Ci sono voluti dei decenni per vedere riconosciuta la professionalità
degli psicologi. E' vero, noi ci occupiamo di psicoanalisi, e gli psicoanalisti
possono essere psicologi o medici, indifferentemente, purchè abbiano
svolto la formazione specifica in psicoterapia psicoanalitica. Ma, se i
medici hanno da sempre un loro contesto di riferimento professionale, così
non è stato per molti anni per quanto concerne gli psicologi,.
Ma è davvero tanto importante appartenere ad un Ordine professionale?
Sicuramente sì, per varie ragioni. Innanzitutto, chi svolge una
libera professione ha la necessità di appartenere ad un contesto
di professionisti accomunati da tutto quanto concerne l' intervento operativo,
in quanto appare come necessario che siano fissate alcune tracce che, senza
in alcun modo ledere l' autonomia dei singoli operatori, garantiscano la
serenità di movimento secondo parametri di riferimento. L' appartenenza
ad un Ordine risulta dunque una garanzia per il singolo professionista,
che non decide a suo rischi e pericolo le modalità di svolgimento
della sua professione, ma ha la possibilità di uniformarsi a parametri
stilati da chi rappresenta la categoria. In secondo luogo, l' Ordine viene
ad essere una garanzia anche per i cittadini che si trovano nella situazione
di dover ricorrere ad un professionista, in quanto vi è in questo
modo la certezza di non imbattersi in personaggi non accreditati che possono
risultare pericolosi proprio in quanto non ritenuti idonei per titolo o
per competenza a svolgere una determinata professione. Vi è ancora
un vantaggio, che negli ultimi tempi viene presentato come un qualche cosa
di pernicioso, da cui guardarsi: il corporativismo, la difesa cioè
di interessi corporativi. E' chiaro che dappertutto possono essere attuate
modalità di intervento assolutamente scorrette, ma scambiare questo
rischio per un fatto assodato molto vicino ad una questione di principio,
mi sembra quanto meno demagogico. Le corporazioni sono nate molti secoli
fa, con i Comuni medievali, e sono nate per dare alle professioni una maggiore
forza in modo da incidere in misura significativa sullo sviluppo sociale
ed economico. Ebbene, credo che questo possa essere conservato, a livello
di principio, anche ai nostri gior ni, dove i liberi professionisti sono
chiamati ad incidere sul tessuto culturale, sociale ed economico senza
avere alle spalle alcuna struttura sindacale che li tuteli in alcun modo.
Se poi assistiamo a un uso scorretto del potere all' interno degli Ordini
professionali, o nei rapporti di un determinato Ordine con l' ambiente
sociale complessivo esterno ad esso, questo è un altro argomento,
anch' esso molto serio, ma al quale non è certamente saggio rispondere
denigrando l' intera categoria degli Ordini professionali, ma cercando
di regolamentarli in modo equo e ragionevolmente funzionale al vantaggio
sociale. E' evidente che un professionista può operare tanto meglio
quanto più si trova in una posizione serena rispetto alla possibilità
di svolgere il suo lavoro con la consapevolezza di un' identità
precisa riconosciuta dall' ambiente in cui opera, con la gratificazione
quindi di un riscontro positivo, e non confondibile con qualcosa d' altro
magari non chiaramente definito o rapportato al puro aspetto econ omico,
che per quanto riguarda la professione psicologica ed in particolare psicoterapeutica
ha un valore estremamente particolare.
Difendere quindi la propria appartenenza all' Ordine professionale
riveste quindi un doppio significato: quello relativo alla difesa del proprio
profilo non solo economico ma anche sociale e culturale, e quello della
difesa del paziente o del cliente che può essere certo di trovarsi
davanti ad un operatore " limpido" e non ad un personaggio, che può
magari essere dotato di capacità sue proprie, ma che risulta privo
delle caratteristiche considerate essenziali per l' esercizio di una professione
tanto delicata.}