NBA4.jpg (14609 bytes)NBA5.jpg (21398 bytes)

Stagione 1999 / 2000


 

Vince CarterOgni giorno che passa ci si chiede se Vince Carter, ala dei Toronto Raptors, possa diventare la mina più pericolosa di tutte per le difese, se possa diventare all’altezza del re dei Bulls. In fondo l’università è quella (UNC), i numeri e le schiacciate pure, quindi perché non azzardare e dire che lo possa veramente fare?
Carter è stato scelto dai Golden State Warriors nel draft 1998 al numero 5 e poi subito scambiato per il suo miglior amico a UNC: Antawn Jamison. Causa l’adattamento alla lega il mese di febbraio non è molto entusiasmante, ma già da marzo mette un'ipoteca al titolo di Rookie dell’anno: con giocate sensazionali si candida come il giocatore del futuro. Se proprio vogliamo mettere qualcosa di negativo nella sua stagione è la non partecipazione ai playoff dei Raptors. In estate firma un contratto con uno degli agenti più diffusi fra i giocatori NFL della durata di 11 anni. Poi, in questa stagione che è appena cominciata, Vince ha già fatto vedere a tutti che sarà il futuro della lega, portando Toronto al primo posto della Central Division come i Bulls con un certo Michael Jordan.

Marco Multari


Numeri, schiacciate, giocate sensazionali: come giustamente scrive il buon Multari, queste sono le prime cose che vengono in mente quando si sente parlare di Vince Carter. Chi ha la fortuna, e la possibilità, di vedere settimanalmente NBA ACTION, sa già prima ancora della sigla iniziale che, in un modo o nell'altro, vedrà l'ala dei Raptors in azione. Quello che all'inizio impressiona di questo giocatore è il tempo che rimane in aria, unito ad una tale sensazione di potenza pura che neanche il Jordan dei primi anni (molto meno muscolato) riusciva a dare.

Ma, anche senza le sue azioni più spettacolari, Carter rimane un giocatore solidissimo, un difensore dotato di grandi mezzi e di sicuro impegno, un leader in attacco e nello spogliatoio. I Raptors sono la Sua squadra, non ci sono dubbi in proposito. Se poi scorriamo il roster di Toronto, possiamo facilmente renderci conto della povertà di talento della rosa, e della chiara mancanza di elementi chiave come ad esempio un playmaker degno di questo nome, e un centro vero. Se, nonostante tutto questo, la squadra canadese ha un record ampiamente superiore al 50% ed ha già battuto squadre del calibro di Utah Jazz, Los Angeles Lakers e Miami Heat, beh, qualche sospetto sul responsabile di tali prestazioni possiamo anche averlo.

Certo, Vince non è solo. Tracy McGrady è una delle ali piccole di maggior talento (soprattutto atletico) dell'intera Lega, ed è giovanissimo, nonchè richiestissimo sul mercato. Visto e considerato che gioca in pratica nello stesso ruolo di Carter, sarà probabilmente ceduto, e la contropartita tecnica non sarà scarsa, di sicuro (si è parlato recentemente di un altro giovane emergente, Hughes di Philadelphia). Doug Christie è un 2 metri che può giocare in 3 ruoli, ma è sembrato in leggera parabola discendente, specie in fase realizzativa. In sicura parabola discendente sono i 2 lunghi Oakley e Willis, veterani di 1000 battaglie, arrivati in Canada per dare al team qual minimo di esperienza e di peso sottocanestro. Antonio Davis è comunque il primo lungo per minutaggio e, pur non essendo neanche lui un centro puro, è sicuramente alla sua miglior stagione in carriera, un grande risultato per un ragazzo che non tantissimi anni fa giocava in Italia: è atletico, veloce, corre bene e si butta a rimbalzo d'attacco. Per il resto, i Raptors sono poca cosa, ma hanno già dato sonore lezioni a squadre che hanno il doppio, se non il triplo, del talento... D'altra parte, non tutti hanno un Carter nel motore...

 

Torna alla Homepage di NBA Today

Hosted by www.Geocities.ws

1