Esperienze di volo

Racconti, esperienze ed aneddoti personali e di Amici Volatori

Sommario:

Prova l'ebbrezza del volo ultraleggero evoluto!! Clicca qui per una prova gratis  su aerei  ULM   Kitfox, Rebel, KR2S


L' Ass. di volo libero " ONE TERR "


L'Associazione "ONE TERR", come da interpretazione intuitiva della parola, e' una spontanea associazione tra alcuni piloti di deltaplano accumunati dalla stessa passione e dalla posizione territoriale. Tutti sono ubicati più o meno nel centro Italia, da qui la definizione di "terrone"; sono dei personaggi simpatici e un po' guasconi,tutti amici e che, nei loro spostamenti di volo dalle Alpi al tacco dello stivale, viaggiano insieme, ed insieme vivono le storie, le delusioni e le grandi soddisfazioni che questo sport puo' dare. Insieme partecipano a manifestazioni volatorie con agonismo e sano altruismo e non disdegnano di volare insieme dovunque per il semplice gusto di farlo. Conosco personalmente alcuni di questi temerari dai quali ricevo puntualmente l'entusiasmo verso questo sport che sprizza loro da tutti i pori. L'Ass. "ONE TERR" si e' formata nel 1996, in occasione dei Campionati Italiani svoltosi ad Alpago. E' lì che questi piloti si sono trovati ed hanno deciso di affrontare insieme, in avvenire, le avventure competitive e non che li avrebbero portati poi anche ad assaporare buone soddisfazioni.

Livio Collalti " Zappo"

Fabio Melisurgo " Melosurgo"

Fabio Notari " Fabio Fax"

Paolo Gianni " Giannipaolo" 

 Torna al Sommario


Meeting di Bassano 1997 - Gara Internazionale di Deltaplano - di Paolo Gianni

*********

Quest'anno, in occasione della Pasqua, mi sono recato a Bassano per partecipare alla gara Internazionale di Deltaplano. E' stata una piacevole avventura, ed ho deciso di raccontarvela, anche se abbiamo potuto volare solo due giorni su cinque. I primi due passano stando in attesa fino al pomeriggio, sperando che la base delle nubi si alzi oltre il decollo, cosa che non avviene. Il terzo giorno un freddissimo vento da nord di circa 35-40 Km/h (il decollo è esposto a sud ) ci scoraggia a scaricare i nostri delta dalle autovetture. Finalmente, il quarto giorno, il vento da nord diminuisce e fin dalle prime ore del mattino si presagisce una fortissima giornata di volo. La valle, completamente irraggiata da un caldo sole primaverile, solleva una buona brezza contraria al vento meteorologico. Si sospetta una giornata molto turbolenta: verso le 11, infatti, i primi cumuli che si formano intorno ai 2000-2500 mt. soffiano veloci da nord, mentre più in basso la brezza di valle aumenta, fino ad intensità che permettono il decollo in sicurezza. Alle 13,15 la finestra si apre e mentre tutti i piloti ( poco meno di 200 ) con frenesia si approcciano al decollo, l'ambulanza, sempre presente, deve fare il suo primo intervento: purtroppo un parapendista in volo turistico ha avuto una chiusura che non è più riuscito a controllare fino alla cima degli alberi, dove si è piantato. Fortunatamente verremo a sapere poi che per il pilota non vi sono state gravi conseguenze. Così, dopo la prima forte emozione del giorno ( e non sarà l'unica ), iniziano i decolli . Si sale facilmente e molto forte. Ad un certo punto tutti si avvicinano al decollo indicando e gesticolando verso valle; molti piloti hanno già capito cosa è successo: un deltaplanista in gara prima del decollo non ha agganciato i cosciali e sta lentamente scivolando fuori dall'imbracatura. Si teme il peggio: il delta si imbarda paurosamente fino al punto di far temere un crash verso il costone. Ancora qualche istante di grande angoscia, il pilota si è aggrappato alla barra e riesce a restarvi appeso, ma il delta innesca una gran picchiata che provoca delle grandi imbardate, dovute ad eccessi di correzione, vista la precaria condizione. Scompare dietro il costone a sinistra: ci fanno sapere che è atterrato senza grosse conseguenze. Riprendono i decolli e la tensione dei fatti appena successi rende tutti più apprensivi e nervosi, si vedono dei bruttissimi decolli. Finalmente riusciamo a decollare anche noi, prima Livio C., quindi io , e poco dopo Fabio M. In volo sembra di essere in un alveare: " C... quanti siamo!!", bisogna guardare a destra, a sinistra, di sopra, di sotto e non basta; le forti condizioni termiche sono disordinate, strappate da possenti bolle che in più occasioni nel passaggio da ascendenza a discendenza fanno allentare i cavetti delle ali. Comunque stringo i denti, sono ben concentrato e determinato. Salgo rapidamente senza timore nei riguardi dei migliori piloti.

Raggiungo facilmente Possagno, la prima boa a soli 10 Km dal decollo, e con piacere collaudo il mio primo volo con il GPS. Via quindi per la seconda boa, situata a 40 Km dalla prima: Livio ha accumulato un buon vantaggio su tutti, Fabio è dietro di me; ci teniamo in costante contatto radio e le informazioni che ci diamo sono sempre molto essenziali e significative. Purtroppo la turbolenza non accenna a diminuire, anzi, intorno ai 2000 mt. Sembra di essere dentro una lavatrice nella fase di centrifuga!. Nel tragitto tra la prima e la seconda boa siamo costretti a passare sopra al decollo dei parapendisti già in volo per lo Star gate. La colonna dei 200 parapendio, già visibile 15 Km prima, crea uno spettacolo di colori ed effetti stupendi nel cielo. A questo punto, la situazione già molto tesa per la turbolenza e l' affollamento in volo con i delta, aumenta con lo approssimarsi in volo dei parapendio. Qualche Km. prima della boa il mio GPS perde i segnali dai satelliti, ed anche quello di Livio e Fabio. La cosa, di per sé, non sarebbe grave se non per la leggerezza che tutti e tre abbiamo commesso al decollo: quella di non memorizzare le foto delle boe, affidandoci esclusivamente allo strumento. Di conseguenza prima Livio poi io, perdiamo almeno 15 minuti per cercare questa boa situata decisamente sottovento, come del resto tutto il costone finora percorso. Poco a nord della boa un grande incendio ci fotografa la situazione meteorologica con i suoi fumi che salgono lungo il costone, ed appena raggiunta la cima cambiano direzione incontrando il vento da nord. In questa zona il variometro è sceso fino a -7 m/sec.. Fotografare la boa in queste condizioni è veramente un'impresa, la macchina fotografica non vuole uscire dalla custodia e lasciare, anche per pochi istanti, solo con una mano la barra, vuol dire essere in piena balia dei fenomeni del sottovento; riesco, comunque, a fotografare quella che ritenevo fosse la boa e quindi, finalmente, di andare via da quel calvario.

Sono circa due ore e mezzo che sono in volo, le braccia urlano dal dolore, sono quasi tentato di demordere e tirare in planata verso valle. Mi allontano dal costone: la terza boa è situata quasi a Vicenza, quasi 25 Km. dalla seconda, da percorrere tutti in perfetta pianura e, sperando in una condizione meteorologica più calma, mi avvio verso Vicenza. Niente affatto, anche in pianura non si riesce a tirare diritti anche se le ascendenze sono più rade e più deboli. Nel frattempo Livio ci avverte che è atterrato a circa 10 Km. dalla terza boa e che nessuno, da oltre 10 minuti, è passato. Io e Fabio ci facciamo coraggio a vicenda e cerchiamo di sfruttare tutto ciò che ci fa stare in aria, ma la stanchezza aggiunta alla mia completa inesperienza nel volo di valle mi fanno atterrare a metà strada, mentre Fabio atterrerà dopo qualche chilometro. Nessuno ha chiuso il percorso; il più vicino alla meta risulterà Ugo Rova, anziano e coriaceo friulano, percorrendo circa 78 Km.; il secondo a 2 Km. Manfred Rhummer. In pochi hanno sorvolato la terza boa. Atterrati e recuperati, si comincia a tirare le somme del volo ed a dividere le opinioni: quella più comune è che nessuno ha mai volato in condizioni così turbolente. Raggiunto il Meeting le notizie che fanno più scalpore sono due tumbleeng tutti e due risolti con il lancio dell'emergenza: uno è quello di Gughesmon con il suo RCS senza torre. Si dice che due parapendisti si siano scontrati in volo senza conseguenze e che un deltaplanista abbia distrutto il suo delta per un ritorno al pendio. Non c'è che dire: una giornata piena di emozioni negative.

Il secondo giorno di gara che si svolgerà con partenza da Aviano (PD) ed arrivo al Meeting di 78 Km., mi riserva subito una sorpresa: la boa da me fotografata il giorno precedente era inesatta e più distante di circa 6 Km; quindi ho perso tempo ed allungato la strada di circa 12 Km!. Mi trovo in classifica al 150° posto, avendo percorso 33 Km dei 65 da me stimati. Soddisfacente, invece, la posizione di Livio, 53°, distaccato di poche misure dai migliori, che non faceva che rammaricarsi di essere stato troppo veloce ad arrivare alle boe. Ma la pianura se affrontata da soli ed in fretta, diventa molto severa e difficile. Si parte per il secondo giorno di gara con situazione meteo simile al giorno precedente ma con vento da nord nettamente più debole. Il decollo è molto grande e consente in tutta sicurezza di aprire tre finestre. I primi piloti in volo, tra cui Ugo Rova che tenta il colpaccio, soffrono molto a salire ed evidenziano anche per oggi una situazione molto turbolenta. Diversi piloti bucano miseramente sotto il decollo, tra cui Abelzi, Tagliavini, Livio ed altri. Io e Fabio riusciamo a resistere, sfruttando al massimo tutte le bolle che vengono sparate dall'arso costone. La situazione di volo è molto difficile, sempre più piloti sono ammassati sul costone ed in pochi alla volta riescono a superare le vette. Fabio poco avanti mi incoraggia a resistere. Una volta superate le cime e prossimi a quote tra i 1500 e 1800 si parte verso la meta. La speranza di chiudere il percorso, anche se siamo solo a metà strada, sembra ormai una realtà. Lo scenario è immenso e suggestivo, la visibilità è stupenda e permette di vedere a nord le Alpi, con le cime completamente innevate ed a sud est la laguna di Venezia. I nostri sogni, purtroppo, svaniscono dopo il traversone di Vittorio Veneto, quando prima di Valdobbiadene una fitta velatura crea un black-out delle termiche: e chi si è trovato in quel costone per circa mezz'ora, è stato inesorabilmente e lentamente destinato ad atterrare.

Questa, cari amici, è la mia seconda avventura a Bassano: cosa grandiosa per paesaggi, intensità di volo ed esperienza che solo con la pratica del volare a fianco dei grandi Campioni si può acquisire.

Paolo Gianni

 

 

 

Torna al Sommario  


L'Ass. "ONE TERR" VINCE il Gran Premio di Imola!!!

di Paolo Gianni

Si, avete letto bene!! ONE TERR ha vinto per la prima volta, da quando si è formata, una competizione di buona caratura. La gara, questa volta, era in pianura ad Imola, dove i delta a motore ci treainavano fino a 600 metri di quota. Il traino veniva effettuato tramite dei carrellini a quattro ruote cghe sostenevano i delta con il pilota già in posizione di volo dentro l'imbrago,mentre la fase di rullaggio veniva imposta da due binari della larghezza dei carrellini, con una corsa di circa 15 - 20 metri. Comunque, per quanto i piloti del lkuogo sostenessero che il traino così eseguito fosse più sicuro che non la partenza a piedi, le perplessità ed una certa sensazione di apprensione si leggeva chiaramente nei volti dei piloti che via via si apprestavano alle fasi preparatorie del decollo. Purtroppo alcuni piccoli incidenti in fase di decollo non sono mancati, pur senza nessuna conseguenza per i piloti, ma notevoli sui mezzi. Il primo, infatti, avviene proprio la mattina del primo giorno, quando la competizione non essendo ancora iniziata, dava la possibilità anche ai piloti fuori gara, di farsi trainare. Lo sfortunato pilota di turno al termine della fase di rullaggio, quando praticamente finiscono i binari di guida del carrellino ed inizia il terreno ( che per quanto pianeggiante è sempre un poco sconnesso), momenti in cui il delta va leggermente cabrato per portarsi di pochi metri al di sopra della quota del delta trainante, tarda ad effettuare tale operazione,mantenendo il mezzo in posizione picchiata, impattando violentemente sul terreno. Fortunatamente nessun danno per lui, ma il suo SX4 richiederà notevoli lavori di riparazione.

Inizia così la gara: apertura finestre alle ore 13.30; prima boa il casello autostradale di S.Pietro a circa 12 Km., quindi altri 13 Km. per l'antenna di un ripetitore, e rotorno a meta nella pista di decollo . 35 Km in totale ( e vi assicuro che non sono pochi, quando a tenerti su ci sono delle termichette da 0,...!!). Mi chiedo come sia possibile solo fare la prima boa, in quanto il sole praticamente non si vede, nascosto dalla cappa di foschia tipica della pianura padana: niente cumuli ed un gran caldo. Presto, però, mi ricrederò: la situazione nell'arco di poco cambia, io e Fabio siamo fortunati: abbiamo azzeccato l'ora di decollo, le 14.15.. il cielo si apre un pochino e cominciano a formarsi dei bei cumuli, che in più occasioni ci inducono a fare diversi Km. fuori rotta per trovare le difficili termiche di pianura. Molti sono i piloti che una volta sganciati, faticano a trovare la temibile prima termica, che se non agganci subito, sei a terra in pochi minuti, come succede ad Aldo (anche lui della mitica "ONE TERR"). Intanto io e Fabio, decollati uno dopo l'altro, riusciamo senza molta fatica a guadagnare subito quota; superati i 1.300 metri scattiamo le foto allo start pilot e poi via verso il casello autostradale, dove generose termiche ci fanno superare i 1.550 metri di quota e ripartire per la seconda boa. La raggiungiamo senza grosse difficoltà: si comincia a volare sempre più da soli.. i riferimenti a terra sono quasi inutili. Tutta pianura a perdita d'occhio, terreni sempre uguali perfettamente squadrati e con le stesse coltivazioni non aiutano ad indirizzarci verso le boe ( si è rivelato determinante il GPS, sopratutto nei momenti in cui la foschia riduceva il campo visivo). Raggiunta la seconda boa, una decisa brezza di mare di almeno 20 Km/h contraria alla nostra direzione, fa svanire le nostre speranze di chiudere il percorso. Fabio si ferma a 4,5 Km dalla meta, io a circa 8. Siamo comunque molto soddisfatti, Fabio risulta secondo a pari merito con Guiducci e Buranti, io settimo.

Seconda giornata di gara: situazione pressochè simile alla precedente. Mi preparo per il decollo, il pilota che mi precede in decollo fa un brutto crash: gli rimane impigliata la forchetta di sostegno della barra proprio nell'angolo sinistro. Il delta si alza di pochi metri, si imbarda pericolosamente a sinistra e quando, resosi conto dell'ingovernabilità del delta, deide di sganciarsi, il carrellino e' ancora agganciato a lui. L'impatto è rovinoso ed il delta riporta notevoli danni; per il pilota, fortunatamente, solo qualche contusione. L'immagine appena vissuta, certo mi scuote, ancora di più di quanto già ero per la tensione pre-decollo; comunque decido di decollare immediatamente. Tutto fila liscio: a 600 metri mi sgancio ed in mezz'ora di agonia, alla spasmodica ricerca della fatidica prima termica, agganciandomi a tutti gli zerini che trovavo, sono costretto a riatterrare nel campo di decollo. In fretta e furia mi rimetto in fila per decollare; purtroppo la fase di decollo si è notevolmente allungata, dovuta al fatto che è rimasto solo un carrellino funzionante. Quando ormai alle 15.00 ho solo due piloti avanti a me per poter ridecollare, il vento prima si azzera, poi cambia direzione fino a girarsi di 180°. Si aspetta ulteriormente, ma.. nulla da fare: ormai è entrata la brezza di mare; si dovrebbero spostare tutte le attrezzature dall'altro capo della pista. Mi arrendo..purtroppo la gara, per me, è andata. Rimane comunque in gara Aldo che buca sulla prima boa e Fabio, il quale riesce a chiudere il percorso ed essere il primo pilota ad atterrare in meta. I riscontri orari però, a fine gara, vedono più veloci di lui di pochissimi minuti Buranti e Guiducci. Ma con enorme soddisfazione, la somma dei nostri punti vede "ONE TERR" prima in classifica generale!! La nostra soddisfazione è enorme, abbiamo ben figurato in un luogo di volo a noi completamente sconosciuto, sia come meteorologia che come tecnica: ed ancora di più alle prese con il traino mai effettuato prima di questa occasione.

Personalmente sono molto entusiasta di fare parte di questo gruppo di intrepidi piloti, che sicuramente stanno maturando uno spirito di gruppo, oltre che accumulando una discreta esperienza in fatto di gare. Sono sicuro che questa fase positiva in primavera, con l'inizio della nuova stagione di gare sia ancora tale da spronarci a risultati sempre più ambiti. In queste giornate fantastiche, assente ingiustificato, il promotore burlone del nome della squadra, "Livio". Altro assente, però giustificato, "Fabio Fax", convalescente da un crash in atterraggio durante i campionati Italiani ...ma che tra poco sarà di nuovo con noi a dividere le nostre avventure!!

Gianni Paolo

 

Torna al Sommario


 

Link di Esperienze di amici Volatori:

* Alex *


 Go to Home

Go to Pagina del Volo

 

Hosted by www.Geocities.ws

1