Tour della Grecia

 

 

Da Firenze si arriva ad Ancona in circa tre ore, sia passando da Bologna, via autostrada, che da Arezzo (Passo di Bocca Seriola). Noi preferiamo la seconda strada, panoramica e piacevolissima da farsi in moto.

Superate le formalità doganali e d'imbarco (arrivare al porto circa tre ore prima della partenza), ed assicurata la moto nella stiva, prendiamo posto nella nostra dignitosa ed economica "Cabina a due posti con lavabo", pronti ad affrontare con rassegnazione le 22 ore (diventate poi 25) di navigazione che ci separano dalla "vicina" Grecia.

Alle 18.30 arriviamo ad Igoumenitsa, il porto più a Nord della costa occidentale greca, vicino al confine albanese. Sicuramente e il porto di sbarco più comodo per coloro che si dirigono verso la Turchia e quindi e sempre molto affollato. Volendo evitare la folla ci dirigiamo subito a Sivota, un grazioso porticciolo a circa 25 km di distanza, dove trascorriamo la notte.

Il giorno dopo, volgiamo a Sud seguendo la splendida strada litoranea E55. Arrivati nei pressi di Prevesa proseguiamo con un comodo traghetto che fa servizio continuato fino all'altra sponda del golfo di Amvrakikos e quindi a Vonitsa per giungere ad Astakos.

Durante il tragitto, con una deviazione di 10 km, ci fermiamo a Parga, una incantevole cittadina appartenuta dal 1400 al 1800 ai Veneziani che vi edificarono un castello ancor oggi visibile nella parte vecchia del paese. Purtroppo, nel periodo estivo, la deliziosa baia sottostante e affollata all'inverosimile ed e quindi meno godibile che in altri momenti. Meglio fermarsi per un bagno ristoratore in una delle splendide calette che punteggiano la costa, facilmente raggiungibili e quasi sempre deserte.

Ad Astakos inziano le nostre fatiche d'Ercole! Secondo la guida, Astakos doveva essere una graziosa cittadina sul mare, a noi invece sembra un afoso ed insipido porto come mille altri. Decidiamo di ripartire subito percorrendo altri 60 terribili km nelI'entroterra caldissimo (40 gradi circa) fino ad Etoliko e Missolongi. Quest'ultima città è storicamente importante perché fu il simbolo della resistenza contro i Turchi. Qui mori Lord Byron nella battaglia che proprio dalla città prese il nome.

A parte la loro storia, le due città non offrono attrattive di particolare interesse e noi, complice il caldo insopportabile, decidiamo di sfiorarle appena, proseguendo alla ricerca di un luogo più fresco dove trascorrere la notte. Infine, esausti, ci fermiamo in un alberghetto nei pressi di Nafpaktos (la veneziana Lepanto), un bel porticciolo fortificato dominato da un maestoso castello da cui si gode una stupenda vista sul golfo di Corinto.

Purtroppo, quello che doveva essere un bagno ricostituente dopo le fatiche della giornata, ci ha riservato una spiacevole sorpresa: le acque e le spiagge dello stretto sono infatti sporchissime, probabilmente a causa delle correnti che vi spingono i rifiuti dal vicino porto di Patrasso. Nafpaktos è comunque tappa comoda perché vicina al porto di Andirrio, da cui si prendono i traghetti per Patrasso e quindi per Il Peloponneso.

All'indomani, partenza di primo mattino, alle 7,30 circa. Con un comodo e veloce traghetto si raggiunge Patrasso, caotico e rumoroso porto commerciale. Da qui, con la veloce E65 prima e 64 poi, si arriva ad Olimpya, il cuore più autentico della Grecia classica.

La cittadina offre un'infinità di bazar e di market per i turisti che arrivano numerosi da ogni parte del mondo. Appena trovata sistemazione in una economica pensioncina, ci precipitiamo alla zona archeologica. Di quello che fu il centro di culto di tutto il mondo greco non resta oggi un granché. Quanto basta comunque per rendersi conto della eccezionalità del luogo e dei giochi che vi si tenevano. Situata nella verdeggiante Valle dell'Alfeo, Olimpya, nel periodo classico non è mai stata abitata: consisteva in un recinto sacro dove ogni quattro anni si svolgevano i giochi in onore di Zeus: le Olimpiadi. All'interno del recinto sacro si possono ancora vedere i resti dei luoghi di culto, dello stadio, dei giochi e del maestoso tempio di Zeus, che custodiva la

statua del Dio costruita dal celebre maestro Fidia, una delle sette meraviglie dell'antichità. Notevole e anche l'attiguo museo archeologico dove sono conservati i bellissimi frontoni del suddetto tempio.

Visto il lungo tragitto che ci attende, all'indomani lasciamo Olimpya alle 7 del mattino e percorriamo la bellissima e tortuosa strada di montagna

che passa da Langadia (1200 m. s.l.m.), tocca Tripoli ed infine giunge a (detta "Napoli di Romania").Località balneare in cui facciamo tappa per poi recarci, nel caldissimo pomeriggio alle rovine delle città di Tirinto, detta "la Ciclopica" per via delle mura gigantesche, e Argos. Proseguiamo poi fino alla famosissima Micene (scoperta nell'800 dal celebre archeologo tedesco Schliemann).

All'area archeologica di Micene si accede attraversando la principesca " Porta dei Leoni", all'interno della quale si possono ammirare le tombe reali e le maestose mura di fortificazione che un tempo difendevano la ricchissima citta'.

Assolutamente da vedere il "Tesoro di Atreo", una tomba monumentale scavata nel fianco della collina a sinistra della strada che porta alla cittadella fortificata.Il giorno dopo, sempre molto mattinieri, imbocchiamo la strada che da Nafplio, passando per Epidauro (naturalmente sosta al bellissimo e ottimamente conservato teatro) arriva allo spettacolare stretto di Corinto. Da qui, con la caotica autostrada E94, ad Atene ed al suo porto, il Pireo.

La traversata dal Pireo all'isola di Paros dura circa 5 ore. Sul ferry boat incontriamo i primi motociclisti del viaggio. Massimiliano e Claudia, questi i loro nomi, hanno affrontato il viaggio da Roma con una splendida Suzuki Gamma 500, moto sicuramente bella e veloce ma che non rappresenta il massimo per il turismo a lungo raggio, soprattutto per i consumi, a detta di Massimiliano "decisamente elevati".

Con loro trascorriamo 3 rilassanti giorni sull'isola, facendo memorabili bagni nello splendido e pulitissimo Mar Egeo, concedendoci qualche puntata motociclistica intorno

all'isola, ricca di strade discrete ma anche di sterrati impegnativi.

Paros e la terza isola più grande delle Cicladi. Molto turistica e ottimamente attrezzata, e considerata uno dei paradisi dei windsurfers per via del forte vento che quasi costantemente batte sull'isola. Il capoluogo Parikia e anche il porto cui si attracca arrivando. L'altra cittadina importante e Naoussa, una specie di "Saint-Tropez" greca, ricca di atmosfera e di ristorantini sul mare dove si può gustare ottimo pesce a prezzi convenienti.

Un'interessante escursione ci consente di raggiungere l'isola di Antiparos che, come dice il nome sta di fronte a quella di Paros Comodi traghetti ogni ora fanno la spola tra le due isole (15 minuti di viaggio).Meno turistica di Paros ha bellissime spiagge e calette semideserte. Nell'interno, a circa 15 km dal porto, si può visitare una bellissima grotta,meta di escursioni da parte del solito Lord Byron.

Dopo aver salutato i nostri compagni di viaggio (che rimangono sull'isola), ci imbarchiamo sul traghetto per il tremendo (dato il mare mosso) viaggio di ritorno. Destinazione Pireo e quindi Atene, dove arriviamo alla sera piuttosto stanchi.

Ad Atene conviene arrivare la Domenica mattina per i seguenti motivi: il traffico, solitamente caotico, e quasi inesistente, I'ingresso al Partenone è gratuito (lire 10.000 invece per tutti gli altri giorni), il mercatino che parte da Piazza Monastiraky e un vero mercato delle pulci, mentre gli altri giorni sono aperti solamente i normali negozi di vestiti e souvenir. Inoltre, il pittoresco e cerimonioso cambio della guardia, che ogni ora del giorno a luogo di fronte al Parlamento, la Domenica alle 11 del mattino si trasforma in un'autentica parata. Unico inconveniente di cui bisogna tener conto decidendo di fermarsi ad Atene, e la necessit3 di trovare un albergo con garage, visto il numero di furti decisamente elevato.

Il giorno seguente lo dedichiamo alla visita della celeberrima Acropoli, una vasta collina che, con un contrasto a dir poco stridente, emerge dalla coltre di smog e dalla distesa infinita di edifici che fanno di Atene una delle cista più inquinate del mondo.

Molti degli edifici situati sulla collina dell'Acropoli erano templi dedicati alla dea protettrice della citt3, Atena. Tra questi il più famoso e, naturalmente, il Partenone.

Purtroppo è molto rimaneggiato dato che, alla fine dell'800, gli inglesi hanno "comprato" i due frontoni e gran parte del fregio che il celebre Fidia aveva scolpito intorno alla sommità del colonnato!

Un altro museo che merita una visita e il Museo Nazionale di Archeologia. Vi sono custoditi tra l'altro, moltissimi capolavori dell'antichità greca ed i tesori rinvenuti nelle tombe di Micene. Da non perdere infine il quartiere della Plaka, caratteristico intrigo di viuzze ai piedi del Partenone, ricco di negozi e locande, decisamente turistico ma

comunque assai pittoresco. Decidiamo di dedicare solo 2 giorni ad Atene pur sapendo di perdere molti angoli che meriterebbero sicuramente più attenzione.

Lasciamo quindi il nostro centralissimo albergo e ci dirigiamo verso la mitica Delfi, prendendo prima l'autostrada E75 fino a Thiva (Tebe) e poi la statale 48 che salendo sulla catena montuosa dei Parnaso, arriva a Livadia e quindi a Delfi. Lungo la strada, una deviazione di 10 km porta ad Osios Loukas, un bellissimo monastero bizantino che ha il solo inconveniente di cover essere visitato "vestiti in maniera decorosa" (vale a dire uomini con pantaloni lunghi e donne con sottana o abito lungo, assolutamente proibiti i pantaloncini corti!).

Delfi e uno dei luoghi più suggestivi della Grecia, arroccato sulle pendici

del Parnaso, in mezzo ad un bosco di ulivi secolari. E' luogo adatto ad ospitare miti e leggende come quella famosissima del suo oracolo (la sibilla di Delfi appunto).

Dedichiamo il pomeriggio alla visita del sito archeologico e del museo dove si trova anche il famoso Auriga (statua di bronzo di un auriga in grandezza naturale).

1l giorno seguente partenza di buon mattino prendendo la comoda e panoramica E65, tocchiamo le cittadine di Amfissa, Lamia e Domokos, Per poi proseguire fino a Sofades. La strada diventa pianeggiante e veloce fino a Trikala e quindi a Kalambaka, cittadina turistica ai piedi delle Meteore.

Le Meteore sono suggestivi monasteri costruiti tra il 12° e il 14° secolo in cima a rupi vertiginose. Un tempo luogo di preghiera e di meditazione per eremiti ed asceti, oggi sono divenute una delle maggiori attrazioni turistiche del Paese . Nonostante ciò il luogo mantiene un notevole fascino e merita sicuramente una sosta. I monasteri si possono visitare e le norme per essere accettati sono le stesse di Ossios Loukas. I1 più importante ed interessante per le opere che custodisce, e quello della "Metamorfosi" o "Grande Meteora", visitabile ogni giorno tranne il Martedì, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.20 alle 18.00.

Di nuovo in moto, il giorno successivo, ci muoviamo in direzione di

loanina, un vero tour de force! 130 km di curve ininterrotte che ci portano in vetta al passo Kataras (1700 metri s.l.m.),

quindi a Metsovo, rinomata stazione sciistica, ed infine a loanina, sulle sponde dell'omonimo lago (attenzione: circa 10 km dopo Kalambaka, nei pressi di Metsovo vi sono 2 ponti di legno preceduti da dei dossi rallentatori non segnalati e quindi pericolosi se affrontati a velocità sostenuta).

Dopo aver fatto un breve giro della cista, riprendiamo la E92 che, continuando nel suo tortuosissimo percorso, ci porta a Igoumenitsa.

Gli ultimi 2 giorni, in attesa del traghetto per Brindisi, li trascorriamo a Sivota, rilassandoci e preparandoci ad affrontare gli ultimi 800 km che separano Brindisi da Firenze.

 

Il viaggio si è svolto nel luglio 1994, a bordo di una Guzzi California II.

 

Massimo Soldi.


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