Titolo: La violenza sui minori
Fonte: Hermes (Notiziario dello Studio di Psicolgia e Psicoterapia: Febbraio 1998 n.1)

Autore: Laura Mullich


Certamente, quello della violenza sui minori è uno dei temi più inquietanti che agitano i pensieri di tutti noi, sia che riflettiamo su questo fenomeno come genitori, come educatori, come terapeuti o come semplici cittadini chiamati a pensare e ad agire in un contesto sociale e culturale.
In questa nostra epoca fin troppo tecnologizzata, c’è, e si manifesta sempre più frequentemente, il rischio di valutare tutte le situazioni con eccessivo distacco, fino ad arrivare alla freddezza, peraltro molto vicina all’atteggiamento asettico di certa scienza. I bambini sono una delle categorie deboli di questa nostra società che tutto punta sull’efficienza e sulla produttività. I bambini non sono produttivi, come non sono produttivi gli anziani, come non sono produttivi gli handicappati, i malati, gli invalidi. E invece di cercare un modo per produrre ricchezza nazionale in grado di coprire anche il fabbisogno di chi produttivo non è, ci ritroviamo a pensare a come ridurre sempre di più, in vari modi, il numero di queste persone che in qualche misura “pesano” sulla società attiva. I bambini sono deboli, come individui e come categoria sociale. Non hanno strumenti per difendersi da un mondo adulto, sempre più strutturato a misura di adulto, da cui dipendono completamente proprio nella loro possibilità di sopravvivenza. E il termine ‘possibilità’ è già terribile, visto che richiama la precarietà della sicurezza spesso tanto ostentata quanto falsa, della  condizione infantile.
Inorridiamo quando si parla di bambini  sfruttati sessualmente in Thailandia, o di bambini usati come bersagli mobili per cacciatori in Sud America, o di bambini  costretti a compiere reati più o meno gravi dai genitori o dal proprio clan nei villaggi rom, o, ancora, della diffusione delle botte come strumento educativo nei civilissimi Stati Uniti. Ma facciamo molta fatica ad accettare l’idea che certe cose accadano anche qui da noi, nella colta Europa, nella dolce Italia. Turba i nostri animi e le nostre coscienze pensare che forse dietro la porta accanto alla nostra possono accadere delle cose pesanti, magari prorpio a svantaggio di bambini anche qui usati  per i fini più vari, anche a dir poco vergognosi.
L’infanzia deve essere tutelata, deve essere difesa in assoluto: possono esserci dei bambini sfortunati, dei bambini infelici, dei bambini problematici, ma certamente non esistono bambini cattivi per loro natura. Se prendono una via abagliata, possiamo cercare di identificare il problema e studiare un modo di intervento possibile ed efficace. Se sono vittime di violenza, fisica, psicologica o sessuale, dobbiamo sottrarli a quella posizione che inevitabilmente farebbe di loro i violenti di domani, persone che, non avendo più una dignità e un’integrità da difendere, potrebbero riversare il loro bisogno di rivalsa riproponendo un copione che hanno sperimentato sulla loro pelle e che li ha segnati in modo indelebile.
E che fare degli adulti violenti, di coloro che abusano dell’infanzia, che la manipolano per i loro piaceri o la loro utilità?
La legge è un argomento molto serio, che caratterizza la civiltà di un popolo. La legge nasce legata all’esigenza dei cittadini di essere tutelati e protetti. Credo che sia compito della legge stabilire le misure da adottare non solo e non tanto per punire i reati di abuso, cosa indiscutibilmente giusta, ma soprattutto per prevenire questo genere di reati. Sarebbe necessario, per questo scopo, pensare ad una reale e fattiva collaborazione tra strutture diverse che si occupano del benessere in ambito sociale. Bisognerebbe progettare interventi, iniziative e nuove strutture che abbiano il loro fine nel dare all’infanzia la possibilità di esplicarsi e di assolvere la sua funzione: quella di preparare un individuo a crescere e a diventare un adulto rispettoso di se stesso e degli altri e capace di avere una posizione criticamente positiva nel contesto relazionale in cui vive, e in cui si sente serenamente inserito.


[ Ritorna all'inizio ] [ Ritorna al menù degli articoli ]
Hosted by www.Geocities.ws

1