L'Eco del Pippero
Avevamo ancora negli occhi le immagini di quei baldi gladiatori; giovani, possenti, forse un po' troppo rustici ma instancabili lottatori del tappeto verde. Avevamo nelle orecchie le urla di incitamento, le imprecazioni per una palla persa, i salti di gioia per un goal segnato.
E con questo spirito siamo tornati a vedere, dopo 4 anni, quelli che ricordavamo essere il piu' alto esempio di calcio parlato, la piu' eccelsa espressione di tecnica ballonistica, il supremo sunto di braccia (e gambe) rubate all'agricoltura.
Lo spettacolo che ci siamo trovati di fronte e' stato, a dir poco, disarmante....
Ingrassati, invecchiati, silenziosi, svogliati, quasi dei zombies in pantaloncini e maglietta.....
L'attento lettore notera' che ben poco e' cambiato rispetto agli albori, ma almeno allora esisteva l'alibi dell'inesperienza, dello scarso allenamento, del Gessi, oggi tutti questi fattori attenuanti non esistono piu', o quasi, e resta, disarmante, la consapevolezza del fatto che stiamo parlando di tremende pippe.
Fatto questo doveroso preambolo, passiamo, o almeno ci proviamo, a descrivere quello che fa rientrare questo avvenimento nella cerchia degli avvenimenti sportivi, e che lo rende degno di essere descritto da un colto e raffinato cronista quale io sono.....il pallone!
Dunque, il pallone utilizzato era di quelli tradizionali a pentagoni bianchi ed esagoni neri (o viceversa); nuovo, o meglio, poco usato, si aggirava indisturbato per il campo rimbalzando allegramente.
Avendo esaurito gli argomenti calcistici, torniamo a quelli umani; le dieci persone in campo, al momento faccio un po' di fatica a considerarli atleti, ma potrei farlo sotto adeguato compenso, le dieci persone in campo dicevo, discutevano del piu' e del meno; argomento preferito pareva essere le protuberanze frontali del Vannini o gli antenati del Papi, o ancora la signora Ferrari, e cosi' via.
I primi dieci minuti scorrono veloci, infatti il Loppini, cronometrista ufficiale (almeno fa qualcosa in campo) si stanca subito contandoli. Il mitico Mac impreca oramai con espressioni neologistiche di singolare effetto (fuckin' puttana; porca hell; pig misery; etc. etc.), mentre la differenza atletica tra il sempreverde Papi e il semprepippa Catoni ha raggiunto livelli biblici.
Neanche i nuovi arrivi riescono a ravvivare il quadro che si presenta; il neo-acquisto Fabbri (e questo la dice lunga sul livello globale) sostituisce egregiamente il leggendario Gessi passato ad altra (e meglio remunerata) attivita'; l'altro neofita Sebastiani, sostituisce i restanti 8 fuoriusciti.
Per il resto tutto nella normalita', il Vannini rimbalza allegramente per il campo, il Longo illumina i presenti con la sua classe innaturale, il Ferrari megliolasciareperdereva', il Plini...beh si e' fatto tardi, degli altri parleremo in un'altra occasione, per il momento volevamo trasferire questo messaggio di positivita' a ribadire, qualora ce ne fosse bisogno, che...c'e' molta crisi!!!!