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Stagione 1999 / 2000


Steve Smith
"Il talento"
di Federico Polidori Luciani


Gli Hawks sicuramente si stanno ancora mangiando le mani…
Il perché? E' presto detto: lo scambio di Smith con Portland attraverso il quale Atlanta si è assicurata Isiah Rider e Jimmy Jackson si è rivelato un flop.

Rider ha cominciato subito a dare segni di insofferenza (evidenziando limiti caratteriali già noti) che lo ha portato al "taglio" durante la stagione; Jimmy Jackson si è portato dietro problemi fisici che lo hanno molto limitato; se a tutto questo aggiungiamo la stagione mediocre delle point guards possiamo capire la debacle di Atlanta, che in questi ultimi anni ha avuto una delle squadre più temibili della Lega, con i vari Blaylock, Laettner, Mutombo (l'unico a comportarsi egregiamente quest'anno), Smith…

Gli unici a guadagnarci da questo scambio sono stati i Blazers . Per Steve Smith dunque è stato un movimento di mercato positivo perché si è trovato a Portland, la squadra con più talento della Nba, forse addirittura "troppo" per essere sfruttato a pieno, come conferma l'uscita dai playoff causa uno scellerato ultimo quarto di gara 7 a L.A.

Smith a canestro contro i LakersLa shooting guard dei Blazers nasce a Detroit il 31 Marzo 1969 a HighLand Park nel Michigan e dopo aver frequentato la High School a Detroit si afferma come la stella degli Spartans di Michigan dove risulterà primo realizzatore della storia della franchigia (da senior la sua media fu di 25 punti a partita!!), quarto negli assist, quinto nei rimbalzi.

Dunque una guardia "totale", un realizzatore di gran tecnica, grande passatore e buon rimbalzista per il ruolo; inizialmente per questi motivi (oltre al fatto di aver percorso la stessa carriera scolastica) fu considerato il clone di Magic Johnson, salvo poi trovare la sua vera indole, quella della guardia finalizzatrice.

La carriera NBA comincia a Miami (quinta scelta assoluta) dove si mise subito in luce, ma vari problemi fisici, la scomparsa della madre (ricordata con un caratteristico tatuaggio sul braccio destro) e problemi di squadra ne rallentarono l'esplosione.

La svolta si ebbe al quarto anno di militanza nella Lega con il passaggio agli Hawks. Ad Atlanta fu messo nelle condizioni di esprimere al massimo il proprio talento agevolato dal fatto di avere al fianco un regista come Mookie Blaylock: divenne una shooting guard pura, il ruolo che gli calzava a pennello.

I cinque anni ad Atlanta sono stati molto buoni, anche se non ha avuto con gli Hawks molto successo nei playoffs. Proprio la cocente sconfitta dell'anno scorso ha portato la città della Coca-Cola a rifondare (sfortunatamente!!!) la squadra.

Steve ha giocato in carriera un solo All-Star game, e questo è da attribuire alla sua personalità poco appariscente che ha fatto cadere sempre la scelta su giocatori più "comunicativi" e spettacolari…

Membro del vittorioso Dream Team del 1994 (oro mondiale a Toronto) parteciperà alle Olimpiadi di Sidney. Giocatore discontinuo ma capace di incredibili parziali, ha la dote dei grandi, cioè la capacità di chiudere le partite nei minuti finali.

Nel suo ruolo figura tra i migliori della lega (insieme a Allen Iverson, Reggie Miller, Allan Houston) e a Portland è diventato immediatamente la prima opzione offensiva.

Sicuramente il prossimo anno vorrà prendersi una rivincita, ma intanto ce lo potremo godere a settembre durante Sidney 2000…… e non è poco!!


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