Una personalissima prova della

Kawasaki ZX 9 R '95

di Nathan

Premessa: ho acquistato il modello '95 perchè aveva una grafica molto più aggressiva (colori verde-bianco-viola) che non il mod. '96. Comunque le differenze tra le due moto, oltre che per le grafiche della carena, sono nella pinza del freno anteriore che per il mod. '96 è a 6 pistoncini, per i primi tre rapporti del cambio e per le maniglie passeggero, inesistenti per il '95. La moto a prima vista si presenta come una supersportiva dalle dimensioni generose. Impressiona subito il grande serbatoio e l'ampia larghezza della moto stessa. Appena saliti in sella si può invece aprezzare nonostante lke apparenze la non esasperata posizione di guida che non carica i polsi in modo eccessivo, ma neanche lascia il corpo del pilota troppo esposto all'aria se mantiene una posizione eretta. Per i piloti più bassi di 1,70 m è abbastanza faticoso raggiungere il terreno con la punta dei piedi abbastanza sicuramente, in quanto la moto è molto larga e costringe ad un'apertura delle gambe non proprio naturale a moto ferma. Quando si è in marcia, invece, le pedane risultano ben posizionate, e anche chi è molto alto trova una giusta collocazione tra le insenature del serbatoio. L'assetto originale è buono: la forcella anteriore incassa molto bene i tratti sconnessi dell'asfalto garantendo sempre un ottimo appoggio , mentre il monoammortizzatore posteriore non fa rimpiangere più di tanto la poca imbottitura della sella. Se però si comincia a forzare l'andatura sul misto veloce o lento è meglio abbassare di almeno 2cm la moto anteriormente e irrigidire la forcella in compressione: in questo modo l'assetto viene spostato in avanti e si ha una maggior velocità nell'inserimento in curva. Se poi si vuole un comportamento più "pistaiolo" è possibile alzare di 1cm la moto nel posteriore per affrontare qualsiasi piega con una facilità sconvolgente ed a una velocità sempre più elevata. La moto, inoltre, con questo tipo di assetto, risulterà molto più facile da correggere in caso di errore di traiettoria. Solo ad una cosa bisogna fare attenzione: non esagerare con il gas in uscita di tornante.....per evitare scodate dalle tristi conseguenze. Per quanto riguarda il motore alla prima uscita che ho effettuto non mi ha molto soddiìsfatto. D'accordo che ero in rodaggio, ma esso non lasciava presagire nulla degli oltre 130 cv che la casa dichiara. Fino ai 5000 giri, infatti, sembra di guidare una moto di cilindrata più bassa. La "prima coppia" si avverte a circa 5500 giri, quando la moto comincia a spingere in maniera abbastanza vigorosa, per poi portarsi velocemente agli 8000 quando c'é veramente una esplosione di cavalli che catapultano l'ago del contagiri fino ai 12000 di strumento e poi all'entrata del limitatore. La prima volta che ho avuto il coraggio di superare gli 8000 avevo già percorso 4000 km per conoscere le potenzialità della moto....beh, è stato come ricominciare da capo: da sport tourer che si era dimostrata fino ad allora ai miei occhi, si è trasformata in una supersportiva capace di una cattiveria paurosa, tanto che ci vuole una buona dose di concentrazione prima di girare la manetta e sentire il "rumore" dell'aspirazione coprire quello dello scarico... Come confort ho già detto che non carica i polsi più di tanto, ma è pur sempre una moto sportiva e quindi non permette grandissime percorrenze giornaliere. Io con una buona tuta in pelle e tanta voglia di viaggiare mi sono fatto quasi 800 km in una giornata...per la serie "volere è potere". La protezione aereodinamica è piuttosto buona. Fino ai 210 di tachimetro permette di mantenere una posizione eretta, poi occorre abbassarsi ma i muscoli del collo non vengono mai sollecitati più di tanto. A parte le prestazioni tra le più elevate in assoluto, la moto necessita di una certa cautela nell'utilizzo appunto per la non gradualità con cui scarica la potenza a terra: è molto facile far pattinare la ruota posteriore nelle prime marce o impennare involontariamente. Difetti: -le coperture originali (Bridgestone) non offrono un grande grip... sono di gran lunga migliori i Michelin, garantisco! -Il peso abbastanza elevato non permette la manegevolezza di Ducati 916 o CBR 900 RR, ma la gran potenza del motore non fa rimpiangere di certo le due rivali, anzi. Ciò che mi ha esaltato più di tutto (fino ad ora...) di questa moto è la grande sicurezza con cui permette di affrontare i curvoni da oltre 250 km/h non scomponendosi mai e la grande potenza che non finisce mai di esaltare, oltre ai potentissimi e molto modulabili freni, al telaio, all'estetica, agli ammortizzatori, ai consumi veramente poco elevati (media di 16 km/l) ecc.,ecc., ecc..... Modifiche personali alla moto: assetto "pistaiolo" come sopra descritto, terminale in carbonio (che sinfonia, ragazzi!!), tubi areonautici per i freni, corona posteriore con in ergal con 1 dente in più per abbasare la coppia e aumentare la velocità massima, parafango anteriore viola anziché verde, cerchio posteriore viola, frecce sul codone nere anziché viola, parafanghetto in carbonio per coprire il monoammortizzatore dallo sporco, modifica targa (l'ho spostata più in alto e ho tolto la parte sotto..così le prime 4 cifre sono ben nascoste..;-))

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