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«Se la galleria Monte Piazzo verrà aperta
il 16 ottobre, potremmo trovarci presto di fronte a una
strage. Perciò chiediamo che venga decretato lo stato di
impellente urgenza e che proseguano i lavori di messa in
sicurezza dell’intero tratto pericolante, come risultante
dalla perizia dell’ingegnere Sebastiano Pelizza». Con
queste parole gli onorevoli Ugo Parolo e Fiorello Provera,
nella conferenza stampa di ieri, sono ritornati sul delicato
capitolo della Superstrada 36, intimando ai dirigenti
dell’Anas di non interrompere assolutamente i lavori di messa
in sicurezza, di ultimare gli interventi nel tratto
pericolante e nei restanti 400 metri che rischiano il crollo
improvviso. Si minaccia addirittura l’apertura di un'indagine
da parte della magistratura per fare luce sulle responsabilità
che hanno portato alla realizzazione di un’opera che allo
stato attuale è, secondo i leghisti, già da rifare. Ma non è
tutto. La possibilità che ci possano essere i presupposti di
un disastro, mettendo così a repentaglio l’incolumità
pubblica, è manifestata da Parolo senza mezze misure: «Esiste
la possibilità che nell’intero tratto della galleria Monte
Piazzo si verifichino cedimenti improvvisi che possano causare
disgrazie. E il dato più preoccupante, risultante dalla
perizia dell’ingegnere Pelizza e avvalorato da numerose
testimonianze che sono in nostro possesso, è la possibilità
che l’intera galleria possa giungere al collasso e crollare da
un momento all’altro provocando una strage». Infine c'è un
altro fatto denunciato dai leghisti che sicuramente, se
comprovato, contribuirà ad aprire una questione spinosa e un
nuovo grave capitolo sulla Superstrada 36. «Abbiamo saputo da
persone che hanno lavorato nei cantieri durante la costruzione
della Super che lo spazio nell’intercapedine tra la galleria e
la roccia non è stato riempito di calcestruzzo, ma da rami,
paglia e forse altro materiale addirittura inquinante».
Insomma la causa del cedimento non sarebbe da imputarsi
alla montagna, come più volte dichiarato dai dirigenti
dell’Anas e nemmeno dalle tecniche costruttive risalenti agli
anni ‘70 e ‘80.
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