Non ci poteva essere miglior epilogo per queste finali che
l'abbraccio a fine partita fra Shaq, Kobe e Magic.
E poi il saluto, da brivido, in mezzo il campo di Magic e Larry.
Passato e futuro insieme, un ideale passaggio di consegne fra due miti
dell'NBA, protagonisti all'inizio degli anni '80 della rinascita della Lega e i due
giocatori che più di tutti possono riceverne il testimone all'alba di un nuovo decennio.
E poi ancora Shaq, giocatore chiaccherato, scioccamente considerato da
molti un perdente, che ha dimostrato con il suo pianto a titolo vinto, che più che il
denaro (a palate!), l'attenzione dei media, le ville da sogno, conta vincere qualcosa per
dare un senso alla propria professione di giocatore.
Le lezioni di Phil
Jackson sono dunque servite.
Più che il triangolo offensivo, più che la difesa sui blocchi, più di tutto Phil
Jackson è riuscito a trasmettere la voglia di vincere, di combattere, di esserci
mentalmente in ogni momento, sia in partita che in un semplice allenamento. La crescita
mentale, più che tecnica, di Shaq è dovuta in gran parte al coach plurianellato.
E poi Kobe Bryant. La cosa più simile a Michael Jordan attualmente
disponibile. Il ragazzo cresciuto in Italia, che gioca con il numero 8 perché estimatore
del Mike D'Antoni giocatore (come molti di noi a quei tempi) !!
Kobe è un mio cruccio, perché ho sempre criticato e continuerò a farlo i giocatori
di qualsiasi livello che entrano nell'NBA non completando i canonici quattro anni di
Università. Ecco, Kobe di Università ne ha fatta zero, ma sta imparando molto bene
nell'Università del Basket.
Ha 21 anni, ma gioca con la sicurezza e
la scioltezza di uno che ci gioca da sempre. Molti lo ritengono più forte di Michael alla
sua età. Un paragone (scomodo) che lo accompagnerà probabilmente per tutta la carriera
che, comunque sarà rispetto all'inarrivabile MJ, ha già imboccato la via del successo.
Il momento e i protagonisti di questa vittoria hanno fatto passare in secondo piano
l'aspetto meramente tecnico di questa finale. Una finale piacevolissima, fra due buone
squadre, certamente non eccezionali. Ma poco importa. Un titolo è sempre un titolo, e per
i Lakers questo potrebbe essere solo l'inizio di una periodo di dominio, o almeno di
vertice, per lunghi anni. La squadra, che gira attorno a Shaq e Kobe, ha enormi margini di
miglioramento!
Shaq ha 28 anni, sta entrando nel periodo migliore della sua carriera. Kobe è ancora
talmente giovane e già così bravo che non riusciamo nemmeno a immaginare cosa possa fare
fra 4/5 anni.
Forse una dinastia sta per cominciare. La speranza è che tutto il nuovo talento che
sta ridando nuova freschezza alla Lega si materializzi in valide alternative alla squadra
dei Lakers, per poter sognare e godere di nuove e sempre più appassionanti sfide. |