NBA4.jpg (14609 bytes)NBA5.jpg (21398 bytes)

Stagione 1999 / 2000


fnl63.jpg (16737 bytes)

 

"The Combo"

di Andrea Gandino


La storia recente della NBA ci insegna che in una squadra da titolo è necessaria la presenza di  due stelle: tre sarebbero forse troppe e neanche una sola andrebbe bene per vincere il campionato, non avendo una spalla alla quale appoggiarsi.

Michael e Scottie ai tempi di Chicago: gran coppia anche loro...La coppia di giocatori al di sopra delle righe si è manifestata a Chicago con Jordan e Pippen, l'avevano gli Houston Rockets con Olajuwon e Drexler, e anche l'anno passato i San Antonio Spurs potevano contare su Tim Duncan e David Robinson.

Questa stagione ha appena confermato la regola: a vincere il titolo sono stati infatti proprio quei Los Angeles Lakers che hanno fatto dell'accoppiata Shaquille O'Neal-Kobe Bryant il loro punto di forza.

Due stelle di indiscussa grandezza, che hanno conseguito il loro obiettivo lavorando seriamente e mettendo da parte tutti quei disaccordi che avevano caratterizzato il loro rapporto negli anni precedenti.

Già, perchè sotto Del Harris e Kurt Rambis, i due non andavano esattamente d'accordo. Entrambi approdarono in California nel 1996: Shaq era già ampiamente il miglior centro della lega, mentre Kobe era ancora un bambino, uno di quei ragazzi cui era stata affibiata l'etichetta di "fenomeno" e che si vedeva però chiuso dalla presenza di Eddie Jones, ai tempi la guardia titolare.

Kobe, sempre alla ricerca dello spettacoloEra inevitabile che in quei pochi minuti di utilizzo, Bryant cercasse di esprimere tutto il suo talento, tentando molte conclusioni, alcune delle quali sconsiderate. Puntualmente la stampa e gli addetti ai lavori gli perdonavano alcune sue scelte, riconducendo tutto al fatto che era impensabile che un diciottenne, seppur fuori dal comune, sapesse già operare una valida selezione di tiri.

L'anno successivo il minutaggio aumentò ancora, e con esso gli errori gratuiti. Lo spogliatoio interpretava i troppi tiri di Kobe come un 'giocare per sè stesso', un egoismo che derivava dalla consapevolezza della propria superiorità.

Anche a Shaquille questo non andava giù, ma in fondo lui era quello che poteva lamentarsi di meno, essendo il vero uomo franchigia nonchè prima opzione offensiva.

Arrivò poi la stagione del lock-out. Tutto era fermo e proprio come la maggior parte degli altri giocatori, anche Kobe e Shaq passavano le giornate ad allenarsi in privato. La tensione però si poteva tagliare con il coltello: a parte le discussioni sui contratti, quello che più irritava l'ambiente gialloviola era il fatto di non aver vinto ancora nulla nonostante gli sforzi economici fatti.

Successe dunque che un giorno Bryant e O'Neal si trovarono a doversi marcare, volò una gomitata nel costato e subito dopo seguirono 3-4 pugni. Non accadde nulla di grave, ma ormai il danno era fatto.

Anche la stagione ridotta si interruppe prima del previsto : gli Spurs, che avevano una coppia di lunghi molto affiatata e che conviveva in armonia, passarono il turno agevolmente ed andarono a vincere poi il titolo.

Come mai allora oggi ci ritroviamo a parlare di quella che potrebbe essere la coppia dei prossimi dieci anni? Un nome e un cognome: Phil Jackson.

E' forse ripetitivo elogiare ancora l'ex coach di Chicago, ma il merito della ritrovata, o meglio scoperta, armonia tra Kobe e Shaq è in gran parte suo.

L'appassionato di Zen ha fatto capire loro che la pacifica convivenza in un gruppo è la base, se quel gruppo vuole raggiungere un obiettivo. I due presero alla lettera ciò che era stato detto loro: Kobe invitò Shaq alla sua festa di compleanno, e O'Neal si presentò regolarmente, dando inizio a quel processo di consolidamento del rapporto terminato in questa stagione.

The Combo finalmente e' soddisfatta...Risultato? Una coppia perfettamente complementare, di giocatori che in campo sono onnipotenti, ma che al contrario di quanto accadeva in precedenza, mettono a disposizione dell'altro il proprio talento: entrambi hanno migliorato le loro statistiche negli assist e ad ogni passaggio di Kobe per il suo centro, la folla esulta, pensa di avere finalmente trovato quello che mancava alla squadra da ben dodici anni ovvero quel micidiale mix di potenza e agilità, di atletismo e di precisione: in una parola "The Combo".


Torna alla Home Page di NBA Today

Hosted by www.Geocities.ws

1