Yamaha FZR SPECIAL

di Gabriele Gherardi

... tutto cominciò in una piovosa sera di Novembre, al ritorno dal Salone di Milano; il treno sobbalzava di continuo e il vagone era affollato. Nonostante il rumore, riuscii ad addormentarmi con una fedele copia di "In Moto" tra le mani e cominciò il sogno...
Vedevo un' Fzr 1000 (la mia), goffa e pesante, affrontare gli impegnativi tornanti della Futa; nei brevi e rari rettilinei l' accelerazione era bruciante ma nei cambi di direzione e nelle curve lente era veramente un ostacolo per quel Monster 900 che si faceva vivo negli specchietti ad ogni staccata.
Che agilità l' M900, con i suoi 185 Kg. e quella ciclistica "svelta" che tutte le Jap invidiano alle Ducati !! L' immagine allora si fece più confusa e la distanza tra le due belve, così diverse tra loro, diminuì fino a scomparire, fino a che M900 e Fzr 1000 si fusero a creare quella che sarebbe stata la mia NUOVA moto ! Mi svegliai con la voglia immensa di andare in garage, sfrattare la macchina e cominciare l' avventura.
Per prima cosa levai cupolino, carene, fari e relativo telaietto; sfilai le forcelle di 17 mm. e montai un terminale di scarico artigianale, in fibra di carbonio (forndamentale in questa fase la collaborazione dell' HTP, nella persona di Mario Foffa). I tubi dei freni e frizione sono stati sostituiti con dei Frentubo in treccia metallica ed Ergal; il cupolino è stato rimpiazzato da una mascherina da enduro Acerbis Hp e i semimanubri hanno ceduto il posto ad un manubrio da cross Tommaselli in Ergal. Anche il reparto trasmissione ha subito delle modifiche, montando una corona in Ergal da 49 denti, al posto dei 47 originali.

L' impostazione di guida è molto rilassante: il pilota è leggemente sbilanciato in avanti, con il pieno controllo del mezzo grazie al largo manubrio ed alla posizione tutt' altro che "estrema".
Il riparo dall' aria è inesistente: casco e spalle sono investite in pieno dal vento della corsa regalando sensazioni di estrema libertà fino ai 140 Km/h, distorsioni cervicali, oltre.
Risulta incredibile la facilità che si nota nel condurre al limite la moto in montagna, specie se memori della legnosità dell' Fzr originale. I cambi di direzione sono repentini e, talvolta addirittura un pò troppo nervosi, merito dell' avancorsa ridotta e del sensibile calo di peso ( - 22 Kg ). In entrata di curva, anche nei tornanti, si imposta la traiettoria "all' americana" : si punta dritto alla corda e ci si butta all' interno, facendo sentire "chi comanda"; in uscita, cercando di essere il più dritti possibile, si spalanca il gas, decidendo a seconda del caso se è preferibile una derapata di potenza o un gustosissimo "wheeling" fino al tornante successivo !!

Insomma, l' esperimento può considerarsi decisamente riuscito tenendo conto che sono in fase di progettazione molte altre modifiche: dall' impianto frenante ( che è rimasto per adesso originale, a parte i tubi ), alla lucidatura a specchio del Deltabox, alla verniciatura, ecc.ecc. Spero di completare l' opera prima della prossima stagione: seguirà un articolo aggiornato.


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