIA NOSTRA e V.A.S. si augurano che almeno
in questa occasione il Comune recepisca le istanze avanzate da chi ha a cuore
la tutela di un bene pubblico prezioso e non rinnovabile quale è il paesaggio,
rinunziando all’incremento degli interventi, ed adottando invece,
nell'interesse comune, quelle "varianti di salvaguardia" (programmi
di paesaggio e riperimetrazione dei centri abitati) sulle quali Sindaco e
Giunta si sono impegnati molti mesi fa, ma che fin ad ora sono rimaste,
inspiegabilmente, lettera morta.
Bagno
a Ripoli, lì 19/12/2001
ITALIA
NOSTRA Sez. Firenze
V.A.S.
- Verdi Ambiente e Società Circolo Chianti fiorentino
BAGNO A RIPOLI: OSSERVAZIONI ALLA VARIANTE URBANISTICA
PER IL PROGETTO PRELIMINARE DI NUOVO EDIFICIO
SCOLASTICO IN LOCALITÀCROCE A VARLIANO
La variante in
esame prevede la realizzazione di un nuovo edificio scolastico in località
Croce a Varliano che sostituirebbe l'edificio attualmente esistente sul fronte
opposto della Via Provinciale ed affetto, a dire dell’Amministrazione, da seri
problemi strutturali. Il provvedimento, così come congegnato, suscita
perplessità, in quanto colloca il suddetto intervento in un’area di grande
pregio sottoposta al vincolo paesaggistico di cui alla L. n. 1497/39, peraltro
nelle vicinanze di un bene storico, denominato “Il Palazzaccio”, vincolato ai
sensi della L. n. 1089/39.
Dovrebbe ormai
essere evidente che in zone di pregio paesaggistico sottoposte a vincolo le
nuove edificazioni dovrebbero essere assolutamente evitate o effettuate solo se
strettamente necessarie e sorrette da adeguata motivazione.
A riguardo la
relazione illustrativa del progetto preliminare si limita ad affermare che la
scuola attualmente esistente presenta problemi strutturali nonostante ripetuti
interventi di consolidamento, senza però specificare la natura e le
caratteristiche di tali problemi e senza spiegare perché la realizzazione di un
edificio scolastico completamente nuovo sia preferibile e più conveniente
rispetto alla manutenzione straordinaria
del fabbricato esistente.
Né poi risulta
comprensibile la ragione per cui, se proprio la scuola deve essere ricostruita ex novo, ciò non possa avvenire
sull’area attuale, magari ampliandola se necessario, evitando così l’erosione
di ulteriore territorio e gli ingenti costi previsti per l’acquisizione di un
altro terreno, che ammontano a L. 975.000.000.
Oltretutto, la
realizzazione della nuova scuola nell’area indicata nel progetto preliminare
produrrebbe pesanti conseguenze dal punto di vista paesaggistico; l’intervento
infatti comporterebbe la urbanizzazione di quello che, nonostante tutto, rimane
ancora un piccolo borgo di campagna e eliminerebbe la vista, che attualmente si
può apprezzare dalla piccola piazza della frazione, sull’adiacente oliveto e
sui vicini antichi edifici (il “Palazzaccio” e il borgo Centanni), cancellando
un pezzo del tipico paesaggio collinare fiorentino.
Inoltre, la
nuova costruzione verrebbe realizzata vicino a “Il Palazzaccio”, che sarebbe
quindi non più isolato nella campagna, ma verrebbe ad essere inserito in un
contesto urbano, stravolgendo irrimediabilmente la fisionomia dell’area.
Interrogativi
sorgono altresì sul futuro del terreno ove sorge la scuola esistente; non è dato
capire infatti se sarà alienato e, in ogni caso, quale sarà la sua nuova
destinazione, essendovi il rischio che questo possa essere “risanato” con
interventi di edificazione residenziale.
Anche le
ulteriori ragioni addotte dall’Amministrazione comunale, poi, non paiono
sufficienti a giustificare la variante in esame; infatti anche l’edificio
scolastico esistente è immerso in una zona aperta, panoramica, ricca di verde,
con una buona esposizione solare e non è vicina a particolari fonti di rumore o
ad “attrezzature urbane” che possano arrecare danno o disagio alle attività
della scuola.
L’accesso al
plesso scolastico attuale è collocato in una strada secondaria a fondo chiuso
dotata di parcheggio e può pertanto essere raggiunto agevolmente e senza creare
problemi per il traffico sia da veicoli privati che dagli scuolabus.
La collocazione
dell’edificio esistente non pone particolari problemi nemmeno per l’utilizzo
dei mezzi di trasporto pubblico, atteso che il capolinea della linea A.T.A.F.
n. 33 è situato nelle immediate vicinanze; vero è che per accedervi dalla
scuola è necessario attraversare la via Roma, ma il problema può essere risolto
con altre soluzioni ed esso, di per sé, non basta a giustificare lo spostamento
dell’intero edificio scolastico.
Per queste
ragioni, riteniamo sia preferibile che, in luogo dell’intervento previsto,
l’Amministrazione comunale proceda alla manutenzione straordinaria della scuola
esistente, in modo da risolvere definitivamente i problemi strutturali da cui
essa è afflitta, oppure, laddove tali interventi non siano possibili in base a
ben precisi motivi che dovranno essere specificati, si proceda alla
ricostruzione di un nuovo edificio scolastico nello stesso terreno in cui si
trova quello attuale, evitando di adottare una variante che prevede
l’ingiustificato sacrificio di un’area, che dovrebbe, per il suo pregio,
conservare la sua destinazione attuale.
A riguardo si
richiama inoltre quanto previsto dalla L.R. 5/95 che all'art.5, comma 4,
prescrive che "nuovi impegni del suolo
a fini insediativi e infrastrutturali sono di norma consentiti quando non
sussistono alternative di riuso e riorganizzazione degli insediamenti e
infrastrutture esistenti. Devono comunque concorrere alla riqualificazione dei
sistemi insediativi e degli assetti territoriali nel loro insieme ed alla
prevenzione e recupero del degrado ambientale".
Nota: con questa osservazione, abbiamo ripreso il testo già elaborato
da alcuni cittadini che contestano la nuova previsione urbanistica. (24.1.2002)
IMPRUNETA:
LA CIRCONVALLAZIONE SBAGLIATA
ED IL MARCIAPIEDE SBAGLIATO
"Il
diavolo fa le pentole .. e adesso pure i coperchi" viene da pensare a
leggere le notizie di stampa che riferiscono della proposta del consigliere
comunale Viti, di realizzare un marciapiede lungo la prevista circonvallazione
Desco-Sassi Neri" nel versante di Fabbiolle ad Impruneta, con lo scopo di
servire da collegamento pedonale tra il Desco ed il centro del paese.
Così dopo
quella che ambientalisti hanno ribattezzato "la strada sbagliata, dalla
parte sbagliata" (quella circonvallazione, che secondo un recente studio
ATAF toglierà poco del traffico di attraversamento dal centro storico), adesso
c'è chi propone di fare il bis realizzando anche il "marciapiede sbagliato"?
Un "marciapiede sbagliato": perché
appare assurdo pensare che coloro che adesso si recano a piedi dal Desco fino
"in piazza" con un tragitto di alcune centinaia di metri (lungo la
Via Roma e Via Paolieri, o Via Cavalleggeri), preferirebbero invece farsi un
bel giro sulla circonvallazione, percorrendo un tratto più lungo, di lato ad
una strada più transitata, e più esposti alle intemperie.
Tanto più
che proprio sulle strada che si percorre adesso si trovano anche quelle le
botteghe a cui magari si vuole andare recandosi "in piazza".
Prima di
pensare a realizzare ulteriori opere prive di senso, per garantire un miglioramento dei collegamenti a piedi tra le due zone del paese, sarebbe più
opportuno intervenire in due direzioni:
1)
Completare
di marciapiede o percorso pedonale protetto la viabilità esistente tra il Desco
e la Piazza, per i tratti che ne sono sprovvisti, ed intervenire con un progetto definito sui tratti esistenti ma
che risultino inadeguati.
2) realizzare
ed utilizzare quale collegamento i "percorsi
pedonali" previsti nell'area destinata a "parco agrario"
dalla variante urbanistica sul Centro Storico recentemente adottata dal Comune
(cioè la zona a monte della circonvallazione, ed adiacente all'abitato). Tali
percorsi pedonali debbono essere
realizzati e non restare sulla carta, ma soprattutto debbono essere
"pubblici" ed avere collegamenti diretti con la viabilità e l'abitato
a monte (Via Roma, Via Cavalleggeri, Via Mazzini-Piazza Buondelmonti);
Se
diversamente il Comune intendesse far propria la proposta del marciapiede della
circonvallazione, ci permettiamo di proporre fino d'ora che il marciapiede sia
intitolato al suo proponente, affinché i cittadini di Impruneta ricordino anche
in futuro la mente che originò questa bella pensata.
SOS
AMBIENTE:
l'eco-sportello
al servizio dei cittadini
Per segnalazioni su
problemi ambientali
'eco-sportello
"S.O.S. AMBIENTE" di VAS : Casella Postale 94 - 50012 Bagno a Ripoli
(FI)
oppure
[email protected]
* * *
“S.O.S. AMBIENTE”: QUEI PIOPPI IN
FATTUCCHIA
A seguito di una segnalazione pervenuta da alcuni cittadini, allo sportello “SOS Ambiente” della nostra associazione, in merito al taglio di pioppi nella zona di Fattucchia (Comune di Bagno a Ripoli) abbiamo inviato questa lettera al Comune di Bagno a Ripoli. Gent.moIspettore Delfino AmantiniResponsabile Salvaguardia del Patrimonio Arboreo del Comune Comune di Bagno a Ripoli Questa associazione ha ricevuto segnalazione del fatto che negli ultimi mesi sono stati eseguiti diversi tagli di pioppi lungo il borro delle Fonti (via delle Fonti) in Fattucchia. Si tratta di alberi molto grandi e caratteristici di questo ambiente, cosi` come dei piani di Grassina, Ema e Bagno a Ripoli; ne sonotestimonianza, a quanto ci segnalano, i quadri del pittore Giuseppe Fraschetti (Firenze 1879-1956) amante e frequentatore di questi luoghi (`Alberate di pioppi', 'Pioppi', 'Gattici con figure', `Pioppi in filare', etc.). Né va dimenticato che in queste campagne il pioppo costituisce da tempo immemorabile uno dei materiali principali per la fabbricazione di mobili, carri agricoli, etc. Comprendiamo che, nel caso di esemplari pericolanti sulla strada pubblica (tra l'altro, molto frequentata anche da pedoni), l'abbattimento può essersi reso necessario per motivi di sicurezza.
Tuttavia ci si domanda se, anche in questo caso, siano state esplorate tutte le possibilità alternative al taglio (ad esempio: potature di alleggerimento), e se comunque sia stato disposta la sostituzione degli esemplari abbattuti con individui della stessa specie.
IL NUOVO
SITO INTERNET DI
VAS NAZIONALE
In occasione
del lancio della campagna mangiasano è stato attivato il nuovo sito nazionale
di VAS:
Su
vasonline.it si potra' firmare on-line l'appello mangiaSANO.
Associazione Verdi Ambiente e Società
Circolo Chianti fiorentino
Casella Postale 94,
50012 - Bagno a Ripoli FI
Lettera circolare destinata ai soci, 21 marzo 2002