Facolta' di Architettura di Roma e Nuovo Ordinamento Europeo
Che fatica, inseguire l'Europa
Il suo compito sarebbe quello di portarci in Europa. Almeno in teoria. Il Nuovo Ordinamento delle facolta' di Architettura, infatti, ha come scopo principale quello di adeguare la laurea italiana alla normativa della CEE, affinche' il titolo sia riconosciuto a pieno diritto all'interno della Comunita'. Ma spesso le buone intenzioni possono franare - o piu' semplicemente arrestarsi - davanti alla realta' dei fatti.
Una realta' fatta di carenze e disorganizzazione, cui la buona volonta' spesso non riesce a supplire.
Il Nuovo Ordinamento, infatti, chiede alla studente un impegno annuo pari a 4500 ore, ovvero circa il 30% in piu' di quanto fosse necessario con il vecchio ordinamento. Non solo: la frequenza e' obbligatoria per i laboratori ed e' caldamente consigliata per la maggior parte dei corsi da seguire. E lo stesso preside della facolta', Mario Docci, ammette che si tratta di un carico didattico forse addirittura eccessivo (vedi intervista a pag.2).
"Adeguare il corso di laurea ad uno standard europeo e' certamente un obiettivo ambizioso e giustissimo", commenta Piero Ostilio Rossi, associato di composizione architettonica del corso di laurea di Via Flaminia.
Il problema e' un altro: "sono le nostre strutture ad essere lontane dagli standard europei". Il nuovo ordinamento, in altre parole, e' costruito su di un modello anglosassone di vita in facolta'.
"Se lo studente avesse a disposizione - all'interno dell'edificio universitario - una mensa, la biblioteca, una cartoleria dove comprare fogli e matite, una libreria dove acquistare testi di studio, un tavolo dove disegnare, una sala dove concentrarsi e uno spazio dove discutere con i colleghi, forse riuscirebbe a laurearsi in 5 anni", commenta ancora Ostilio Rossi.
"Ma i miei studenti passano il tempo a spostarsi da un luogo all'altro della citta' in cerca degli strumenti essenziali. E quando non sono per strada sono in aula, a seguire le lezioni. E quando studiano?"
A sentire sulle spalle il peso della nuova organizzazione non sono solo gli studenti: anche ai professori e' richiesto un impegno superiore rispetto agli altri anni.
"Per i primi tempi vivremo sull'entusiasmo della novita' e sulla buona volonta' dei docenti. Ma senza incentivi non si potra andare avanti ancora per molto". Fino a quando mancheranno gli investimenti sull'Universita', insomma, l'Europa rimarra' lontana.
Numero di "Architettura"
TiConUno 1995
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