L'AVVOCATO DEL DIAVOLO
Da pochi giorni è terminata la tanto amata - odiata Parigi Dakar.
Come al solito tutto tace, eccetto le solite scarne notizie su qualche pubblicazione pseudo-motociclistica. Se siete i "fortunati" lettori di qualche articolo in proposito fra una pubblicità di scooter e l’altra, non vi sarà difficile notare con quale facilità si riduce l’intera manifestazione ad una kermesse di mezzi ultra potenti e sofisticati, con una dovizie di particolari su CV, CC, km/h ..........
Tutte notizie certamente esatte, ma che poco hanno a che vedere con lo spirito con cui i veri protagonisti, i PILOTI, affrontano la gara.
Voglio essere ancora più chiaro: se certi giornalisti provassero una volta nella loro vita a capire cosa c’è dietro la loro semplice intervista di routine, scoprirebbero un mondo fatto di uomini che donano come segno di amore verso la moto, verso il deserto, qualcosa di infinitamente più importante delle prestazioni dei loro bolidi.
Purtroppo questa superficialità non fa altro che dare ancora maggiore risalto all’altra frangia di giornalisti che, come avvoltoi, sono pronti a gettarsi senza scrupolo sull’incidente più o meno grave, maledicendo questi tipi di gare, senza celare il loro senso di presunzione e di esatta cognizione su cosa sia più giusto o meno giusto fare.
Ma per assurdo, questi stessi giornalisti, sono pronti ad osannare, quasi beatificare il povero pilota di Formula 1 ( e non ce ne vogliano gli appassionati di questa disciplina) che per suo errore, per fato, si uccide davanti a milioni di telespettatori, come per ringraziarlo del suo sacrificio pubblico che tanto bene fa alle tirature del loro giornale.
In effetti questo ci dimostra che per la maggior parte della stampa, purtroppo anche quella di settore, c’é una grossa differenza fra chi muore a 300 Km/h cercando di girare una curva con mezzo mondo che lo guarda, e morire da soli in mezzo al deserto cercando di saltare una duna.
Ma nessuno dei due piloti era solo e mai lo rimarrà finche qualcuno su questa terra spesso troppo vigliacca, avrà voglia di capire l’uomo che è dentro ognuno dei due, aldilà di ogni superficiale e comoda osservazione.
Jago