Associazione Verdi Ambiente e Società
Circolo Chianti fiorentino
Piano Provinciale di gestione Rifiuti:
quando i Sindaci giocano a nascondino.
Lascia stupefatti la dichiarazione in merito al piano provinciale dei rifiuti - riportata dal quotidiano La Nazione del 19 aprile - rilasciata dal Sindaco di Impruneta, secondo cui "attendiamo ancora copia del piano provinciale dei rifiuti, senza di che - precisa - non possiamo prenderne formalmente atto a portarlo in discussione nelle sedi proprie e in consigli comunale".
Giocando sulle parole infatti la copia del Piano a cui si riferisce il Sindaco è quella che, dopo l'adozione da parte della provincia, viene inviata ai Comuni per dare avvio formale al periodo dei 60 giorni (che decorrono da ieri 18 aprile) in cui è possibile per chiunque presentare osservazioni..
Le cose stanno un po' diversamente se invece si considera che - come riportato anche nella delibera di adozione da parte della Provincia - la proposta di piano provinciale di gestione dei rifiuti urbani ed assimilati, è stata trasmessa dalla Provincia a tutti i Comuni interessati in data 7 febbraio, e proprio al fine di acquisirne il parere nel merito è stata convocata per il giorno 2 marzo 2001 un'apposita "Conferenza dei Comuni", a cui risulta aver partecipando anche il rappresentante del Comune di Impruneta (peraltro senza intervenire).
Poiché a quella "Conferenza dei Comuni" in rappresentanza dei rispettivi Enti hanno partecipato i Sindaci (o Assessori delegati), è doveroso porre l’accento su quale ruolo nella elaborazione del Piano hanno (o avrebbero dovuto avere) i Consigli Comunali, considerato che la gran parte dei Sindaci risulta abbia partecipato alla Conferenza, senza che la questione sia stata preventivamente sottoposta ai rispettivi Consigli Comunali e quindi senza ricevere da questi uno specifico mandato (sia a partecipare che per il parere da esprimere sul Piano).
Da più parti - ed anche dalle dichiarazione del Sindaco di Impruneta - viene invece asserito, o lasciato intendere, che la fase di intervento di ogni consiglio comunale sia solo quello delle "osservazioni", che è possibile presentare solo dopo che la Provincia abbia adottato il Piano.
Una interpretazione questa che risulta riduttiva della funzione e della competenza dei consigli comunali, a cui per legge spetta un compito di "indirizzo" per l’azione di Sindaco e Giunta.
La normativa regionale sui rifiuti stabilisce infatti che prima di adottare il Piano la Provincia debba "acquisire il parere dei Comuni"; ed è qui che entra in gioco la disputa sulla titolarità ad esprimere il parere per conto del Comune, che riteniamo debba essere sciolta tutta in favore dei Consigli comunale e non certo dei Sindaci.
Infatti le competenze sia dei Consigli Comunali che di quello Provinciale discendono dalla stessa Legge 142/90: non pare pertanto possibile ammettere che la stessa materia sia di competenza del Consiglio nel caso della Provincia e del Sindaco nel caso del Comune.
Pertanto se è previsto che il Piano Provinciale venga adottato dal Consiglio Provinciale, si da per certo che la materia è di competenza consiliare, e quindi ne discende che analogamente la stessa è di competenza del consiglio comunale quando questo debba "esprimere pareri in merito a dette materie" (art.32 legge 142/90).
Per questo motivo l’Associazione Verdi Ambiente e Società – Circolo del Chianti, sottolinea negativamente come il "principio di trasparenza" che la legge regionale indica quale obiettivo dell’iter di approvazione dei Piani, abbia invece avuto quale prima vittima proprio quei consigli comunali che dovrebbero rappresentare gli interessi le comunità locali.
Associazione Verdi Ambiente e Società - Circolo Chianti fiorentino
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