Associazione Verdi Ambiente e Società
Circolo Chianti fiorentino
Lettera circolare - n.1 / 2001
www.Geocities.com/vas_chianti
NO ALL'INCENERTORE NEL CHIANTI.
UNA ALTERNATIVA PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI
Negli ultimi mesi ha subito una improvvisa accelerazione la definizione di alcune scelte strategiche sul futuro delle politiche di gestione dei rifiuti che coinvolgono anche i Comuni del Chianti fiorentino: le modalità di gestione del servizio nettezza urbana e la realizzazione di nuovi impianti di trattamento dei rifiuti.
Il susseguirsi di incontri, compreso quello previsto per mercoledi 17 gennaio, tra i Sindaci dei Comuni del Chianti, di Firenze e della piana, serviti da Quadrifoglio e SAFI, a seguito dei quali vengono dati per cosa fatta sia la realizzazione di due inceneritori (uno nel Chianti ed uno nella Piana), nonché la prevista fusione tra le due società, SAFI e Quadrifoglio, che gestiscono il servizi di nettezza urbana di questi Comuni, si presta almeno ad alcune considerazioni.
La prima è che appare assurdo che mentre si definiscono scelte strategiche di questa portata, che vengono date per "imminenti", a gestirle siano in prima fila i Sindaci dei vari Comuni, o i loro assessori, senza che vi sia un preventivo coinvolgimento dei rispettivi consigli comunali a cui spetta invece, per legge, un fondamentale compito di indirizzo sulle scelte che il Comune assume.
Occorre quindi che venga ristabilito innanzitutto il ruolo primario dei consigli comunali che, eletti dai cittadini al pari dei Sindaci, debbono poter compiutamente valutare, discutere ed esprimersi sulle diverse proposte, senza trovarsi a dover ratificare a cose fatte decisioni assunte altrove.
L'associazione V.A.S. ritiene inoltre nel merito di tali scelte che per i Comuni del Chianti, che fanno riferimento a SAFI, dopo la "insoddisfacente" esperienza degli anni passati e del gassificatore, costituirebbe un ulteriore errore l'ipotesi di legarsi mani e piedi alle scelte di Firenze, sia in termini di gestione delle raccolte che sulle scelte delle modalità di smaltimento dei rifiuti.
I Comuni del Chianti hanno invece adesso l'opportunità di imboccare una strada innovativa, diversa da quella degli inceneritori, seguendo l'esempio delle esperienze italiane più avanzate dei Comuni che hanno deciso di avviare una raccolta "secco/umido" molto spinta, in alcuni casi con la domiciliarizzazione delle raccolte, comunque ottenendo ottimi risultati.
Si tratta di una alternativa concretamente percorribile, come dimostra l'esperienza dei 26 Comuni dell'Alta Provincia di Padova, riuniti nel "Consorzio Padova 1" con un bacino di circa 200.000 abitanti, che ha dimostrato come con una riorganizzazione dei servizi di raccolta sia possibile giungere a livelli elevati di raccolta differenziata, con una media del 60% di materiali recuperati dai rifiuti, e con punte che in alcuni Comuni raggiungono il 70-80%.
L'Associazione Verdi Ambiente e Società - circolo del Chianti , esprime quindi la propria netta contrarietà alla previsione di realizzare un nuovo inceneritore nel Chianti, sottolineando come l'introduzione di una Raccolta Differenziata integrata consente di ottenere rendimenti, in termini di recupero di materiali e di recuperi energetici, nettamente superiori a quelli consegui con altri sistemi di smaltimento.
Inceneritori e riciclo sono due scelte sostanzialmente alternative, perché l'incenerimento rischia di vanificare le raccolte differenziate, mentre gli enormi fabbisogni economici della costruzione di questi impianti dovrebbero essere proficuamente investiti per riorganizzare i servizi di raccolta differenziata spinta finalizzata al recupero e riciclaggio delle materie prime.
E' questa infatti la strada da percorrere: recuperare materie prime e risparmiare energia con la raccolta differenziata, invece di cercare di recuperare l'energia dai rifiuti con la termodistruzione.
1991-2001: VAS, 10 anni dalla parte dell'ambiente
SALI A … BORDO:
parte la Campagna di adesione 2001
COME SI ADERISCE AL CIRCOLO di V.A.S.
Anche per il 2001 il nostro Circolo ha stabilito una quota ridotta di adesione di lire 30.000. Si invitano tutti i soci e gli interessati a contattare il circolo per rinnovare l'adesione, ed a collaborare per ricercare nuove adesioni, competenze ed energie per l'anno nuovo, visto i crescenti settori su cui il nostro Circolo VAS è impegnato.
quote adesione 2001:
£. 30.000 - soci ordinari
£. 25.000 - soci studenti o disoccupati
£. 50.000 - soci + abbonamento annuale a "Verde Ambiente" (scontato ai soci)
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"VERDE AMBIENTE" abbonamento gratuito per le biblioteche comunali del chianti.
Il circolo VAS del Chianti ha offerto alle biblioteche dei Comuni del Chianti l'abbonamento gratuito per un anno, alla rivista "Verde Ambiente", edita col patrocino dell'Associazione VAS.
Hanno risposto positivamente le biblioteche di Bagno a Ripoli, Impruneta, Greve e Barberino V.Elsa, a cui sono stati inviati inoltre anche gli arretrati della rivista dal 1999 ad oggi. Per cui potrete leggere la rivista "Verde Ambiente" recandovi alla biblioteca comunale
Si ricorda che i soci VAS possono usufruire di un abbonamento a prezzo speciale di sole £ 25.000, (scontato del 50%) ricevendo la rivista direttamente a casa. L'abbonamento può essere sottoscritto al momento della iscrizione annuale al circolo. (in pratica con £.50.000 potete avere la rivista a casa per un anno ed iscrivervi al circolo VAS)
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Emergenze botaniche dei "Sassi Neri" (Impruneta):
VAS ha inviato anche alla Amministrazione Provinciale di Firenze copia della osservazione già depositata presso il Comune di Impruneta, in merito alla delibera n. 123 del 28/9/2000 inerente la approvazione del "Piano di Recupero - Villa CESI".
Motivo dell'invio alla Provincia - è scritto nella lettera di VAS - risiede nel fatto che nello studio allegato al Piano di Recupero viene esplicitamente asserito che non vi è presenza di biotopi nella zona e nel Comune di Impruneta.
Tale affermazione risulta in contrasto con la perimetrazione del biotopo n. 22/1 - "Sassi Neri" del Comune di Impruneta, come riportata nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTC).
Inoltre la asserita assenza del biotopo determina per conseguenza che da parte del Comune non vengono definiti nessuno dei particolari vincoli e limitazioni d'uso per la conservazione delle emergenze botaniche, di cui all'art.15 delle Norme di Attuazione del PTC, per le aree individuate quale biotopo di interesse provinciale.
VAS richiama quindi l'interesse della Provincia per i propri compiti di controllo in materia, per le valutazioni del caso e gli interventi che l'Amministrazione Provinciale vorrà assumere a riguardo.
LA RISPOSTA ALLE OSSERVAZIONI
Una parziale soddisfazione per l'iniziativa promossa a tutela del biotopo dei Sassi Neri è venuta con le successive risposte alle controdeduzioni approvate dal Consiglio Comunale di Impruneta.
Il Consiglio Comunale ha risposto alle osservazioni di cittadini ed associazioni, dovendo riconoscere l'esistenza del biotopo dei Sassi Neri, ed ha quindi prescritto che gli interventi di edificazione ed il cantiere interessino solo l'area a giardino di Villa Cesi (già alterato in passato con la costruzione del Centro Studi), ma non coinvolgano l'area adiacente boscata ancora botanicamente integra.
Inoltre è stato prevista la realizzazione di uno studio sulle particolarità botaniche, finalizzato alla tutela del biotopo. Gli scarichi fognari dovranno essere collegati alla rete fognaria comunale e non andare più a dispersione nel bosco.
CHIESTO ALLA REGIONE IL RICONOSCIMENTO DI BIOTOPO DI INTERESSE REGIONALE
* Il Circolo del Chianti dell’Associazione VAS, assieme ai Verdi di Impruneta, ha inviato alla Regione Toscana una segnalazione – corredata di ampia documentazione – per un sito di interesse botanico in località sassi Neri ad impruneta, chiedendo che questo sia valutato anche ai fini della tutela delle emergenze floristiche e faunistiche (ai sensi Direttiva 92/43/CEE "Habitat"), si cui la regione si appresta ad attivare uno specifico studi a livello regionale per l’individuazione dei siti meritevoli di tutela.
Nella loro lettera le due associazioni scrivono: "Qui l’affioramento serpentinoso da luogo ad un habitat di particolare interesse ambientale e naturalistico, che necessita di una rigorosa tutela come già è successo per l’analoga, più estesa, area di Monteferrato presso Figline di Prato, con cui l’affioramento di Impruneta condivide gli endemismi dei serpentini toscani.
Gli ecosistemi degli affioramenti serpentnosi sono stati indicati nella risoluzione della International Conference on Serpntine Ecology del giugno 1991 come un patrimonio ricco ed unico di biodiversità da preservare. In quella stessa occasione delegati di 18 paesi hanno rivolto un invito in questo senso alle istituzioni.
La Società Botanica Italiana ha segnalato nel 1989 l’affioramento serpentinoso dei Sassi Neri biotopo di rilevante interesse vegetazionale, meritevole di conservazione.
Sono molti gli studi che dall’Ottocento ad oggi si sono occupati dell’affioramento serpentinoso di Impruneta.
A sostegno della richiesta di tutela, sono state inviate alla regione copia di alcune pubblicazioni scientifiche, corredate anche di precise indicazioni bibliografiche,
tutte frutto di studi condotti sull’affioramento serpentinoso dei Sassi Neri, soprattutto dal punto di vista botanico e da quello geomineralogico, ad esso strettamente connesso.
ATTIVO IL SITO INTERNET DI VAS NAZIONALE
All’indirizzo
www.verdiambienteesocieta.it è possibile trovare tutte le informazioni aggiornate costantemente sulle campagne a livello nazionale della associazione (bastamianto, prevenire gli incendi, diritti al mare, un immagine per l’ambiente, moratoria sulle biotech, ecc…). SUL SITO TUTTE LE INIZIATIVE VAS SULLE PRODUZIONI AGRICOLE GENETICAMENTE MODIFICATE !!* * * * * * *
VAS interviene sulla previsione di nuove residenze a Strada in Chianti
Il Circolo Chianti fiorentino dell'associazione "Verdi Ambiente e Società" è intervenuto in merito al Piano Particolareggiato relativo alla realizzazione di un nuovo complesso residenziale a Strada in Chianti, nell'area adiacente a Via Mazzini, presentando al Comune le proprie osservazioni.
L'associazione ambientalista ha espresso le proprie critiche al Piano Particolareggiato adottato dal Comune che prevede di realizzare le nuove residenze nell'area, di proprietà comunale, che nelle precedente versioni del Programma di Fabbricazione, fino al 1994, era destinata a servizi.
La porzione di territorio, che ora il Comune ha deciso di alienare, è limitrofa ad altre attrezzature e spazi pubblici del paese e pertanto VAS chiede che vengano realizzati, al posto delle residenze, o in adiacenza ad un numero limitato di esse, nuovi spazi a verde pubblico.
Questo anche per venire incontro ai problemi che nasceranno con la realizzazione della variante alla statale SS.222 "Chiantigiana", che passerà in prossimità dei giardini pubblici esistenti sull'altro versante del paese.
L'associazione VAS ha sottolineato inoltre che la realizzazione delle nuove residenze è prevista su un'area che è stata oggetto, negli anni passati, di ponderosi riporti di terreno, cosa che comporta rischi di stabilità e di salubrità per le nuove abitazioni, tanto che il Comune ha già concesso un ribasso sul prezzo di vendita dell'area, accollandosi gli oneri relativi al consolidamento del terreno in questione.
La previsione delle nuove case, secondo VAS, genera quindi problemi di natura geologica ed ambientale, dal momento che gli scarichi fognari rischiano di andare a compromettere anche i borri di questo versante della collina. L'ipotesi di pompare i liquami verso l'altro versante, dove è previsto il depuratore, non appare infatti convincente, e necessita di essere chiaramente definita.
Infine, la previsione all'interno dell'area di un centro commerciale potrà creare considerevoli problemi sia di afflusso di traffico che di sosta delle autovetture e pertanto VAS chiede al Comune di riconsiderare la scelta sulla destinazione a commerciale di parte dell'intervento e, qualora tale scelta venga confermata, che sia prevista un'adeguata dotazione di parcheggi al suo interno. Ciò per evitare che di fronte al crescere dell'esigenza di nuovi parcheggi si possa in futuro portare a tale destinazione anche i residui spazi pubblici dell'area.
In definitiva il circolo del Chianti fiorentino di VAS sottolinea come la decisione sulla destinazione futura di questa area possa essere l'occasione per di riprendere il controllo del territorio a favore della collettività e di evitare l'ulteriore degrado urbanistico ed ambientale della frazione.
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Demolire la ex-Stazione di Tavarnuzze ?
VAS: una scelta da rivedere, quell'edificio va recuperato.
La risposta che esce dal palazzo comunale d'Impruneta e rivolta a quei cittadini di Tavarnuzze che, anche attraverso una raccolta di firme in calce ad una petizione, hanno richiesto di salvare dalla demolizione l'edificio della ex-stazione di Tavarnuzze posto nella piazza del paese, lascia a dir poco perplessi. "Ormai tutto è deciso" - manda a dire l'Amministrazione comunale - richiamando il fatto che tale previsione sia contenuta nel piano regolatore.
Della vicenda si interessa anche il Circolo del Chianti della Associazione "Verdi Ambiente e Società" che in una lettera inviata al Sindaco puntualizza "eppure se le sensate richieste di tanti cittadini di Tavarnuzze venissero accolte, non sarebbe certo la prima volta che lo strumento urbanistico di un Comune viene modificato, specie se viene fatto per motivi di pubblica utilità".
"Già perché è proprio di questo che si tratta - prosegue la lettera degli ambientalisti: quale utilità per la collettività comporta demolire uno storico edificio pubblico posto nel centro del paese? Piuttosto che ipotizzare di aumentare di poche decine di metriquadri lo spazio a parcheggio o del giardino posto a fianco perché non si interviene per mantenere più curato lo il giardino che già c'è? E se il Comune dovesse trovare oggi un'area per realizzare un edificio analogo quanto spenderebbe?"
Domande che paiono più che legittime, visto che per la ex-stazione potrebbe essere trovata facilmente una destinazione di uso pubblico, per la quale dalla popolazione sono già indicati possibili utilizzi.
Tanto più - sottolinea ancora VAS - che negli stessi giorni in cui un assessore afferma che l'edifico va demolito, i giornali riportano la notizia che un altro assessore dello stesso Comune ipotizza di inserire nel Bilancio la previsione di costruzione altri edifici per coprire la carenza di locali per pubblici servizi. Verrebbe da dubitare che assessori della stessa Giunta si parlino.
Pertanto l'Associazione Verdi Ambiente e Società, esprime al Comune la propria contrarietà alla prevista demolizione della ex-stazione di Tavarnuzze, chiedendo che siano modificate le previsioni urbanistiche che lo consentono e che venga invece previsto il pieno recupero dell'edificio per usi di interesse collettivo.
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DUE INTERROGAZIONI PARLAMENTARI SULLE COSTRUZIONI
IN ZONE DI PREGIO PAESAGGISTICO A BAGNO A RIPOLI
In un comunicato congiunto VAS ed Italia Nostra, segnalano che sulle nuove edificazioni previste in zone di rilevante pregio paesaggistico e storico dal Piano Regolatore di Bagno a Ripoli si sono svolte recentemente due interrogazioni parlamentari (del senatore dei Verdi Stefano Boco e del Deputato dei Verdi Sauro Turroni) delle quali alleghiamo copia.
Le iniziative politiche nazionali fanno seguito alle richieste di gruppi di cittadini ed alle segnalazioni di Italia Nostra e VAS - Chianti Fiorentino, che nei mesi passati hanno inviato a autorità locali e nazionali uno studio dove sono messi in risalto i danni che sarebbero causati dalle nuove costruzioni a beni tutelati da diversi vincoli (paesaggistico, monumentale, archeologico, od idrogeologico).
Ci auguriamo - scrivono le due associazioni - che le recenti iniziative parlamentari sollecitino, da parte dei ministeri competenti, le opportune iniziative di tutela.
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"SOS Ambiente": quei rifiuti abbandonati in Fattucchia, a Grassina
E' pervenuta Allo sportello "S.O.S. AMBIENTE" della nostra Associazione Casella Postale 94 - 50012 Bagno a Ripoli (FI); oppure per e-mail
[email protected]), la segnalazione di inerente l'abbandono di un cumulo di alcuni metri cubi di materiali, di sgombero da abitazione o deposito, all'incrocio tra la Via delle Fonti e Via Spedaletto in località Grassina.Dalla segnalazione dei cittadini risultava che il 22 febbraio sia stato effettuato, probabilmente dalla stessa SAFI informata del fatto dalla cittadinanza, un primo intervento che tuttavia non aveva portato alla completa pulizia dell'area.
Abbiamo quindi tempestivamente sollecitato l'intervento di SAFI - e scritto per conoscenza al Sindaco di Bagno a Ripoli - per sollecitare un ulteriore intervento per asportare i materiali che risultavano ancora abbandonati lungo la Via delle Fonti, peraltro in luogo meta di passeggiate da parte della popolazione locale".
"l'esperienza insegna - ha sottolineato VAS - che un luogo oggetto di abbandono di materiali di rifiuto se non tempestivamente ripulito, nella mente di alcuni cittadini poco coscienziosi viene automaticamente assunto quale sito idoneo per altri scarichi, secondo una perfida logica del "tanto è già sporco e qualcuno dovrà venire a pulire".
La settimana successiva l'intervento è stato eseguito da parte di SAFI: un piccolo esempio che conferma il ruolo insostituibile dei cittadini quali "osservatori" a tutela dell'ambiente.
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BOCCONI AVVELENATI: CONCLUSO IL PROCESSO A FIRENZE
Si è concluso a Firenze il processo per alcuni casi di morte di cani a causa di bocconi avvelenati" sulle colline intorno a S.Casciano; per la prima volta in Italia, nonostante il procedimento fosse indiziario, viene riconosciuta la responsabilita' penale dell' imputato per la morte degli animali con bocconi avvelenati''.
(ANSA) - FIRENZE, 28 NOV - Un ex guardacaccia, Franco Pucci, di San Casciano Val di Pesa, ritenuto colpevole di aver ucciso due cani con bocconi avvelenati, e' stato condannato oggi in tribunale a Firenze ad una pena pecuniaria di un milione di lire.
L' uomo dovra' inoltre pagare un milione di danni ad entrambi i due proprietari dei cani e dovra' risarcire, in separata sede, le associazioni ambientaliste che si erano costituite parte civile alle quali saranno
pagate anche le spese processuali nella misura di due milioni ciascuna. Si tratta della prima sentenza del genere in Italia.
Il giudice Erminia Bagnoli ha inoltre disposto la trasmissione degli atti all' autorita' amministrativa per la parte relativa alla detenzione illecita ed abusiva di stricnina della quale e' stata ordinata la confisca
e la distruzione.
Nei locali dell' azienda agricola Montepaldi, di proprieta' dell'Universita' degli studi di Firenze, di cui Pucci era un collaboratore, furono trovati in un armadietto nella disponibilita' dell' uomo circa 50 grammi della sostanza velenosa. L' ex guardiacaccia, responsabile di un
centro di ripopolamento e cattura, si era difeso sostenendo che non aveva messo i bocconi avvelenati che avevano ucciso gli animali e che non era stato lui a mettere la stricnina nell' armadietto che pure era nella sua disponibilita'.
Il pm Massimo Bonfiglio invece aveva chiesto una condanna a tre mesi per la morte degli animali, sostenendo che il caso poteva essere paragonato ad un processo indiziario per omicidio in cui era chiaro sia il
movente sia l' arma del delitto.
Ad accusare l' uomo con una denuncia circostanziata i proprietari dei cani morti sostenuti poi dalle associazioni ambientaliste riunite in coordinamento (Ama, Amici della Terra, Lam, Legambiente, Una, Unione amici
del cane e del gatto, Verdi, ambiente e societa', Wwf), che si erano costituite parte civile.
Gli ambientalisti gia' all' apertura del processo, nell' aprile scorso, avevano avviato una vasta campagna d' informazione contro l' uso di bocconi avvelenati che nella sola Provincia di Firenze in dodici mesi
avrebbero provocato la morte di 140 tra cani e gatti.
Aggiornamenti sull'argomento, al sito
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Associazione Verdi Ambiente e Società - Circolo Chianti fiorentino, Casella Postale 94, 50012 - Bagno a Ripoli FI -
[email protected]******