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Ogni giorno che passa ci si chiede se Vince
Carter, ala dei Toronto Raptors, possa diventare la mina più pericolosa di tutte per le
difese, se possa diventare allaltezza del re dei Bulls. In fondo luniversità
è quella (UNC), i numeri e le schiacciate pure, quindi perché non azzardare e dire che
lo possa veramente fare?
Carter è stato scelto dai Golden State Warriors nel draft 1998 al numero 5 e poi subito
scambiato per il suo miglior amico a UNC: Antawn Jamison. Causa ladattamento alla
lega il mese di febbraio non è molto entusiasmante, ma già da marzo mette un'ipoteca al
titolo di Rookie dellanno: con giocate sensazionali si candida come il giocatore del
futuro. Se proprio vogliamo mettere qualcosa di negativo nella sua stagione è la non
partecipazione ai playoff dei Raptors. In estate firma un contratto con uno degli agenti
più diffusi fra i giocatori NFL della durata di 11 anni. Poi, in questa stagione che è
appena cominciata, Vince ha già fatto vedere a tutti che sarà il futuro della lega,
portando Toronto al primo posto della Central Division come i Bulls con un certo Michael
Jordan.Marco Multari
Numeri, schiacciate, giocate sensazionali: come giustamente
scrive il buon Multari, queste sono le prime cose che vengono in mente quando si sente
parlare di Vince Carter. Chi ha la fortuna, e la possibilità, di vedere settimanalmente
NBA ACTION, sa già prima ancora della sigla iniziale che, in un modo o nell'altro, vedrà
l'ala dei Raptors in azione. Quello che all'inizio impressiona di questo giocatore è il
tempo che rimane in aria, unito ad una tale sensazione di potenza pura che neanche il
Jordan dei primi anni (molto meno muscolato) riusciva a dare.
Ma, anche senza le sue azioni più spettacolari, Carter rimane un
giocatore solidissimo, un difensore dotato di grandi mezzi e di sicuro impegno, un leader
in attacco e nello spogliatoio. I Raptors sono la Sua squadra, non ci sono dubbi in proposito. Se
poi scorriamo il roster di Toronto, possiamo facilmente renderci conto della povertà di
talento della rosa, e della chiara mancanza di elementi chiave come ad esempio un
playmaker degno di questo nome, e un centro vero. Se, nonostante tutto questo, la squadra
canadese ha un record ampiamente superiore al 50% ed ha già battuto squadre del calibro
di Utah Jazz, Los Angeles Lakers e Miami Heat, beh, qualche sospetto sul responsabile di
tali prestazioni possiamo anche averlo.
Certo, Vince non è solo. Tracy McGrady è una delle ali piccole
di maggior talento (soprattutto atletico) dell'intera Lega, ed è giovanissimo, nonchè
richiestissimo sul mercato. Visto e considerato che gioca in pratica nello stesso ruolo di
Carter, sarà probabilmente ceduto, e la contropartita tecnica non sarà scarsa, di sicuro
(si è parlato recentemente di un altro giovane emergente, Hughes di Philadelphia). Doug
Christie è un 2 metri che può giocare in 3 ruoli, ma è sembrato in leggera parabola
discendente, specie in fase realizzativa. In sicura parabola discendente sono i 2 lunghi
Oakley e Willis, veterani di 1000 battaglie, arrivati in Canada per dare al team qual
minimo di esperienza e di peso sottocanestro. Antonio Davis è comunque il primo lungo per
minutaggio e, pur non essendo neanche lui un centro puro, è sicuramente alla sua miglior
stagione in carriera, un grande risultato per un ragazzo che non tantissimi anni fa
giocava in Italia: è atletico, veloce, corre bene e si butta a rimbalzo d'attacco. Per il
resto, i Raptors sono poca cosa, ma hanno già dato sonore lezioni a squadre che hanno il
doppio, se non il triplo, del talento... D'altra parte, non tutti hanno un Carter nel
motore...
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