Associazione Verdi Ambiente e Società

Circolo Chianti fiorentino

 

Comunicato Stampa 15 giugno 2001

 

Rifiuti nel Chianti: no all'inceneritore,

ed alle "alternative fasulle".

La lotteria della localizzazione del previsto inceneritore del Chianti sembra aver concluso i suoi numeri: così prima i Sindaci dei Comuni di S.Casciano ed Impruneta - dichiarandosi disponibili o tacendo - hanno consentito che emergesse l'ipotesi di localizzazione Le Sibille quale alternativa a Testi, poi le coalizioni politiche che li appoggiano si sono defilati da questa linea, ed infine - innestata la retromarcia - si torna a guardare a Testi per piazzare una qualche forma di termocombustione dei rifiuti, o loro derivati.

Eppure sarebbe bastato ricordarsi che nel 1985 i Comuni del Chianti avevano già approvato un progetto di inceneritore (poi sostituito col gassificatore), che aveva allegato uno studio di localizzazione che prendendo in esame quattro diversi siti aveva dichiarato che quello delle Sibille (o "Le Mandrie") era quello che aveva maggiori controindicazioni. Allora, o quello studio era sbagliato (ma allora i Comuni dovrebbero farsi rendere i soldi che hanno pagato per commissionarlo), oppure la localizzazione già scartata quindici anni fa non si capisce perché possa essere idonea adesso.

Nel frattempo è stata avanzata l'ipotesi che prevede di destinare i rifiuti (o loro derivati: CDR o RDF) a trattamento termico, distribuendone però le quantità nell'ambito del cosiddetto "polo termico di Testi", costituito dal gassificatore, dal vicino cementificio, ed una "seconda caldaia" da realizzare.

Uno scenario contrabbandato come alternativa alla realizzazione dell'inceneritore, ma che presenta non poche controindicazioni e che suscita forti perplessità:

L'ipotesi di bruciare nel cementificio di Testi, una buona parte del CDR (Combustibile Derivato dai Rifiuti), potrà avvantaggiarsi delle procedure semplificate previste dalla normativa, che esentano questo uso dalle procedure valutazione di impatto ambientale previste invece per gli inceneritori; ed inoltre i cementifici per talune emissioni hanno dei limiti addirittura maggiori degli impianti di incenerimento.

La costruzione di una "seconda caldaia", da affiancare all'attuale gassificatore, raddoppiandone così la potenzialità di smaltimento, come un'alternativa all'incenerimento ha invece qualcosa di enigmatico.

Cos'è infatti una "seconda caldaia", se non un modo diverso di chiamare una linea di trattamento termico dei rifiuti selezionati (CDR/RDF)? Che differenza fa rispetto all'inceneritore, o impianto di termocombustione, o "termovalorizzatore", che lo si voglia chiamare?

L'associazione VAS nelle osservazioni presentate ieri al Piano provinciale ha espresso quindi la propria opposizione sia alla realizzazione dell'inceneritore da oltre 400 tonnellate/giorno (a Le Sibille, come a Testi), sia la propria contrarietà alle ipotesi di potenziamento proposte per il "Polo Termico di Testi" (uso del cementificio per bruciare CDR, e la enigmatica "seconda caldaia").

Il gassificatore sia mantenuto entro la sua potenzialità attuale ma in una prospettiva di fuoriuscita dall'uso dell'incenerimento, entro pochi anni - chiede VAS - e non si dia seguito alle altre "alternative fasulle".

Occorre invece invertire le priorità della gestione dei rifiuti, puntando al "maggior recupero possibile di materie prime", ponendosi per questo l’obiettivo del 70% di Raccolta Differenziata e Riciclaggio, e la riduzione "effettiva" del 10% nella produzione dei rifiuti.

I Comuni del Chianti hanno adesso l'opportunità di imboccare questa strada innovativa, prendendo ad esempio le esperienze italiane più avanzate dei Comuni che hanno ne hanno già dimostrato la concreta fattibilità.

Inceneritori e riciclaggio sono due scelte sostanzialmente alternative, perché l'incenerimento rischia di vanificare le raccolte differenziate, mentre gli enormi fabbisogni economici della costruzione di questi impianti dovrebbero essere proficuamente investiti per riorganizzare i servizi di raccolta differenziata spinta finalizzata al recupero e riciclaggio delle materie prime.

E' questa infatti la strada da percorrere: recuperare materie prime e risparmiare energia con la raccolta differenziata, invece di cercare di recuperare l'energia dai rifiuti con la termodistruzione.

Associazione Verdi Ambiente e Società - Circolo Chianti fiorentino

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