Mariangela Fumagalli Nettuno
SACRA POLENTA!
Dalle cascine, postumi e colori
sono arrivati alle contrade nostre.
Cibo de' Celti, Goti e Visigoti
e fino ai giorni nostri,
cibo di re, di principi e regnanti.
Mescendo e rigirando
dosa il giusto tempo
dentro ramata e ben robusta conca,
lambita in viva fiamma
in rustico camino avvinta.
Gialla farina di prezioso grano,
polvere profumata dal mulino uscita;
Taragna o Saracena qual tu sia
che piano si rassoda e cambia nome
per diventar "Polenta"
in magica scissione.
Su tavole imbandite
con ogni ben di Dio,
regina d'ogni mensa
colorata
oh santissima Polenta!
Ti sposi volentieri col brasato
amante sei dei sughi celebrati
e nulla rifiuti cibo d'ogni sorta;
con te i formaggi assurgono alla gloria.
Coi pesci tutti, coi missoltin
di lago
sai far Natale e Pasqua e Giubileo;
oh dolce Polenta e profumata
quanto ti abbiamo amata
quando s'usava lesina in cintura
Eri preziosa allora
qual dolce e amabile Creatura.
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