Associazione Verdi Ambiente e Società

Circolo Chianti fiorentino

 

NO ALL'INCENERTORE NEL CHIANTI.

UNA ALTERNATIVA PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI.

 Negli ultimi mesi ha subito una improvvisa accelerazione la definizione di alcune scelte strategiche sul futuro delle politiche di gestione dei rifiuti che coinvolgono anche i Comuni del Chianti fiorentino: le modalità di gestione del servizio nettezza urbana e la realizzazione di nuovi impianti di trattamento dei rifiuti.

Il susseguirsi di incontri, compreso quello previsto per mercoledi 17 gennaio, tra i Sindaci dei Comuni del Chianti, di Firenze e della piana, serviti da Quadrifoglio e SAFI, a seguito dei quali vengono dati per cosa fatta sia la realizzazione di due inceneritori (uno nel Chianti ed uno nella Piana), nonché la prevista fusione tra le due società, SAFI e Quadrifoglio, che gestiscono il servizi di nettezza urbana di questi Comuni, si presta almeno ad alcune considerazioni.

La prima è che appare assurdo che mentre si definiscono scelte strategiche di questa portata, che vengono date per "imminenti", a gestirle siano in prima fila i Sindaci dei vari Comuni, o i loro assessori, senza che vi sia un preventivo coinvolgimento dei rispettivi consigli comunali a cui spetta invece, per legge, un fondamentale compito di indirizzo sulle scelte che il Comune assume.

Occorre quindi che venga ristabilito innanzitutto il ruolo primario dei consigli comunali che, eletti dai cittadini al pari dei Sindaci, debbono poter compiutamente valutare, discutere ed esprimersi sulle diverse proposte, senza trovarsi a dover ratificare a cose fatte decisioni assunte altrove.

L'associazione V.A.S. ritiene inoltre nel merito di tali scelte che per i Comuni del Chianti, che fanno riferimento a SAFI, dopo la "insoddisfacente" esperienza degli anni passati e del gassificatore, costituirebbe un ulteriore errore l'ipotesi di legarsi mani e piedi alle scelte di Firenze, sia in termini di gestione delle raccolte che sulle scelte delle modalità di smaltimento dei rifiuti.

I Comuni del Chianti hanno invece adesso l'opportunità di imboccare una strada innovativa, diversa da quella degli inceneritori, seguendo l'esempio delle esperienze italiane più avanzate dei Comuni che hanno deciso di avviare una raccolta "secco/umido" molto spinta, in alcuni casi con la domiciliarizzazione delle raccolte, comunque ottenendo ottimi risultati.

Si tratta di una alternativa concretamente percorribile, come dimostra l'esperienza dei 26 Comuni dell'Alta Provincia di Padova, riuniti nel "Consorzio Padova 1" con un bacino di circa 200.000 abitanti, che ha dimostrato come con una riorganizzazione dei servizi di raccolta sia possibile giungere a livelli elevati di raccolta differenziata, con una media del 60% di materiali recuperati dai rifiuti, e con punte che in alcuni Comuni raggiungono il 70-80%.

L'Associazione Verdi Ambiente e Società - circolo del Chianti , esprime quindi la propria netta contrarietà alla previsione di realizzare un nuovo inceneritore nel Chianti, sottolineando come l'introduzione di una Raccolta Differenziata integrata consente di ottenere rendimenti, in termini di recupero di materiali e di recuperi energetici, nettamente superiori a quelli consegui con altri sistemi di smaltimento.

Inceneritori e riciclo sono due scelte sostanzialmente alternative, perché l'incenerimento rischia di vanificare le raccolte differenziate, mentre gli enormi fabbisogni economici della costruzione di questi impianti dovrebbero essere proficuamente investiti per riorganizzare i servizi di raccolta differenziata spinta finalizzata al recupero e riciclaggio delle materie prime.

E' questa infatti la strada da percorrere: recuperare materie prime e risparmiare energia con la raccolta differenziata, invece di cercare di recuperare l'energia dai rifiuti con la termodistruzione.

 

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Associazione Verdi Ambiente e Società - Circolo Chianti fiorentino,

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