LO STRANO CASO DEL DOTT. WAILER E MR. PACCA
(Merk 2002)


Stavo per rientrare a casa, da una di quelle notti in cui avrei preferito starmene a casa a dormire invece che uscire con gli amici, anche perch� era stata una pessima giornata sul lavoro, seguita da 2 ore di allenamento straziante e se non bastasse eravamo andati pure a ballare al Moxy! In pratica tra tre ore, avrei dovuto iniziare una nuova giornata lavorativa, invece�.
Successe tutto in un momento, ed ogni volta che ci ripenso mi si rizzano ancora i peli della schiena. Un rumore assordante di gomme che slittano sull�asfalto attir� la mia attenzione, frenai la macchina e guardai nello specchietto retrovisore della mia fiat 127 abart (ovviamente con gli interni da sballo), una polo bianca con i  fari abbaglianti si dirigeva a tutta velocit� verso la piazza seguendo un andamento molto ondulante. Girai l�auto, mi ci vollero solo 13 minuti per farlo, ma la mia velocit� non bast�, infatti appena arrivai in piazza (distanza da dove mi trovavo, alla piazza = 750 m), uno scenario raccapricciante mi fece congelare tutto l�Avana che avevo nelle vene! Tre macchine erano in fiamme, due marocchini si trascinavano sull�asfalto sanguinanti, senza gambe (ma ancora vivi �zzo), l�entrata del bar centrale il �UOT DU IU DU� era sfondata, e si sentivano le urla di una donna.
Scesi dalla macchina, presi le prime cose che trovai nel baule, una 44 magnum, un M60, un macete, e 15 cobra 3 e mi avvicinai con il passo del Koala verso il bar. Appena fui davanti all�entrata, l�Avana che avevo bevuto si scongelo e si righiaccio di nuovo nelle vene, causandomi un grave senso di smottamento, un losco figuro con la bava alla bocca, due grandi occhiali sporchi e un sorriso maligno mi fisso intensamente e mi disse: �Ciaooooo sono Mr Pacca come staaaaiiiiii?��caddi a terra tramortito�
Fui svegliato alla mattina alle 7 dal vigile del paese il Sig. Alveare, che mi stava schiaffeggiando con il manganello sui denti per farmi riprendere. Mi chiese: � Rafael cosa � successo qui? �
Mi diede una tazza di Punch al cedro per rilassarmi, e poi incominciai a cantare : � Torero, torero, asereje ah eh eh� (scusate deve essere stato il punch)� incominciai a raccontare quello che mi era accaduto.
Dopo il mio racconto condito di ogni particolare tornai a casa per cenare (erano le 21:15, sapete, mi piace essere dettagliato nelle mie cose..).

Il giorno dopo i giornali titolavano:
�IL MOSTRO � TORNATO� La Repubblica,
�UN INCUBO DI NOME PACCA� Il corriere della sera ,
�VIOLENZA IN PROVINCIA� La nazione,
�W LA PATONZA� Playboy�
Il caso di Mr Pacca era diventato internazionale, si erano create leggende, chi diceva che l�aveva visto al Number in sala due che volava sopra la gente con gli occhi di fuoco, chi narrava di averlo inseguito fino al ponte dell�Oglio e poi averlo visto immergersi e sparire, la polizia aveva perso le sue tracce, l�FBI (fabbrichiamo, bombe, innocenti) aveva gi� preparato un contratto per lui come testimonial per un nuovo spot insomma non si parlava d�altro.
Anche io ero diventato una sorta di star avendolo visto per primo, e la gente mi fermava per strada, mi batteva il cinque, mi diceva �vai Rafael sei al top!�; ma un giorno mentre mi trovavo in un locale per rilasciare un intervista al giornalino di Topolino, mi si avvicino il notaio del paese, il Dott. Wayler, che mi infilo un foglietto nella tasca del mio giubbino nuovo (il chiodo di Enrico Coveri) e mi fece segno di non dire niente. Appena ebbi finito l�intervista con l�inviata del giornale, la signorina Selen, tolsi il biglietto che mi aveva lasciato il notaio, dove trovai scritto:
CARO RAFAEL COME STAIIIII?
Mi si gel� il campari col bianco nelle vene e caddi a terra svenuto.
Mi sveglio qualche ora dopo il padrone del bar il signor Franky con dei simpatici calci nei reni�
Appena le ultime due cellule del mio cervello si incontrarono, riuscii a chiarire finalmente la situazione: In realt� chi avevo visto quella sera in piazza non era un mostro, e non si chiamava nemmeno Mr. Pacca, ma bens� il losco figuro non era nientemeno che il Dott. Wailer cilindrato all�inverosimile!
Allora decisi di andare dalla Polizia e dirgli ci� che avevo scoperto, ma mentre stavo per salire in macchina, di nuovo il rumore di copertoni che sgommano, due luci abbaglianti, e un urlo terribile, squarciarono l�aria� Cominciai a correre veloce, ma cosi veloce, che quando mi fermai ero arrivato davanti al mare (N.B. la distanza che intercorre tra il paese dove il racconto � ambientato �Pontocchio� e il punto pi� vicino che stia sul mare, � di circa 300 Km) .
Ritornai a casa in autostop, grazie al mio amico Minella, che nonostante fosse lanciato in curva a 260 Km/orari (senza casco, e con il bambino attaccato dietro) mi vide e mi diede un passaggio.
Purtroppo quando arrivai a Pontocchio scoprii che Mr Pacca aveva colpito un'altra volta, aveva fatto sparire da casa di Jonny Porca, tutti i suoi preziosi quadri di �Van God�, 12 opere uniche (per fortuna) che rappresentavano il cielo sotto vari punti di vista (nuvoloso, azzurro, grigio, a pecorelle, a mufloni�) . Andai alla polizia a raccontare la mia storia, ed il commissario Massimo Ferrari, mi credette subito ed insieme andammo a casa del Dott. Wailer, che per� inspiegabilmente non era rientrato a casa da 36 ore come ci disse la sua segretaria Elenuarrrh.
I giorni successivi, ci fu un imponente caccia all�uomo, vennero da ogni dove, chi per curiosare e chi per tentare di accaparrarsi la taglia di 500 mila PAUNZ che pendeva sulla testa del mostro. Fu tutto inutile, di quel uomo non si seppe pi� nulla per molto, molto tempo�ma una sera mentre stavo rullando una sigaretta di canapa indiana con Lillo e Stick i miei amiconi del venerdi sera, ci pass� davanti una figura in vestito scuro, che con passo veloce si dirigeva in direzione della casa ormai disabitata del Dott. Wailer .
Seguimmo a distanza (3.43 m) l�uomo incappucciato e quando entro nella casa abbandonata del dott. Wailer  capimmo tutto, e fu terrore!
Spiammo i movimenti del mostro, ma quando i nostri occhi videro che era seduto al tavolo rilassato e tranquillo a farsi un goccio di amaro Giacante, i nostri cuori si scaldarono e un senso di rimorso ci pervase. Avevamo tutti fatto apparire un mostro ci� che in realt� era un semplice uomo con la brutta malattia dell�alcol; noi tutti pronti a puntare il dito, avremmo dovuto aiutare questo povero �tossico di Bacco�.
Uscimmo dalla casa con il cuore in mano, e ritornammo in piazza.
Presi una bottiglia di birra Wurer, la aprii e me la scolai tutta d�un fiato , pensando al povero Dott.Wailer, e alla sua triste storia�..
DE END
P.S. Qualsiasi riferimento a persone e cose e puramente frutto della mente malata dello  
       Scrittore.
       Si ringrazia per la cortese concessione l�AMARO GIACANTE.
       L�autore dichiara che il testo � stato scritto in momenti di pausa e quando la mente era
       lucida e libera da qualsiasi condizionamento.
       Ci si scusa inoltre per gli errori ortografici voluti e non, e per la quantit� assurda di 
       stronzate, che molti potrebbero non capire�per� qualcuno si!
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