Mariangela Fumagalli Nettuno
MUTA IL MIO DOLORE
Muta il mio dolore in danza;
s'adagiano come note
su di uno spartito
le lacrime mie.
Fa che m'appoggi a un Sì
bemolle
e a un Sol bemolle
con le dita di seta.
Appoggerò il mio tocco
sul Do del pentagramma
e con un salto di qualità,
Tu mio Signore
mi farai capace di un do minore
pieno di Te.
Muta il mio dolore
in silenziosa danza
come orazione
innanzi al Tuo Sudario
Centro vitale del mondo,
poiché dal Suo profondo silenzio
scaturisca una voce
che, come catartica energia
parli all'uomo d'oggi,
di vacuità
sazio soltanto.
Signore!
Tu muti, Tu cambi
Signore! "Salva nos".
Sommario